Rock of Ages: 2 spot tv in italiano più note di produzione

Aspettando la nostra recensione in anteprima, in arrivo a breve, e l'uscita in sala, datata 20 giugno, torniamo a parlarvi di Rock of Ages grazie a 2 inediti spot tv in italiano e ad un ricco capitolo interamente dedicato alle note di produzione, che vi attende dopo il saltino.

Diretto da Adam Shankman (Hairspray), a capo dell’adattamento cinematografico (firmato da Chris D’Arienzo, Michael Arndt, Allan Loeb, Jordan Roberts e Justin Theroux) dell'omonimo musical, straordinario successo a Broadway e nei teatri di mezzo mondo, Rock of Ages spiazza lo spettatore, in quanto talmente demenziale e fastidiosamente comico da lasciare di sasso. Scary Rock, avrebbero potuto chiamarlo i dirigenti Warner, vista l'involontaria strizzata d'occhio data al genere parodistico. Fra i protagonisti: Tom Cruise, Julianne Hough, Paul Giamatti, Diego Boneta, Alec Baldwin, Russell Brand, Malin Akerman, Bryan Cranston e Catherine Zeta-Jones, per un film che racconta la storia di Sherrie, giovane ragazza che lascia la sua sperduta cittadina nel kansas per inseguire i suoi sogni a Los Angeles. Il suo incontro con Drew, un ragazzo che sogna di diventare una rockstar, cambierà per sempre la sua vita. La loro storia d’amore rock ‘n’ roll è raccontata attraverso i grandi successi di: Def Leppard, Joan Jett, Journey, Foreigner, Bon Jovi, Night Ranger, REO Speedwagon, Pat Benatar, Twisted Sister, Poison, Whitesnake, e altri.

Dopo il saltino, come promesso, spot e note di produzione.


“Voglio ROCK!”

1987, la famosa Sunset Strip di Hollywood. I rockers si scatenano e la gente balla nel tempio del rock ‘n’ roll, The Bourbon Room al ritmo dei grandi successi degli anni ‘80… “Rock of Ages.” Le Chitarre elettriche fanno volare scintille al ritmo dei più grandi successi degli anni 80… è “Rock of Ages”
Ora il grande successo di Broadway arriva sullo schermo per la regia di Adam Shankman, che è anche produttore esecutivo del film. Shankman, che è cresciuto a Los Angeles, si è sentito perfettamente a suo agio in questo ambiente. “Mio padre era un manager di gruppi musicali e il suo ufficio era proprio sulla Strip”, dice. “Conoscevo un sacco di artisti, nel 1987 coreografavo video musicali ed era un mondo che capivo e amavo molto, quindi tornare indietro nel tempo è stata un’opportunità che non mi sono lasciato sfuggire”.
Al centro del film c’è l’incontro tra un ragazzo e una ragazza che, in classico stile hollywoodiano, inseguono i loro sogni di successo. Jennifer Gibgot, sorella di Shankman e produttrice, riflette: “Come tanta gente a L.A., i giovani innamorati di ‘Rock of Ages’ sono arrivati in città con la speranza di diventare famosi, pensando che fosse facile. Ma restare se stessi e continuare a credere in ciò che li ha portati fino a lì si rivela molto difficile”.
Il film mostra anche l’altra faccia della medaglia: cosa significava per le band di moda negli anni ’80 aver raggiunto la fama e il successo. Il produttore Garrett Grant, nato e vissuto a L.A, che è cresciuto ascoltando quella musica e adorando quegli artisti, sottolinea che “Era importante ritrarre in modo autentico quel periodo, per rendere omaggio alle rock stars—vere divinità rock—di quella generazione”.
La giovane coppia al centro della storia è interpretata da Julianne Hough e Diego Boneta, accompagnati da un cast stellar che comprende Alec Baldwin, Russell Brand, Paul Giamatti, Mary J. Blige, Malin Akerman e Catherine Zeta-Jones. E nel ruolo del dio del rock, il cantante degli Arsenal Stacee Jaxx, c’è Tom Cruise.
Per Shankman, tutto è iniziato quando ha visto il musical “Rock of Ages” in teatro. “Il pubblico si divertiva da matti, tutti conoscevano le parole delle canzoni ed erano in piedi a cantare insieme agli artisti”, ricorda il regista. “Quell’entusiasmo, quella emozione così palpabile mi hanno convinto a realizzare il film”.
Ma non è stato l’unico motivo per rivisitare quegli anni. “Ho pensato che sarebbe stata una sfida interessante realizzare un musical cui i ragazzi avrebbero trascinato le loro ragazze”

“Solo divertimento”

“Rock of Ages” di Shankman è tratto da un grande successo di Broadway, che ha ottenuto cinque candidature ai Tony Award e che attira ancora il pubblico sia nella Great White Way che nelle produzioni in tutto il mondo. Il lavoro è stato scritto da Chris D’Arienzo, che è anche sceneggiatore e produttore esecutivo del film.
