Mademoiselle C: nuove clip in italiano del film documentario di Fabien Constant

Mademoiselle C: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film documentario di Fabien Constant nei cinema italiani e in VOD dal 19 giugno 2014.

Mademoiselle C: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film documentario di Fabien Constant nei cinema italiani e in VOD dal 19 giugno 2014.

Esce ogi 19 giugno nei cinema italiani e in contemporanea in streaming sulle più importanti piattaforme VOD, Mademoiselle C, il docufilm di Fabien Constant sulla vita dell’ex direttrice di Vogue Paris, Carine Roitfeld.

Oggi vi proponiamo 3 clip in italiano tratte dal film, accompagnate da una recensione in anteprima e alcune note di produzione del film.

Carine Roitfeld è la redattrice di moda più conosciuta al mondo insieme alla direttrice di Vogue America, Anna Wintour. È anche la più inaccessibile. Dopo dieci anni passati alla direzione di Vogue Paris, coronati di successi e di scandali di ogni genere, all’inizio del 2011 sbatte la porta del famoso rotocalco e parte per un viaggio verso quello che lei stessa definisce “la libertà” e lancia la sua sfida più grande: creare una nuova rivista. La quintessenza della rivista di moda, la più chic, la più sorprendente, la più glamour, la più innovativa e che, naturalmente, porterà il suo nome, CR. Moda, potere, modelle: tutti si ritrovano attorno alla più iconica delle redattrici di moda del mondo, alla più parigina, alla Torre Eiffel su un tacco 12: l’irreverente Mademoiselle C.

Note del regista Fabien Constant

L’ORIGINE

“Il mio primo incontro con Carine è avvenuto nel suo grande studio bianco e vuoto nella redazione di Vogue Paris. Dovevo intervistarla per una Vogue Fashion Night. Alla fine delle riprese, si è offerta di riaccompagnarmi a casa approfittando della sua auto con autista. In questo non è cambiata e ha continuato a propormelo.

In un angolo della mia mente ho sempre accarezzato l’idea di fare un film sulla Fantastica Vita di Carine Roitfeld. Ma aspettavo che si verificasse un evento che mi desse lo spunto giusto perché detesto i «documentari d’accesso» in cui filmi una persona famosa solo perché hai l’opportunità di accedervi. Avevo bisogno di una storia e l’ho avuta quando ha lasciato Vogue e ha annunciato che avrebbe creato una rivista tutta sua. Lì ho capito di avere a disposizione un vero arco narrativo. Ho incontrato Carine al Crillon e le ho proposto di seguire la sua avventura dalla prima riunione di redazione alla pubblicazione del CR Fashion Book.

Poiché in passato le avevo già fatto intendere che avevo un progetto che mi frullava in testa, penso che lei fosse pronta per aderirvi e non è stata colta di sorpresa. Mi ha detto subito «sì», quello stesso giorno, sorseggiando un tè verde insieme a me”.

Clip 2 – La favola di Tom Ford

TOM FORD E KARL LAGERFELD

“Karl Lagerfeld ama i mezzi di comunicazione e li accetta consapevolmente, come tutto quello che fa nella vita del resto. E io questo lo adoro. Da molto tempo ho sviluppato con lui un rapporto di fiducia per merito dei documentari di Loïc Prigent che ho prodotto. È dunque abituato alla mia presenza e non mi percepisce come un elemento di disturbo, o quanto meno lo spero.
Tom Ford, che non conoscevo, è stato più difficile da convincere. Ha una padronanza totale della sua immagine ed è consapevole di quello che una macchina da presa può sottrargli. Detesta l’idea di lasciare che questo sfugga al suo controllo. All’inizio non voleva essere filmato. È stato quindi necessario ammansirlo. E poi non avevo mai visto la presenza di una videocamera nel contesto del processo creativo di Carine e Tom Ford, duo leggendario che ha segnato l’immaginario della moda. Invece di una classica intervista di fronte alla videocamera, alla fine ho preferito proporgli di narrare in voce fuori campo il suo fiabesco racconto, filo conduttore della sua sessione fotografica. L’idea lo ha entusiasmato ed è così che è nato questo piccolo film nel film”.

