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Stasera in tv: “Don Camillo e l’onorevole Peppone” su Rete 4

Rete 4 stasera propone “Don Camillo e l’onorevole Peppone”, commedia del 1955 diretta da Carmine Gallone e interpretata da Fernandel e Gino Cervi.

17 Aprile 2021 08:37

Cast e personaggi

Fernandel: Don Camillo
Gino Cervi: Peppone
Claude Sylvain: Clotilde
Leda Gloria: Maria, moglie di Peppone
Umberto Spadaro: Bezzi, il contadino
Memmo Carotenuto: Lo Spiccio
Guido Celano: Il maresciallo
Marco Tulli: Lo Smilzo
Giovanni Onorato: Il Lungo
Carlo Duse: Il Bigio
Luigi Tosi: Il prefetto
Saro Urzì: Il Brusco, parrucchiere
Manuel Gary: avvocato Cerratini, delegato del PCI
Mario Siletti: avv. Stiletti, l’esaminatore
Gaston Rey: Bollini
Stefano Alberici: il figlioletto di Peppone
Jean Debucourt: voce crocifisso
André Hildebrand: un membro dell’opposizione
Renzo Giovampietro: il prigioniero ferito
Gustavo De Nardo: Filetti
Spartaco Pelliccia: un cittadino democristiano
Giuseppe Vinaver: un avversario politico
Lamberto Maggiorani: un cittadino democristiano
Vincent Barbi: membro della giunta comunale
Enrico Canestrini: un cittadino democristiano
Giuseppe Varni: un cittadino democristiano
Aldo Vasco: Il mezzadro Tasca

Doppiatori italiani

Carlo Romano: Don Camillo
Dhia Cristiani: Clotilde
Rina Morelli: Maria, moglie di Peppone
Lauro Gazzolo: Bezzi, il contadino
Cesare Fantoni: Lo Spiccio
Bruno Persa: Il maresciallo
Stefano Sibaldi: Lo Smilzo
Gualtiero De Angelis: Il prefetto
Mario Pisu: Il Brusco, parrucchiere
Renzo Ricci: voce crocifisso
Vittorio Cramer: voce alla radio
Emilio Cigoli: voce narrante

La trama

In un clima agitato dalle elezioni il sindaco Peppone (Gino Cervi) comunista militante si vuol candidare come deputato, ma gli serve la licenza elementare per poter aspirare al seggio, cosi si preparerà ad un esame che vedrà coinvolto anche Don Camillo (Fernadel), il parroco della cittadina di Brescello che vede il sindaco “rosso” come fumo negli occhi. Così continuerà tanto per cambiare il duello tra i due a suon di dispetti ed esilaranti ritorsioni, con Peppone che durante la campagna elettorale avrà a che fare con un comizio molto particolare, il ritrovamento di un carro armato e una liason con una “compagna”, mentre il sempre più agitato Don Camillo sarà invece coinvolto in un misterioso furto di pollame e impegnato con le sue consuete chiacchierate con il Cristo.

Il nostro commento

Stasera in tv Don Camillo e l'onorevole Peppone su Rete 4 (5)

Proseguono le avventure su grande schermo di Peppone e Don Camillo, i celebri personaggi nati dalla penna di Giovanni Guareschi. Anche in questo terzo film si miscelano stralci dei romanzi dello scrittore parmense con riusciti sketch ex-novo, che grazie alla bravura della coppia di protagonisti catturano l’attenzione dello spettatore con una leggerezza e uno humour davvero senza tempo. Fernadel e Gino Cervi raggiungono un alchimia notevole sul set, due affiatati veterani che tratteggiano con gran classe due nemici/amici che rimarranno scolpiti nell’immaginario collettivo e che visti oggi fanno rimpiangere un approccio così intrigante, ironico e “light” del contesto politico.

Curiosità

  • Don Camillo e l’onorevole Peppone è la terza pellicola della serie, alla regia di questo episodio Carmine Gallone cineasta esperto in ricostruzioni storiche, suoi Scipione l’africano (1937) e Gli ultimi giorni di Pompei (1926). Gallone dirigerà anche il quarto episodio della serie Don Camillo monsignore… ma non troppo, penultima pellicola della serie originale, che si concluderà nel 1965 con Il compagno Don Camillo di Luigi Comencini.
  • Alcuni episodi del film sono stati ideati ex novo, ma altri provengono dai racconti originali di Guareschi: Ponte-mina (1947), La festa (1947), L’altoparlante (1951), Il sogno del cappello verde (1951), Ancora il fantasma del cappello verde (1951), Carro armato (1952, poi reintitolato Il Panzer nella versione inclusa nel volume Don Camillo e il suo gregge, 1953), Esame Peppone (1952), Furto delle galline (1952) e Lettera al lettore (1955).
  • Dopo la parentesi rappresentata dal singolare secondo episodio, Il ritorno di don Camillo, girato in gran parte in interni o in luoghi decisamente lontani dalla Bassa Padana (Rocca di Cambio e Fiano Romano), con questo terzo capitolo si torna ad usare Brescello quale familiare sfondo dei battibecchi fra i due protagonisti. Ritornano dunque gli scorci, ormai noti ai fedelissimi della serie, del paese reggiano: Piazza Matteotti, la chiesa di Santa Maria Nascente, e così via. Anche la scuola dove Peppone riesce – con l’aiuto, ricattatorio, di Don Camillo – a prendere la licenza elementare, è brescellese.
  • La residenza di Don Camillo fu infatti “inventata” fra via Costituente e via San Marcellino, a Brescello, dove la produzione fece costruire (in 12 giorni) le suggestive colonnine che si vedono nel film, poi smontate a fine lavorazione (verranno però rimontate in occasione del film successivo!). Il pollaio, anch’esso posticcio, non faceva parte della casa-canonica ma si trovava in realtà nel giardino della casa di fronte (Fernandel entrò solo una volta veramente nella casa-canonica, affacciandosi alla finestra, mentre il resto delle riprese si svolse a Cinecittà).
  • Nel finale i due protagonisti tornano al paese in bicicletta, la sequenza nella finzione rispecchia piuttosto fedelmente la topografia dei luoghi: i due partono dalla stazione di Boretto e si avviano in bici lungo la strada provinciale 62r, ritornando così effettivamente verso Brescello, come dimostra anche la cupola della borettiana Basilica minore di San Marco che s’intravede sempre più lontana.
  • Questo film è l’unico nella serie del quale si può ricostruire con precisione l’anno di svolgimento dei fatti: in una scena, Peppone dice di essere uno di quelli del ’99 (vale a dire, coloro che furono arruolati a 18 anni nella prima guerra mondiale); in un’altra scena egli afferma di avere 49 anni. Poiché fu nel 1948 che si svolsero delle elezioni politiche in Italia, siamo sicuri che la data dell’ambientazione sia questa.

La colonna sonora

  • Le musiche del film sono del maestro Alessandro Cicognini (1906-1955) compositore storico della serie. Tra gli altri film da lui musicati ricordiamo Ladri di biciclette (1948), Guardie e ladri (1951), Pane amore e fantasia (1953), La banda degli onesti (1956) e Totò nella luna (1958).

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