La storia, che parla di come inseguire i propri sogni, è accompagnata da canzoni incredibili ed è ambientata nella famosa Sunset Strip, un’icona di quegli anni, un luogo dove la fantasia poteva diventare realtà, dove una band venuta dal nulla poteva esibirsi al Whiskey o al Roxy e ottenere un contratto con una casa discografica.
Lo sceneggiatore Justin Theroux ha apprezzato la possibilità di lavorare allo script di un musical, la definisce “un’esperienza completamente diversa. In un certo senso scrivi a partire dal punto di vista della canzone, in ogni scena la canzone è sempre il centro emozionale dei personaggi, quindi è divertente raccontarli andando a ritroso”.
Anche se la maggior parte delle canzoni del film sono quelle del musical, Theroux è stato felice di aggiungere quella che ha amato di più in quegli anni. “Ho pensato che ‘Jukebox Hero’ fosse la strada migliore per aggiungere sostanza al passato di Drew”, spiega. “Le parole con cui inizia raccontano molto e descrivono con realismo un adolescente che vuole diventare una rock star”.
Anche lo sceneggiatore Allan Loeb si è divertito a lavorare intorno ai momenti musicali del film. “A volte ci sono due canzoni che si contrappongono, accompagnando storie diverse, e si intrecciano, legano i diversi temi, molto più di tanti personaggi”, spiega. “Quindi la sfida era mescolare la storia e i versi, dando spazio alla coreografia, fino a che tutto esplode in un grande ballo. Così succedeva in teatro e così abbiamo lavorato per la sceneggiatura ed è stato divertentissimo scriverla”.
“La cosa più difficile e interessante di un musical come ‘Rock of Ages’ è che metà di una canzone è una performance, mentre l’altra metà è dialogo o monologo interiore. Penso che gli sceneggiatori abbiano fatto un lavoro formidabiIe trasformando un magnifico musical in una fantastica esperienza cinematografica”, dice Shankman. Mi piacerebbe vedere il pubblico alzarsi in piedi, proprio come succedeva a teatro, e credo che questa storia, questi personaggi e questa musica travolgente ci riusciranno, grazie anche al nostro incredibile cast”.

“Aspettavo una ragazza come te”

Nella scena iniziale di “Rock of Ages” vediamo una bella ragazza forse un po’ naïve, Sherrie Christian, appena scesa dall’autobus che dalla piccola città del Midwest in cui è cresciuta l’ha portata a L.A., dove vuole realizzare il sogno di diventare una cantante. Appena mette piede sulla Sunset Strip, pensa di aver trovato il paradiso.
Per interpretare Sherrie è stata scelta Julianne Hough. “Lei vuole realizzarsi, anche se non diventerà la più grande rock star del mondo. Vuole esserci, vuole assorbire l’emozione e l’energia di quella città perché la fa sentire viva”, dice l’attrice.
Prima di scegliere Hough per “Rock of Ages”, Shankman aveva avuto l’opportunità di dirigerla in un video musicale per il suo ultimo album. “Julianne mi ha impressionato molto”, dice. “Ha un rapporto straordinario con la macchina da presa, la sua bellezza e il suo talento sono perfetti per il nostro film”.
Arrivata in città piena di speranze, Sherrie ha immediatamente un risveglio piuttosto rude, ma la delusione non dura a lungo comunque, perché viene aiutata da un bel ragazzo, Drew Boley, che le offre quello di cui lei ha un bisogno assoluto: un lavoro.
Diego Boneta ha ottenuto il ruolo di Drew dopo una ricerca a livello nazionale. “Drew lavora nel bar del Bourbon Room, un club leggendario come il Whiskey, dove suonano tutte le band”, dice Boneta. “Lui nel suo cuore è una rock star, ma è anche un bravo ragazzo, onesto e romantico”.
“Per il ruolo di Drew abbiamo esaminato migliaia di persone”, ricorda Shankman. “Il video di Diego è arrivato sul mio sito web e quando l’ho visto ho chiamato subito Jennifer e le ho detto ‘Penso di aver trovato I’attore giusto, lo sto guardando proprio in questo momento’”.
“Abbiamo incontrato Diego e appena è entrato Adam ed io ci siamo guardati e abbiamo detto ‘Drew è lui’”, ricorda Gibgot.
Essendo loro stessi giovani artisti alla ricerca del successo, non è stato difficile per Hough e Boneta capire le speranze e i sogni dei loro personaggi.
“Sherrie e Drew si trovano a L.A. per lo stesso motivo, hanno lo stesso obiettivo, quindi si capiscono, si relazionano immediatamente”, afferma Boneta. “All’inizio si aiutano al lavoro, poi nasce l’amore”.
Hough è d’accordo. “Drew e Sherrie sono una coppia per cui si fa il tifo”, dice. “Sono giovani e stanno imparando a conoscere la vita e ad avere un rapporto, sono eccitati per il futuro che li aspetta. Sembra tutto perfetto fino a che tra loro nasce un… grosso equivoco”.