SELF-CONTROL & TITOLO…

“Carine è una donna d’immagine, ossessionata dal dettaglio e credo che non sia mai riuscita a dimenticare completamente la presenza della videocamera. È uno dei motivi per cui ho intitolato il film MADEMOISELLE C. Al di là del fatto che non è sposata e che l’ho sempre chiamata signorina nella vita reale, amo il riferimento a Coco Chanel che ha conosciuto il successo più grande solo molto tardi, a 70 anni passati, dopo essersi temporaneamente ritirata dalla vita pubblica. Amo soprattutto il sapore deferente dell’appellativo «Mademoiselle» che in Francia viene utilizzato per le attrici di teatro e che conferisce loro lo statuto di attrici cinematografiche. Forse sono un perverso, ma spero che questo titolo lascerà aleggiare il dubbio sulla questione di sapere se è stata sincera con me o se davanti alla mia videocamera ha recitato ogni giorno un ruolo”.

Clip 3 – Il servizio di Karl Lagerfeld

LA REAZIONE DI CARINE

“Nessuno ha avuto il diritto di visionare il film. Carine e Stephen Gan, il suo editore di CR Fashion Book, hanno avuto una proiezione di cortesia. Prima di questa prima proiezione, Carine era angosciatissima all’idea di affrontare la sua immagine sul grande schermo per un’ora e mezza. Ha visto il film due volte e credo di sapere che ci sono delle scene in cui non riesce a guardarsi. Ma ha avuto l’intelligenza di capire che quelle sequenze erano necessarie alla narrazione complessiva. Legittimamente, ha avuto dei dubbi, ma ha avuto la delicatezza di lasciarmi sempre l’ultima parola.

La primissima versione del film che le ho mostrato durava un’ora e 55 minuti. Per questioni di ritmo, abbiamo tagliato 25 minuti. Eccettuato questo cambiamento di durata, il film che ho fatto vedere a Carine è la copia esatta di quello che si può vedere nelle sale oggi. Non abbiamo modificato né l’ordine delle sequenze, né un solo brano musicale”.

LA MODA DIVERSAMENTE

“Il film rischia di sorprendere un bel numero di persone che immagina la moda come un universo fatto di isterismi e crisi di nervi. Carine non perde mai la calma. Non so se dipenda dal suo temperamento o dalla sua educazione, ma si assume sempre le sue responsabilità e non divide con nessuno un certo tipo di emozioni. A mio parere, la scena che la definisce meglio è quella in cui, durante una lezione di danza, si esercita nella spaccata e dice «fa un male cane, ma non bisogna darlo a vedere». È questa la sua visione della moda, della donna, della bellezza. Non bisogna mostrare i tormenti interiori”.

Mademoiselle C: trailer italiano, clip e locandina del film documentario di Fabien Constant

Il prossimo 19 giugno uscirà in contemporanea al cinema e in “video on demand” nelle principali piattaforme streaming, il film documentario Mademoiselle C di Fabien Constant, una pellicola che offre uno sguardo unico e privilegiato sulla vita privata e professionale di una delle più enigmatiche icone del mondo della moda, la fashion editor Carine Roitfeld, ex direttore di Vogue Paris.

Il film sarà visibile in streaming sulle piattaforme Anicaondemand, Chili, Cubovision, Google Play, Infinity, iTunes, MYmovies.it e Premium Play.

