Alan Rickman a Giffoni 2014 pensando a Toronto: “La premiere di A Little Chaos chiude il TFF”

L’attore inglese protagonista della sesta giornata del Festival.

Autorevolezza e riflessività: queste forse le parole chiave per il ‘maestro’ Rickman, che pondera ogni risposta e lascia ai ragazzi giudizi e valutazioni. Nessuna autocelebrazione, risposte meditate e non preconfezionate, aplomb affatto stereotipato da lord inglese.

Conferma che il suo A Little Chaos sarà proiettato in anteprima nella serata conclusiva del Toronto Film Festival 2014, mentre nel 2015 sarà nelle sale italiane con Una Promessa (A Promise) di Patrice Leconte, presentato lo scorso anno fuori concorso a Venezia.

I ragazzi insistono sul suo ruolo in Harry Potter e nonostante fossero preparati al personaggio ‘dark’ della saga sono forse rimasti un po’ spiazzati dal piglio davvero ‘accademico’ dell’attore e regista. Gli hanno proposto una sceneggiatura in cui dovrebbe lavorare con un ragazzo, ma ancora non sa se andrà in porto. Di certo mira a lavorare con attori ‘più vecchi’, visto che i giovani stanno facendo ‘fuori’ tutte le generazioni precedenti.

Vecchia scuola teatrale, dunque, qualche timore sul futuro del cinema, sempre più orientato ai mega blockbuster e sempre meno aperto ai titoli d’autore. “Un tempo si andava a vedere film come Tutti gli uomini del presidente”, ricorda con un pizzico di nostalgia oggi che è difficile che arrivino in sala. Ma neanche le sirene delle produzioni cavo e web della serialità tv sembrano attirarlo: gli impegni pluriennali non fanno per lui, a quanto pare.

Per lui il Truffaut Award, in attesa di rivederlo al cinema e in teatro.

Alan Rickman a Giffoni 2014

Alan Rickman a Giffoni 2014Alan Rickman a Giffoni 2014Alan Rickman a Giffoni 2014Alan Rickman a Giffoni 2014

Alan Rickman al Giffoni 2014: conferenza stampa e incontro con le giurie

 

Alan Rickman a Giffoni 2014

16.33 Situazione politica internazionale: “Non penso che solo perché siamo famosi e abbiamo un microfono si debba pontificare su tutto e anche su situazioni così complicate. Nello stesso tempo penso che ciascuno di noi nella vita privata abbia i propri valori e le proprie idee. Bisogna bilanciare lato pubblico e privato. io sono un attore, io sono il mio stesso strumento di lavoro. Le opinioni di una persona possono cambiare giorno dopo giorno. Quello che posso dire è che sono molto impegnato nella formazione degli attori in Inghilterra e la prima cosa che dico loro è di non concentrarsi sulla recitazione ma di sentire musica, andare al museo, leggere i giornali, guardarsi intorno, conoscere”

16.28 Prossimi progetti? Partecipazione di ragazzi? “Già mentre giravo Harry Potter facevo altre cose anche perché erano solo sette settimane di set all’anno, quindi giravo film e dirigevo in teatro. In fondo non mi sono mai reso conto di quanto siano cresciuti negli anni: abbiamo iniziato che avevano 10 anni e alla fine nel avevano 22. La differenza? E’ che nell’ultimo periodo usavo con loro parole più difficili”. Non ho idea del prossimo film che farò: posso dire che mi è stato offerto un lavoro e che in questo film ci sarà un ragazzo. Ma io davvero punto a far entrare nel cast attori più ‘anziani’. I giovani ci stanno ‘cacciando fuori’ dalle scene.

16.23 Le hanno mai proposto serie tv? “Non so cosa porterà il futuro. Penso che sia importante pensare al presente ed analizzare il presente. Penso che nelle casi ci siano sempre più tv e impianti audio sempre più sofisticati. Anche le serie tv stanno diventando sempre più importanti, agli Emmy si affacciano piattaforme web come Netflix. Il mondo cambia, ma non sempre in meglio. Se al cinema si dovrà andare per vedere solo dei megacartoon… penso a quanto ero più giovane vedevo i ragazzi andare al cinema a vedere Tutti gli uomini del presidente. Ora i film d’autore trovano sempre più difficoltà ad essere prodotti e a questo si aggiunge il fatto che bisogna convincere le persone a uscire di casa. Tanto più che ci sono delle serie tv davvero molto interessanti che vanno in onda sul cavo. E per fare serie tv devi firmare serie per sette anni. E io l’ho già fatto”.