Equivoco che ha le sembianze di una delle più grandi star della musica, Stacee Jaxx, il dio del rock che Drew vorrebbe essere e con cui ogni donna vorrebbe andare a letto. Cantante degli Arsenal, Stacee è a un punto di svolta della sua carriera, e della sua vita. Sta per lasciare la band e il suo ultimo spettacolo con loro è al Bourbon Room. E’ un po’ come tornare alle origini, perché la sua prima esibizione è avvenuta proprio in quel locale. Ma il successo e la fama forse sono arrivati con troppa facilità per lui che, dopo anni in cui non si è certo risparmiato piaceri e vizi, è alcolizzato e disincantato al punto da annoiarsi e non è assolutamente affidabile quando deve salire sul palco.
La scelta dell’attore per interpretare il ruolo di Stacee Jaxx è dovuta a un vero colpo di fortuna. “Stavo pensando che sarebbe stato bellissimo se avessimo potuto avere con noi una grandissima star del cinema per il ruolo di una grandissima rock star”, ricorda Shankman. “E il caso ha voluto che incontrassi Tom Cruise, gli ho detto che avrei diretto questo film, un musical, e che avevo intenzione di offrirgli quella parte. Lui ha replicato ‘Dici seriamente?’ Io ho risposto di sì. Poi gli ho descritto Stacee e lui è scoppiato a ridere. Quello che so è che ha accettato e io mi sono ritrovato a realizzare un musical con Tom Cruise”.
Per interpretare il ruolo, Cruise si è sottoposto a una completa trasformazione e Shankman esprime ammirazione per la sua dedizione. “Fin dal momento in cui ha firmato, Tom ha iniziato a educare la sua voce con un coach incredibile, Ron Anderson. Ricordo ancora la prima volta che l’ho sentito cantare, ha raggiunto un’estensione vocale di quattro ottave, si è scoperto che ha dei cantanti d’opera tra i suoi avi quindi è predisposto geneticamente al canto, ma nessuno gli aveva mai chiesto prima di cantare. Io sono solo il suo casuale e fortunato scopritore”, dice sorridendo.
Con uno stuolo di assistenti a sua disposizione 24 ore al giorno 7 giorni su 7 e uno sciame di groupies che professano un amore eterno per lui, l’unica persona che ha l’onestà di vedere Stacee Jaxx per quello che è veramente è la giornalista di Rolling Stone Constance Sack, interpretata da Malin Akerman, che dice: “Constance arriva al Bourbon per intervistare Stacee Jaxx, che è sulla buona strada per diventare una ex rock star, ma che è stato un vero grande rocker agli inizi. Lei crede molto in lui, le dispiace che si sia lasciato andare. E chiaramente lui non ha mai incontrato una donna che gli abbia tenuto testa, che lo intriga, che lo emoziona, lo confonde. Ma quando lei cerca di tirargli fuori la verità, le cose non andranno come aveva pianificato”.
Mentre Constance ha qualche difficoltà a far aprire Stacee, Akerman dice che lavorare con Cruise è stato facilissimo. “Tom non solo vuole che la scena sia grande, vuole che tu brilli, è un uomo molto rispettoso e generoso, è stata un’esperienza fantastica lavorare con lui”.
Il mondo del rock ‘n’ roll non è completamente sconosciuto per l’attrice, che è sposata con un batterista ed è stata per qualche tempo in una band. “Non avevo mai cantato mentre recitavo ed eseguivo coreografie complesse, ma ogni verso delle canzoni è così ricco di significato che non è stato difficile trovare la strada giusta, credo”.
“Quando abbiamo incontrato Malin, lei era pronta”, ricorda Garrett Grant. “Aveva gli occhiali e un tailleur, non ha cercato di essere divertente, ha recitato la sua parte ed è stata semplicemente perfetta”.
L’intervista di Constance è stata organizzata dal manager di Jaxx, Paul Gill, che cerca di controllare il suo poco collaborativo cliente, anche se ciò che sarebbe meglio per Stacee non è davvero una priorità per lui.
Comunque Paul Giamatti dice le cose in modo più diretto. “E’ un manipolatore immorale, che cerca di spremere la maggior quantità di denaro possibile dagli artisti che segue”, afferma l’attore. “Lui e Stacee hanno un rapporto disfunzionale, Stacee può essere un mostro, ma Paul ha creato il mostro, e ora il mostro lo terrorizza. E’ un’associazione abbastanza malata a questo punto”.
“Paul Giamatti era in cima alla nostra lista per interpretare il manager ed è stata un’emozione forte quando ha accettato”, dice Gibgot. “Ha preso le parole che erano scritte e le ha rese come non avremmo mai immaginato”.
Gill pensa solo ai soldi e sa che il concerto di addio degli Arsenal—tutto dipende dall’umore di Stacee—deciderà il successo o il fallimento del Bourbon Room, in grosse difficoltà finanziarie, e non si cura delle disperate raccomandazioni del proprietario del club, Dennis Dupree, interpretato da Alec Baldwin.
