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Ricordi e Falsi Zombie: il primo film di Giuseppe Bertolucci e Divi in Fiamme

Due segnalazioni doc firmate Italo Moscati

Il gioco del cinema è uno dei più divertenti di una lunga estate troppo calda. Le arene sono stipate dovunque, nei centri di vacanza e negli spazi di sopravvivenza nei centri storici delle città. Provare per credere. Sotto casa, o quasi, ma anche lontano da casa. Poi, magari, quando si torna fra le pareti domestiche, nelle ore sempre più piccole si possono vedere film di grande qualità che interrompono le normale noia delle televisioni invase da talk rissosi e repliche senza gloria.

Mi sia consentito fare due segnalazioni, credo di una certa importanza. Come ricorderete abbiamo commentato qui la morte di Giuseppe Bertolucci, un regista non vecchio, anzi troppo ancora giovane per abbandonarsi. Ebbene, a Fuori orario, discontinua e capricciosa trasmissione di Rai3, andrà in onda l’11 luglio il film di Giuseppe intitolato Andare a venire, a cui abbiamo fatto cenno nel suddetto commento. E’ un film sull’ora poco più e vi compare anche Laura Betti, un grande personaggio del teatro, della canzone e della vita culturale italiana, per molti anni presidente della Fondazione Pier Paolo Pasolini.

Il film, girato in una stazione presentata in un’epoca senza tempo, e senza città intorno, è l’evocazione di un “andare e venire” come metafora poetica di una esistenza che si intreccia tra figure-simbolo uscite dalla realtà, in cerca di mete e di dimensioni di vita in cui balbettano, simili a tutti noi che partiamo o scendiamo alle tante stazioni di una giornata forse senza sapere perché, senza approfondirne il senso.

Ha fatto bene l’Enrico Ghezzi, pierrot delle ore minime, a riproporre il film di Giuseppe, uno dei lavori dei Programmi Sperimentali che dirigevo; e ha fatto anche bene a integrare la lunga puntata con l’ultima realizzazione del regista: “In cerca della poesia”.

Il 12 luglio, alle 9.30, su RaiStoria cominciano le 18 puntate di Stelle in fiamme che sceneggiai e diressi come regista, e vennero trasmesse negli anni Novanta, più volte replicate. E’ una storia del divismo e contemporaneamente anche una storia del costume e della società che attraverso tutto il Novecento e arriva fino ai giorni nostri.

E’ anche un modo di ricordare la morte di Marilyn Monroe, avvenuta cinquanta anni fa, un suicidio o un assassinio? Con la Monroe ci sono tanti fantasmi del grande schermo: Liz Taylor e Richard Burton, Tyrone Power e Linda Christian, Orson Welles e Rita Hayworth, Judy Garland e Vincent Minnelli, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, e tanti altri. Figure vive, in un cinema vivo per capacità di suscitare emozioni e qualità . Fantasmi avvolti negli schermi-lenzuoli del cinema, e sono meravigliosi. Fantasmi dei nostri sogni e delle nostre fantasie.
Non zombie. Per niente. Vedere per credere.

Foto: Giuseppe Bertolucci – TMNews