Carine Roitfeld è la redattrice di moda più conosciuta al mondo insieme alla direttrice di Vogue America, Anna Wintour. È anche la più inaccessibile. Dopo dieci anni passati alla direzione di Vogue Paris, coronati di successi e di scandali di ogni genere, all’inizio del 2011 sbatte la porta del famoso rotocalco e parte per un viaggio verso quello che lei stessa definisce “la libertà” e lancia la sua sfida più grande: creare una nuova rivista. La quintessenza della rivista di moda, la più chic, la più sorprendente, la più glamour, la più innovativa e che, naturalmente, porterà il suo nome, CR. Moda, potere, modelle: tutti si ritrovano attorno alla più iconica delle redattrici di moda del mondo, alla più parigina, alla Torre Eiffel su un tacco 12: l’irreverente Mademoiselle C.

Clip in italiano – Lanciare una nuova rivista:

INTERVISTA CON CARINE ROITFELD

LA MODA…

“Più della moda, amo l’immagine e non è la stessa cosa. Nelle mie serie sulla moda, non mi interessa presentare l’ultima borsa o la collezione numero 25, ma mostrare come si può utilizzare un capo o un accessorio, come questi possono valorizzare una donna. C’è un aspetto superficiale, ma si tratta anche di un’arma per acquisire fiducia in se stesse. Non dico alle donne di comprare un determinato cappotto, ma di indossarlo in un determinato modo. Mando dei piccoli messaggi, trasformo in immagini le proporzioni: sono il legame tra le sfilate che chiunque può guardare su Internet e la vita reale, sono la persona che rende tutto portabile attraverso personaggi che mi fanno sognare e fantasticare. Per me che non sono una stilista è appassionante potermi associare agli artisti in questo modo. Non sono immagini cinematografiche, ma per certi aspetti sono anche fantasie visive. Attraverso le mie fotografie, racconto delle storie sulla carta.”

IL CINEMA…

“L’unico ruolo cinematografico che mi sia mai stato proposto è quello di Marie-Ange in EMMANUELLE quando ero una giovane mannequin. Mio padre si oppose. Era un produttore e mia madre faceva la segretaria di edizione. Il mio talento personale è avere un buon occhio che ha aiutato numerosi fotografi, stilisti, riviste e campagne pubblicitarie ad avere successo… Avrei potuto fare la stessa cosa nel cinema. Ma un film è molto lungo da realizzare… In fin dei conti, ritrovarmi oggi sul cartellone di un lungometraggio è una strizzata d’occhio molto simpatica per la figlia di un produttore.”

IL REGISTA…

“Conoscevo Fabien Constant da molto tempo. Aveva realizzato per me due video di cui avevo apprezzato il senso dell’umorismo e l’assenza di crudeltà nel suo sguardo sui protagonisti della moda, il suo astenersi dal giudicarli. La benevolenza è una parola che amo molto ma che non esiste quasi più al giorno d’oggi. È talmente facile deridere le persone. Sicuramente esistono dei cliché… Lui conosce bene quell’universo ed è quindi stato subito accettato da tutti. E nessuno è stato infastidito dalla sua presenza, malgrado il fatto che sia rimasto con noi per un lungo periodo di tempo… Ma si è integrato nell’ambiente. Del resto assomiglia ai miei collaboratori, sia nel modo di vestire sia in quello di ragionare. Potrebbe lavorare nella mia squadra”.

LASCIARSI FILMARE…

“Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non mi hanno proposto spesso di essere il soggetto di un documentario. Quando lavoravo per Vogue, i miei collaboratori erano restii all’idea di essere filmati e dunque era complicato.
Qualche anno fa sono stata seguita da una troupe della CNN, ma le riprese erano durate poco, due o tre appuntamenti al massimo. Fabien mi ha proposto il suo progetto nel momento in cui lanciavo la mia nuova rivista. Avevo appena lasciato Vogue, stavo ricominciando tutto daccapo e trovavo quel periodo interessante. Ho accettato spontaneamente, senza riflettere troppo su quello che avrebbe comportato. Non mi sono resa conto che correvo il rischio di diventare una nuova Kim Kardashian.” (ride)

LA FAMIGLIA…

“Mio marito non ha mai accettato di apparire sullo schermo. Non partecipa alle mie serate, è l’uomo nell’ombra e si è lasciato convincere solo perché ha veramente apprezzato Fabien. Mia figlia Julia è stata molto cool, è molto a suo agio in contesti simili. Mio figlio Vladimir un po’ meno… Abbiamo organizzato una proiezione a New York per le persone del mio entourage che avevano accettato di collaborare. È stato un modo per ringraziarle di essere state al gioco”.