“Alec è un amico ed è stato emozionante averlo nel film”, dice Shankman. “L’ho diretto mentre cantava e ballava, e lui è stato straordinario”.
Baldwin ha trovato un modo tutto suo per dar vita al personaggio. “La musica è tutta la vita di Dennis Dupree. Il rock ‘n’ roll è la sua religione e The Bourbon Room la sua chiesa, e ovviamente lui ne è il pastore”. L’attore, che preferisce la musica classica al rock, è però disponibile. “Negli anni ‘80 ho spento la radio”, dice scherzando, “ma qui c’è tanta buona musica di quegli anni ed è stato molto divertente riviverli attraverso il mio personaggio”.
Il miglior amico di Dupree è il suo tecnico del suono, Lonny, interpretato dal comico Russell Brand. Del suo partner sullo schermo Baldwin dice: “Non avevo idea di quanto Russell fosse intelligente, divertente e vivace”.
“Lonny rappresenta lo spirito del rock, che è libertà e cambiamento”, dice Brand del suo personaggio. “Lui e Dennis sono dei veri veterani del rock ‘n’ roll, e Lonny è votato alla musica e al club”.
“Russell era l’unica persona che secondo me poteva andare per questo ruolo”, dice Shankman. “Lo adoro, è divertente e imprevedibile, assolutamente talentuoso”.
Il duo crea il lato comico del film, scatenato sul set da Brand e preso al volo da Baldwin. “Alec era felice di dare spazio alle mie improvvisazioni e mi ha incoraggiato. Lui è carismatico, autorevole e allegro, lo paragono a un grande attore inglese di teatro. E poi conosce un sacco di aneddoti ed è un oratore affascinante”, dice ridendo.
Decisi a tenere aperto il club, Dennis e Lonny non devono solo vedersela con Stacee Jaxx, ma anche con Patricia Whitmore, moglie del sindaco, che ha dichiarato guerra a tutta Sunset Strip, e la prima battaglia è proprio contro The Bourbon Room. Il personaggio non era presente nel lavoro teatrale e, dice Shankman, “L’abbiamo creato per rivisitare la censura sulla cultura che esisteva in quegli anni”.
E’ Catherine Zeta-Jones che ha avuto il ruolo della ‘cattiva’ nel film. “Credo che Patricia Whitmore sia una donna che consideri il suo ruolo di first lady molto più importante di quello del marito, il sindaco di Los Angeles, ed è chiaro chi porti i pantaloni in famiglia”, suggerisce Zeta-Jones. “E’ un’attivista che considera il rock ‘n’ roll una musica diabolica, e lancia una campagna per eliminare quella che considera una vera oscenità che offende le strade della città: la musica rock”.
L’attrice non aveva neppure letto la sceneggiatura, ma ha accettato subito di lavorare nel film. “Quando Adam mi ha chiamato, io ho chiesto solo ‘Quando si comincia?’ Sapevo che sarebbe stato una bomba e ho voluto esserci”.
“Patricia è una donna forte, quindi avevamo bisogno di un’attrice con una presenza notevole, poter avere Catherine è stato un sogno diventato realtà”, dice Shankman.
Mentre Patricia Whitmore minaccia di cambiare per sempre la vita sulla Strip, Justice, proprietaria del Venus Gentlemen’s Club, ci si guadagna la vita. E’ una donna che si è fatta da sola e aiuta Sherrie quando raggiunge il fondo, un posto che Justice conosce bene.
Mary J. Blige, che la interpreta, dice: “Justice si rivede in Sherrie. Anche lei ha fatto lo stesso percorso, anche lei ha pianto per un ragazzo in quella strada e capisce che l’autostima della ragazza è molto fragile. Così in un posto in cui alcuni considerano le donne deboli e incapaci, l’obiettivo di Justice è renderle più forti, mostrare loro come riprendere in mano la loro vita”.
“Mary J. è un’artista incredibile, non c’è una canzone che non possa cantare. Anche appena scesa dal letto prende la nota che gli dai”, dice Grant. “Ma soprattutto è una persona dolce e amabile, credo che Adam l’avrebbe voluta in tutte le scene se avesse potuto”.
Per aggiungere un tocco di realismo al film, i realizzatori hanno invitato tanti artisti ad apparire in ruoli cameo, come Nuno Bettencourt di Extreme; Joel Hoekstra dei Night Ranger; Debbie Gibson; Sebastian Bach degli Skid Row; Kevin Cronin dei REO Speedwagon; Constantine Maroulis, presente nella versione teatrale di “Rock of Ages”; parecchi membri del cast andato in tournèe negli Stati Uniti e l’attore di “Saturday Night Live” Will Forte.
“In questo film c’è un cast notevole”, dichiara Shankman. “Si inizia sempre con la lista dei desideri, ma noi siamo stati veramente fortunati perché siamo riusciti ad avere gli attori su cui avevamo puntato, è stato bellissimo”.