16.20 Differenza per recitare per adulti o ragazzi? Altri progetti teatro? “Non ci sono differenze tra il recitare tra adulti e bambini. La cosa che mi piace di più del mio lavoro è il silenzio che si crea in sala durante una proiezione o uno spettacolo, che sia composta da ragazzi o da adulti. I cosiddetti ragazzi mi hanno posto delle domande eccezionali questa mattina. Il mio focus, però, è sul teatro, che per me è una religione, anche se poi sarò impegnato nella promozione del film”.

16.19 E’ molto più difficile cambiare ruolo attore/regista al teatro che al cinema. Al cinema sei comunque circondato da esperti che ti aiutano, e meno fai meglio fai: è tutto molto pratico, ovvero budget e tempo, anche in senso metereologico. Non dirigerei mai qualcosa che penso sia migliore di me (???). Quando leggi una sceneggiatura vedi già le immagini veri fuori dalle pagine: un film è uno sforzo di gruppo, un lavoro di squadra. Il teatro invece è in lavoro molto più personale, più individuale. Devi restare comunque sempre con la mente aperta. Il teatro sono sei settimane, per il film ho impiegato 18 mesi. Per il momento non ho intenzione di dirigere altri film”.

16.10 Molto spesso ruoli da cattivo? “No, sono solo 3 in trent’anni. Non sono mica tanti. In fondo tu fai l’attore, fai un personaggio, è il pubblico a scegliere se qualcuno è cattivo o buono. Quello di Regan è in The Butler è stato un ruolo difficile, la sua è stata un’evoluzione complessa. Anche se io posso non essere d’accordo con le sue idee politiche, va detto che era molto amato alla Casa Bianca. E poi se io giudico un personaggio vuol dire che non posso interpretarlo”.

16.05 Come racconterà la differenza ai ragazzi? “I ragazzi di oggi sono sotto pressione dai social media, dai bulli, costantemente impegnati ad essere conformati. La loro vita sarà anche bella, ma anche difficile. Penso anche ai tanti ragazzi che si suicidano a causa della rete. Questi festival sono importanti perché dà ai ragazzi la consapevolezza di quel che sono”.

16.02 Intanto dico che presto sarà sugli schermi con n film di Patrice Leconte, Una promessa, mentre A Little Chaos è in post-produzione. E’ pronto per l’uso. Probabilmente sarà distribuito col titolo Un Piccolo Caos. La storia si ispira in parte a una storia vera, ambientata nel settecento: tutto ruota intorno al progetto di una fontana a Versailles – parte vera – però ideata da una donna, elemento ‘fictional’ della storia che da un prospettiva diversa al tutto, uno sguardo sul potere dal punto di vista della donna. Sullo sfondo, una storia d’amore. Chiuderà il Festival di Toronto.

16.00 Eventuale continuazione della saga e cosa c’è di Shakespeare nel suo personaggio in HP? Mia moglie sta leggendo i nuovi (?) romanzi della saga e mi dice che sono bellissimi. Io però nella saga sono già morto, quindi…. Nel mio personaggio c’è un po’ di Amleto, di Riccardo III e di Tito Andronico.

15.56 Entra in sala conferenze: incute un po’ di soggezione. “Ti sei sentito diverso da ragazzo e osa può insegnare ai ragazzi la saga di Harry Potter”. Io mi sono sentito diverso da ragazzo perché mi padre è morto quando avevo solo 8 anni e mia mamma ha dovuto crescere 4 figli da sola. Cosa ha insegnato Harry Potter ai ragazzi? Li ha avvicinati ai libri”.

15.30 Meno di 15 minuti all’arrivo di Alan Rickman al photocall e poi è atteso in sala Conferenza.

Alan Rickman al Giffoni 2014, meet & greet su Cineblog

 
Alan Rickman a Giffoni 2014

Terminato l’incontro con i ragazzi del Meet & Greet ci si vede per la conferenza stampa.

13.15 Hai lavorato con tanti attori: ce n’è uno con cui non hai lavorato ma con cui vorresti farlo? Cosa bella del lavoro che faccio è che nuovi e talentuosi attori escono tutti i giorni, la settimana prossima potrebbe arrivar qualcuno con cui vorrei lavorare. Ho avuto la fortuna di lavorare con degli attori che da piccolo guardavo con ammirazione e che sono stati un modello. Faccio un lavoro bellissimo e sono molto fortunato di poter lavorare con chiunque abbia voglia di lavorare con me.

13.12 Sei stato un mentore per i giovani attori di Harry Potter? Molto speciale guardar crescere qualcuno da 10 a 22 anni, è stato un rapporto particolare. Mentre giravamo la saga abbiamo passato insieme sette settimane all’anno ma non fai caso a quanto crescono. Sono molto orgoglioso di loro ed è molto bello che Daniel Radcliffe sia diventato un attore maturo e con tante sfaccettature, la mole di lavoro che quei tre ragazzi sopportavano era enorme, è un miracolo che non siano impazziti.