Clip – i primi cinque minuti del film:

LE 3 FATE…

“Sono molto felice che nel film ci siano Ricardo Tisci, Tom Ford e Karl Lagerfeld, tre artisti con cui trascorro molto tempo. E lo stilista J. W. Anderson che per me rappresenta il più grande talento del futuro.
È stato difficile convincere Tom Ford. Si castra ancor più di me. In compenso, il film mostra un Karl Lagerfeld che la gente non conosce. La scena in cui spinge la carrozzina di mia nipote rischia di impazzare su YouTube perché nessuno se lo immagina in quella veste. Eppure Karl è molto dolce con i bambini, molto più di quanto non si pensi”.

SMONTARE I CLICHÉ

“La gente mi immagina come una donna molto elegante, vestita sempre con gonne attillate e tacchi alti. Mi fa piacere che ci sia finalmente uno sguardo sul lavoro fisico che comporta la moda, che mi si veda con le scarpe basse e i jeans, mentre corro da un aeroporto all’altro… Se sono arrivata a questo punto è grazie al mio lavoro. Non ho avuto successo dal nulla, sono il frutto di 30 anni di fatiche”.

VOGUE…

“Non ho voluto infierire sui miei ex datori di lavoro, sono molto gentile nei loro confronti e non li attacco minimamente. Non perché abbia timore della loro reazione, ma perché non trovo corretto osteggiare qualcuno con cui si è trascorso un decennio della propria vita! Alla fin fine, l’essermene andata è stata una fortuna”.

SCOPRIRSI SULLO SCHERMO…

“Quando mi sono vista sullo schermo per la prima volta, è stato un po’ come risalire gli Champs-Élysées completamente nuda. Insieme a Stephen Gan, il mio socio, siamo rimasti piuttosto traumatizzati. Solo in quel momento abbiamo realizzato cosa avevamo fatto… Non mi ero resa conto di aver dato tanto di me stessa. Vedermi nel reparto maternità alla nascita di mia nipote o mentre mi faccio truccare… Mi sono detta «ma perché mi sono lasciata filmare così, con quei fermacapelli in testa, ho l’aria ridicola!» e «sembra che conosca solo tre parole del vocabolario!». Di sicuro sei più bella mentre scendi da una limousine in abito da sera che mentre corri tutta sudata su un set fotografico di Bruce Weber! Forse non è quello che desidereresti lasciare ai posteri, ma penso che sia abbastanza rappresentativo della mia vita. Si vede che sono una persona accessibile e che ho i piedi per terra. La sola cosa che mi rattrista un po’ è che dal vero sono molto più spiritosa di come appaio nel film…”

LA SCENA PREFERITA…

“Quando mi si sente cantare in russo. Sono piuttosto fiera di quella sequenza, trovo che non sono troppo stonata. È uno dei momenti di grazia del film”.

PREOCCUPATA?

“Sono molto in ansia per l’accoglienza che riceverà il film. Ovviamente, voglio che vada bene.
Spero che la gente non resterà delusa nel vedermi nella mia quotidianità mentre faccio lezioni di danza. Forse per alcuni cadrò dal mio piedistallo… Non ne ho idea… La gente mi immagina come una specie di icona della moda, sempre impeccabile. E invece non lo sono sempre… Mi farebbe piacere che alla fine il pubblico dicesse: «è divertente la moda!», perché è così che io la vivo, senza pretenziosità e con leggerezza”.

Mademoiselle C trailer italiano, clip e locandina del film documentario di Fabien Constant  (2)

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