“Adoro il Rock ‘n Roll”

Girare un musical può essere faticoso, ma se lo si affronta con amore è un’altra cosa. Per Adam Shankman doveva essere “un tributo e un omaggio affettuoso alla musica, non solo all’hard rock, ma anche ai grandi successi pop e rock degli anni ’80, che la gente conosce e non si tratta solo di nostalgia, ma del piacere di risentire quel tipo di musica”.
Il regista ha creduto fin dall’inizio che la musica di “Rock of Ages” lo avrebbe portato dove voleva andare. Nel film appaiono classici come “Pour Some Sugar On Me” di Def Leppard, “We’re Not Gonna Take It” di Twisted Sister”, Journey’s “Don’t Stop Believin’” di Journey e ballate come “I Wanna Know What Love Is” di Foreigners, “Every Rose Has Its Thorn” di Poison e “Can’t Fight This Feeling” di REO Speedwagon.
La sicurezza di Shankman era condivisa dal produttore esecutivo delle musiche, Adam Anders, che ha lavorato alla colonna sonora con Peer Astrom.
“Adam è il migliore in questo campo”, dice Shankman. “Intuisce subito come debba essere usata ogni canzone, come adattarla ai personaggi e come restare fedeli all’originale, ma con un tocco nuovo e fresco”.
Il cast ha passato settimane a prepararsi—training vocale e registrazioni, prove di danza, preparazione fisica—prima di iniziare a girare e durante le riprese. Anche se Julianne Hough e Diego Boneta sono cantanti, hanno dovuto imparare un nuovo stile di canto per il film. Sotto la supervisione del consulente vocale Ron Anderson, Hough ha abbandonato il suo tono country e Boneta quello pop, per affrontare un rock più duro.
“In sostanza abbiamo frequentato un college per rock star”, dice Boneta. “Prendo lezioni di canto da quando avevo otto anni, ma ho dovuto rieducare la mia voce, sviluppando una caratteristica più rauca, imparando però a cantare in quel modo senza ferire le mie corde vocali”.
Sotto la direzione del supervisore delle musiche Matt Sullivan, il chitarrista Eric Jackson—che doppia “The Mr. Miyagi of guitar” per Boneta—ha insegnato a Boneta e a Tom Cruise a suonare per il film. Anche se è stato colpito dai progressi dei due attori, Jackson ha escogitato un modo per incoraggiarli ad imparare il più rapidamente possibile: amichevole competizione. Dicendo solamente “Tom già riesce a suonare questo” a Boneta, o vice versa, spingeva i due a impegnarsi ancora di più.
Il dipartimento attrezzeria ha fornito a Jackson 30 chitarre, tra cui Jackson Charvel, Guild e BC Rich. La Jackson Kelly di Stacee Jaxx è unica nel suo genere, costruita su misura, aerografata a mano con disegni di fiamme.
Jackson ha seguito i due attori anche nello studio dello stile e delle performance sul palco di alcuni grandi artisti, come Jimmy Page, Slash, Eric Clapton, Hendrix, Prince e Lenny Kravitz, e quelle di artisti di cui interpretano le musiche, come Brett Michaels, Jon Bon Jovi e Richie Sambora e Dee Snider.
Tutto il cast, individualmente e collettivamente, è stato coinvolto in grandi scene di danza, che a volte vedevano la presenza di quasi 500 generici. L’amica e collega di Shankman, Mia Michaels, ha esordito nel cinema proprio con “Rock of Ages”. “Tutto nel film è coreografato e Mia è una dei più grandi coreografi di oggi; avevo bisogno di lei per dare una svolta interessante alle cose”, dice il regista.
“Adam è un grande regista, lascia respirare l’arte”, dice Michaels. “Se lo fai, vedrai la strada giusta ed è questo che è avvenuto nel film, per me. Non potrei essere più felice dei risultati”.
“Il lavoro di Mia è sbalorditivo, siamo stati veramente fortunati ad averla con noi”, afferma Jennifer Gibgot. “Lei e Adam si completano a vicenda; è emozionante vedere come interagiscono, quello che lui vuole e quello che lei prepara. Non credo che abbia avuto l’occasione di fare cose così grandi e sfaccettate in passato, ma Adam l’ha spinta a osare e lei ha lasciato libero sfogo alla creatività”.
Per Michaels il punto di partenza del film è stato lo stile di danza, che unisce sensualità e umorismo in parecchi numeri. “Questo film ha richiesto audacia da parte mia, sia a livello professionale che personale”, rivela la coreografa. “Il risultato è stato molto naturale e originale, come la musica di quegli anni”.
“C’è stato un momento durante le riprese di ‘Any Way You Want It’ al Venus Club in cui Mia mi ha guardato e mi ha detto ‘Cosa ho fatto?’, io le ho risposto ‘Quello che avevi promesso’”, ricorda Shankman.
