Il padre della sposa 3: Steve Martin smentisce i rumor

Matrimoni gay nel sequel de Il Padre della Sposa? Steve Martin nega

Il cinguettio dopo la tempesta. Steve Martin ha usato Twitter per dire la sua sui rumor riguardanti Il padre della sposa 3, ieri annunciato dalla solitamente più che attendibile Nikke Finke. L’attore, protagonista dei primi due capitoli, ha infatti confessato di non aver ricevuto alcuna sceneggiatura e/o offerta per tornare ad indossare i panni di George Stanley Banks.

Che Warner e Disney stiano pensando a sostituire Martin? Difficile da credersi. Che Steve abbia voluto ‘mentire’ sul progetto, o molto più semplicemente la Finke non ha fatto altro che captare una semplice ‘voce’, tramutandola troppo rapidamente in notizia?

Il padre della sposa 3: torna Steve Martin ma con matrimonio gay (e sposo)

23 anni dopo il primo capitolo diretto da Charles Shyer, remake dell’omonimo film del 1950 diretto da Vincente Minnelli, e 19 anni dopo l’immancabile sequel, Disney e Warner Bros hanno deciso di aggiornare il franchise ‘Il padre della sposa’ con un terzo capitolo che potremmo definire ‘figlio dei nostri tempi’. Perché George Stanley Banks e Nina Banks, ovvero Steve Martin e Diane Keaton, dovranno organizzare un altro matrimonio. Ma questa volta omosessuale, perché a convolare a nozze sarà il figlio minore. Da padre della sposa, in conclusione, a padre dello sposo.

A detta di Nikke Finke, infatti, la novità della trama sarebbe da rintracciare nel non più piccolo Matty Banks, nel 1991 interpretato da Kieran Culkin, oggi 29enne e pronto a sposare l’amato fidanzato Navy Seal. Un coming out che lascerà senza parole papà Stanley, scioccato e sotto sotto omofobo, tanto da portare la moglie Nina a buttarlo fuori di casa.

Charles Shyer sarebbe già al lavoro su una sceneggiatura al fianco di Marc Klein, con David Hoberman di nuovo in cabina di produzione. Tutto tace sul ritorno di Martin e Keaton nei panni di mamma e papà Banks, ma è difficile immaginare un trequel senza i volti dei due protagonisti ‘anziani’. Almeno Martin, leggenda degli anni ’90 da troppo tempo immeritatamente ‘dimenticato’, non dovrebbe mancare l’appuntamento.

Ottimi i risultati al box office dai primi due capitoli, con 180 milioni di dollari complessivamente incassati solo in America, per un’idea di fondo decisamente in linea con l’apertura matrimoniale al mondo omosessuale a cui è andata incontro l’America, con diversi Stati che hanno legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso e Barack Obama in prima linea affinché l’intera nazione abbatta barriere ormai insostenibili. Bisognerà ora capire se, e quando, il progetto andrà in porto.

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