13.08 Quali sono i criteri in base ai quali sceglie i film? Ha mai rifiutato un progetto? Talvolta ho rifiutato perché credevo che la sceneggiatura fosse brutta. Ogni copione è diverso: all’inizio sei felice, poi più pagine riesci a girare e meglio è. E’ bello essere in un film che non insulta l’intelligenza dello spettatore.

13.05 Quale carriera preferisci tra quella di attore, sceneggiatore, regista? Quali sono le differenze e i pro/contro? Bisogna avere sempre la mente aperta per tutti questi lavori, se sei un attore, un regista o uno sceneggiatore, non sei altro che un veicolo tra quello che si sta facendo e il pubblico.

13.00 Rickman sarà a Toronto con il suo primo film da regista, ma è già impegnato con un altro film. In fase di postproduzione con un film che uscirà nel 2015.

12.57 Ti aspettavi cambiamento drastico del tuo personaggio in Harry Potter? Ero contento del cambiamento, penso sia stato il finale giusto e penso sia stato bello girare scene senza computer grafica.

12.54 Da dove è nata l’idea di girare L’ospite d’Inverno, da dove ha preso ispirazione per Frances e Elisabeth? Da una mia amica Lindsay Duncan con cui ho lavorato in teatro che mi parlava della madre, al primo stadio dell’Alzheimer. Ho parlato con la sceneggiatrice McDonalds – madre di Kiera Knightley – e gli ho chiesto se poteva scrivere di questa storia e lei ha detto sì. Nomi e personaggi sono suoi.

12.51 In quale ruolo ti rispecchi di più? Non ho un ruolo preferito, non è solo il personaggio, ma attori che diventano amici, paesi in cui si gira dove si stringono relazioni, non ho mai ricordi del personaggio in particolare.

12.48 Qual è la differenza tra un ruolo in un film, in tv o al teatro? Non ho ancora fatto molto tv. In un film devi essere pronto alla prima ripresa, di fronte alla telecamera e a centinaia di persone. A teatro, quando hai finito le prove, hai un palcoscenico e tanto pubblico come qui. A teatro l’attore è faber fortunae sue. Ma sono fortunato perché so come cinema e teatro si influenzino.

12.47 Volevo sapere se c’era mai stato un ruolo particolarmente difficile da interpretare e perché? Mi piace il mio lavoro perché è difficile. Se fosse stato facile ci sarebbe stato qualcosa di sbagliato.

12.45 In Harry Potter il suo personaggio cambia la sua vita per l’amore nei confronti di Lily. Pensi possa essere così anche nella vita reale? “Penso, per essere onesti, che l’amore è tutto ciò che conta”.

12.43 Come è stato lavorare con Johnny Depp e Tim Burton in Sweene Todd: ” Ho amato lavorare con Deep, è un attore magnifico e un grande uomo e condivide tempo e talenti con i suoi colleghi di cast. E Tim Burton è una grande persona”.

12.40 Alan Rickman entra in sala e saluta i fans, soprattutto quelli che lo hanno aspettato per ore dormendo per terra, con un “Mille Grazie” rigorosamente in italiano.

12.33 Rickman sta per arrivare in sala Sordi per incontrare i fans.

Alan Rickman al Giffoni 2014: prof. Severus al Festival

Mai nessun professore è stato tanto amato dai ragazzi: parliamo di Alan Rickman, oggi 23 luglio 2014, ospite del Giffoni Film Festival.

Scorrere la sua filmografia dà un brivido, almeno quanto scorrere i premi vinti e le nomination collezionate nei suoi 40 anni di carriera: Golden Globe, Emmy, BAFTA vinti per titoli cinematografici e televisivi. Tra questi il pluripremiato Rasputin della HBO – giusto per ricollegarci al discorso fatto ieri da Richard Gere (la giornata di Gere a Giffoni) in merito alle produzioni cine-tv degli ultimi anni – e film come L’ospite d’inverno, Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street e ovviamente la saga di Harry Potter, che lo ha fatto amare ai più giovani.

Per un giorno, quindi, la cittadella di Giffoni respirerà l’aria di Howgarts con uno dei suoi protagonisti, anche se i ragazzi del Festival non sono poi così propensi a guardare il passato degli artisti quanto il loro futuro. Rickman sarà presto in sala con A Little Chaos, sua opera prima in veste di regista che sarà presentato al Toronto Film Festival. Anche per Rickman, quindi, questo è il tempo dei debutti, come per i ragazzi del GFF che si affacciano alla vita ‘adulta’. Gli esami non finiscono mai, neanche per i professori.

A più tardi per il live del Meet & Greet di Rickman al GFF 2014.

 

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