Solo quella scena ha coinvolto Mary J. Blige, Julianne Hough, 18 ballerine, 5 specialiste di pole dance e una sala piena di comparse. “Mia è una delle migliori. Anche se abbiamo stili diversi—io sono una ballerina più femminile e sexy, mentre lei si definisce ‘un’Amazzone’ e inserisce movimenti più ampi e forti—è stato divertentissimo combinarli per questo film. Lei aggiunge forza alle performances femminili”, afferma Hough, lei stessa ballerina professionista e coreografa.
Anche Catherine Zeta-Jones, che, come sottolinea Shankman, è l’unica attrice dopo decenni ad aver vinto un Oscar® per un musical, è stata felice di lavorare con Michaels. “Le ballerina hanno un linguaggio particolare”, dice l’attrice, “e costruire un legame con qualcuno del suo livello è davvero straordinario. E’ molto precisa nei movimenti e quando ti lasci andare e ti affidi a lei, è una sorta di catarsi. Ho apprezzato ogni istante del lavoro con lei”.


“La città che abbiamo costruito”

Adam Shankman e lo scenografo di “Rock of Ages”, Jon Hutman, sono cresciuti entrambi a Los Angeles e hanno perfino frequentato lo stesso liceo, quindi avevano in mente lo stesso senso del tempo e del luogo della storia.
“Adam ed io parliamo lo stesso linguaggio”, afferma Hutman. “Abbiamo conosciuto la Sunset Strip nel momento del suo massimo splendore. Lui ha voluto che il mondo del film fosse realistico, il che è l’esatto contrario di quello che ti aspetti da un musical”.
“Jon ha capito subito quello che avevo dentro e cosa cercavo”, dice Shankman.
Gibgot è d’accordo: “Jon è un genio. Non lo loderemo mai abbastanza per quello che ha fatto per questo film. Quando ho attraversato per la prima volta la Strip che aveva ricreato, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, mi sono ritrovata nella Los Angeles del 1987”.
Hutman ha iniziato col concentrarsi su tre set: The Bourbon Room, la Venus Gentleman’s Club e, ovviamente, la Sunset Strip. “L.A. è una città di automobili e il modo in cui la maggior parte di noi vive la Sunset Strip è guidando da un capo all’altro, comprimendo la distanza tra gli elementi iconici”, osserva Hutman.
“Abbiamo girato il mondo per questo film”, dice Garrett Grant. “La Strip era un luogo chiave, ma poiché non potevamo utilizzare quella vera, l’abbiamo cercata in tutti gli Stati Uniti e perfino a Sydney, in Australia. Poi abbiamo trovato l’architettura e il layout giusti a Miami che, grazie a Jon, ha funzionato perfettamente”.
“The Greatest Hits della Sunset Strip”, così Shankman definisce l’interpretazione di Hutman, ottenuta in sei settimane di lavoro a Overtown nei dintorni di Miami, Florida. Grazie alla squadra di Hutman e al team degli effetti visivi, appaiono luoghi simbolo di Hollywood, come Tower Records, Guitar Center, The Roxy, Whiskey, Filthy McNasty’s (ora The Viper Room), Centerfold Newsstand, The Comedy Store, Gazzarri’s (ora Key Club), The Body Shop, Ben Frank’s, Duke’s, The Sunset Grill, SunBee Liquors e Frederick’s of Hollywood, tutti concentrati in un paio di isolati. Hanno perfino costruito un distributore Shell, con il cartello che riportava il prezzo della benzina: solo 1,31 dollari al gallone.
Hutman ha aggiunto alla Sunset Strip di “Rock of Ages” alcuni dettagli per renderla più realistica, un cartellone pubblicitario Liberace; l’insegna di Canter’s Deli; una panchina con la pubblicità delle moto Sportster 883; uno striscione di Angelyne, che ingentilisce un edificio; una bambola gonfiabile di 20 piedi sistemata sulla Tower Records, inspirata a quella usata per promuovere il tour dei Rolling Stones negli anni ‘80; e una carrozza ristorante in stile Carney trovata in un museo ferroviario e trasportata fino in Florida. Hutman ricorda di aver potuto contare sull’aiuto del fotografo di L.A. Robert Landau per scovare i riferimenti visivi di cui aveva bisogno per ricreare quel periodo.
Il tocco finale è stata l’aggiunta di oltre 70 vetture d’epoca, tra cui maggiolini VW cabriolet, una Pontiac Fiero, una Chevy Corvette, una Camaro, una Cadillac Seville, un’ Alpha Romeo Spider, una Chrysler LeBaron, Broncos, Jeeps, Harleys, e perfino autobus di quegli anni. In una scena Stacee Jaxx scende da una limousine Cadillac Fleetwood bianca del 1985.
Hutman ha anche abbellito l’esterno di The Bourbon Room con un gran tendone. I mondi di Sherrie e Drew si scontrano proprio davanti a quel tempio del rock, progettato per evocare l’atmosfera di club come The Roxy, The Rainbow Room e Whiskey tutti insieme. Il set degli interni è stato ricostruito invece al Revolution Live di Fort Lauderdale, Florida.
Per prepararsi al mese che avrebbero trascorso a girare in quel luogo, Hutman e il suo team hanno effettuato parecchie modifiche per riportare il club indietro nel tempo. Poi hanno costruito l’ufficio di Dennis Dupree sulla balconata del club, con una grande finestra che permette di vedere la scena e, poiché la distanza tra il palco e il pavimento era eccessiva, Hutman ha rialzato il pavimento per permettere ai fan impazziti di saltare sul palco e toccare il loro idolo, Stacee Jaxx.
Una performance assolutamente inaspettata è arrivata da una visita a sorpresa di una vera leggenda del rock, i Def Leppard, arrivati sul set del The Bourbon Room il giorno dopo aver iniziato il loro tour a West Palm Beach. Arrivati in perfetto stile rock star con i loro due bus, hanno eseguito dal vivo il loro grande successo “Pour Some Sugar On Me” insieme a Stacee Jaxx. La band ha impresso a Cruise e al club il sigillo della sua approvazione.
Le pareti del The Bourbon Room, compreso l’ufficio di Dennis, sono state ricoperte di memorabilia: sottobicchieri, foto, matrici di biglietti, poster. “Abbiamo anche appeso 500 targhe d’ottone sul soffitto del bar”, dice Hutman, “ed è stata una buona idea. Il nostro arredatore, K.C. Fox, si è divertito moltissimo con questo set. Volevamo che si vedesse che quello era il posto in cui era nato il rock ‘n’ roll”.
All’interno del club e per tutto il film, il direttore della fotografia Bojan Bazelli ha usato macchine da presa digitali ARRI Alexa perché, dice, “La storia di ‘Rock of Ages’ parla della vita notturna. Non abbiamo avuto bisogno di un grosso impianto luci, le macchine digitali ci hanno permesso di ottenere il massimo anche con poca luce”.
Un aspetto di particolare interesse per Hutman era far rivivere i colori degli anni ‘80. “Era qualcosa di cui Adam ed io avevamo parlato a lungo. Le mie ricerche mi hanno fatto scoprire molti colori, usati in modo confuso e lui era un po’ preoccupato… Quel decennio non era esattamente un esempio di stile”, dice ridendo.
La sfida di Hutman era “cogliere quelle vibrazioni in modo che l’occhio di oggi potesse apprezzarle”. Prima di decidere ha quindi studiato le copertine degli album di tutte le band presenti nel film e visto documentari sulla musica heavy metal. “Il mondo di Drew è quello dei blue jeans scoloriti” ricorda, “e il verde del backstage di una scena di ‘The Decline of Western Civilization’ ha ispirato la gamma verde-blu e rosso-nero di The Bourbon”.
Il colore scelto dallo scenografo per il Venus Gentlemen’s Club ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino a che non lo si è visto realizzato sul set. “Il Venus Club è viola. Voglio dire Barney il dinosauro viola”, spiega. “Ovviamente prima che il lavoro fosse completato ero piuttosto scettico. Pensavo, ‘Vediamo cosa succede’. Poi alla fine, con l’aggiunta delle decorazioni dorate è apparso davvero fantastico”.
“The Venus non è un normale strip club, ma una versione super”, dice Hutman, che l’ha ricreato in un vecchio ristorante art deco del The Castle Resort di Miami. Anche se ora è un condo/hotel, negli anni ’60 ospitava uno dei primi Playboy Clubs degli Stati Uniti.
Casualmente la coreografa Mia Michaels, appena un anno prima che iniziassero le riprese, aveva saputo che la madre aveva lavorato come coniglietta in quel club. “E’ stato strano, ma anche divertente, scoprire di aver un legame con quel locale che noi abbiamo trovato in gran disordine, ma con ancora il lampadario originale”.
Per completare il look, la produzione ha aggiunto, tra le tante cose, bei candelabri a muro, un bancone di bar con gli specchi, eleganti scalinate, divani sinuosi realizzati con vecchi sofa e otto pali da spogliarello. Quando è stato completato, dice scherzando Hutman, “Era lo strip club più bello che avessi mai visto. Un po’ Vegas, un po’ burlesque, ma perfetto per Sunset Strip”.
Hutman ha dovuto anche ricreare il famoso Hollywood Sign—dove Drew e Sherrie si incontrano al loro primo appuntamento.
Altre locations chiave del film sono la Hard Rock Live a Broward County, per iI concerto dal vivo; l’antico monastero spagnolo sulla Dixie Highway a North Miami Beach, la chiesa dove si riuniscono i sostenitori di Patricia Whitmore; un residence di Coral Gables; il Biltmore Hotel; Crescent Moon Studios, che ha ospitato l’ufficio di Paul Gill; l’Imperial Penthouse, che fa le veci della stanza di Stacee Jaxx al Chateau Marmont; Boomers Family Fun Center di Dania Beach; e il Miami’s Ice Palace di Overtown, diventato il camerino di Stacee.
Quando il team di Hutman ha completato l’ambientazione, è stato compito della costumista Rita Ryack riempirla con la moda del tempo. “Volevamo un assoluto realismo”, dice Ryack. “Era difficile resistere ai pantaloni di pelle, alle spalline, alle grosse cinture e alle frange, ma non abbiamo voluto correre il rischio di esagerare, quindi abbiamo tenuto i toni bassi. Per Adam lo humor doveva scaturire dai personaggi e dalla storia, non dagli abiti”.
La direttiva di Shankman era che “le cose devono apparire come erano” e lui era consapevole che l’abbigliamento era un fattore importante a questo fine.
“Adoro lavorare con Adam perché è molto chiaro, deciso e onesto e mi ha lasciato grande libertà”, dice Ryack.
Ryack ha tratto ispirazione da tante fonti, compreso il suo armadio, da cui ha preso dei modelli di Betsey Johnson e Fiorucci, ma ha ricevuto un aiuto inaspettato dalla rocker degli anni ‘80 Lita Ford, che ha messo a disposizione alcuni capi del suo guardaroba di scena.
Per Sherrie e Drew, Ryack ha raccontato la loro storia attraverso gli abiti: Diego Boneta inizia in t-shirts e jeans, poi appare con la bandana, sciarpe luccicanti e stivaletti. Anche Julianna Hough si trasforma da ragazza del Midwest che indossa abiti floreali in una rocker con minigonna di denim.
I suoi punti di riferimento sono stati il look del video dei Van Halen “Hot For Teacher” per la Constance Sack di Malin Akerman; Nikki Sixx per il Lonny di Russell Brand; e i suoi ex fidanzati hippie che indossavano gilet e bandane per il personaggio di Alec Baldwin, Dennis Dupree.
Il personaggio di Paul Giamatti, Paul Gill, è uno squallido manager, e Ryack ricorda bene il tipo. “Avevano tutti il codino e una giacca di Armani, non indossavano calzini e avevano un orecchino. Era una specie di divisa”.
Per vestire il personaggio di Catherine Zeta-Jones, Patricia Whitmore, la costumista si è ispirata alle militanti del partito conservatore. “Un stile nitido, terso, colori forti. E, se guardate attentamente, potrete vedere che indossa sempre una piccola bandiera americana”.
Le scene al Venus Gentlemen’s Club hanno richiesto una grande varietà di stili: spogliarelliste, baristi, cameriere, yuppies, uomini d’affari, vecchi sporcaccioni, rockers e buttafuori e, ovviamente, Mary J. Blige nel ruolo di Justice. “L’ho vista come una versione cheap della Krystle Carrington di ‘Dynasty’”, dice Ryack. “Mary J. ha una grande presenza scenica, sapevo che se la sarebbe cavata”.
Uno dei look più grandiosi che Ryack ha creato è stato quello per il dio del rock Stacee Jaxx. “Quello che abbiamo fatto per Stacee era molto legato a Tom Cruise—il suo volto, la sua fisicità, il suo stile di recitazione”, dice. “Abbiamo provato tutta una serie di silhouettes, che è quella che risalta di più nei concerti. E’ stato magnifico lavorare con Tom che era molto coinvolto da un personaggio così diverso da lui. Ricorda davvero tanti rockers di quell periodo”.
Ryack ha voluto anche la collaborazione di alcuni specialisti: Tony Sartino, uno stilista rock che ha lavorato con tante band importanti, ha fornito l’ispirazione per i pantaloni di pelle di Stacee Jaxx; un gioielliere del Colorado ha realizzato le cinture; Gunner Foxx, che crea cappelli per tanti attori famosi, ha realizzato i cappelli western di Stacee e del suo babbuino, Hey Man.
Anche le acconciature e il trucco hanno giocato un ruolo chiave nel film, e una delle sfide maggiori è stata quella dei capelli lunghi per gli uomini. Quando erano coinvolte anche 500 comparse, erano necessarie centinaia di parrucche ed extensions e lacca e gel scorrevano a fiumi.
“Negli anni ’80 non si trattavano bene i capelli”, dice ridendo Camille Friend, responsabile del dipartimento acconciature. “Permanenti, tinture, decolorazioni, ricci, è un grande film sui capelli, non possiamo negarlo”.
Anche il dipartimento trucco, diretto da Whitney James, è stato molto indaffarato, con eyeliner, rossetti brillanti, e tanti tatuaggi aerografati. Come quelli disegnati e applicati da Michele Burke per Stacee Jaxx.
“Dal creare la più grande rock star del pianeta, fino al minimo dettaglio della Sunset Strip degli anni ‘80, ho sempre avuto un’idea molto chiara di come volevo che fosse ‘Rock of Ages’”, riflette Adam Shankman. “Penso che abbiamo realizzato una storia divertente e appassionante con performance fantastiche di canzoni che tutti noi abbiamo nel cuore e ricordiamo con tenerezza, con un cast incredibile e sono sicuro che il pubblico si divertirà moltissimo”.

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