George Clooney e il caso The Interview: 'Hollywood vigliacca, gli studios hanno paura della Corea del Nord'

The Interview da vedere on line. L'appello di George Clooney

Continua ovviamente a far discutere il 'caso The Interview' negli Usa. La discutibile scelta della Sony di cedere ai ricatti degli hacker aizzati dalla Corea del Nord ha scatenato favorevoli e contrari, tra i quali spicca il Presidente Barack Obama, sbigottito dalla posizione della major. Se il 25 dicembre gli americani non potranno vedere la commedia demenziale di e con Seth Rogen, costata 40 milioni e ad oggi finita in un limbo distributivo che l'ha di fatto resa 'epica', a sparare pallettoni ecco arrivare George Clooney, Premio Oscar negli ultimi anni sempre più politicamente schierato e di 'peso' dal punto di vista decisionale e produttivo. Intervistato da Myke Fleming Jr., Clooney c'è andato giù durissimo.

'Buona parte della stampa ha abdicato al suo vero compito. Bastava un minimo sforzo per far emergere che c'era di mezzo la Corea del Nord (dietro gli hacker, ndr.). E' un paese che mette bocca sui nostri contenuti, non solo sui film, ma su qualunque attività. Cosa succede se un notiziario tv sceglie di mandare in onda un servizio e un individuo o una società decidono che non è di loro gradimento?Lasciamo stare gli attacchi informatici. Qualcuno minaccia di far saltare in aria gli edifici e tutti devono chinare la testa. La Sony non ha ritirato il film perché aveva paura, ma perché i cinema hanno rifiutato di proiettarlo, per paura della responsabilità civile in caso di incidente. Se qualcuno dovesse morire sarebbero imputabili'.


The winner for Best Performance by an Ac

Clooney, proprio in difesa della Sony e della libertà d'autore, aveva spedito una petizione ai maggiori studios di Hollywood, in modo che l'intera Industria si mobilitasse compatta. Ma questa è stata la risposta ricevuta:


'L'ho inviata a moltissime persone, in pratica ai vertici del settore. Hanno risposto che non potevano firmarla. Non voglio fare nomi ma nessuno ha firmato la lettera. Un bel numero si sono rifiutate. Come dimostra l'esperienza del Telethon, dopo che uno o due hanno aderito salgono a bordo tutti. Anche in questo caso bisognava trovare i primi due e nessuno voleva firmare per primo. Questa è la dimostrazione del punto cui siamo arrivati, quanta paura c'è'.

Un 'terrore' a cui l'attore, giustamente, non vuole cedere.


'Dovremmo essere in grado di reagire. Ho parlato con Amy (Presidente Sony, ndr), lei vuole fare uscire il film. Mettilo on line. Fai il possibile per farlo uscire. Non perché lo debbano vedere tutti, ma perché non mi sta bene che qualcuno mi vieti di vederlo'. 'Si può rimproverare alla Sony di averlo ritirato, ma non hanno sale di loro proprietà. Le altre case probabilmente sono ben felici che il film non esca, perché hanno i loro in programmazione negli stessi multisala. E' un circolo vizioso. La mia preoccupazione sono i contenuti. Mi preoccupa che ormai vengano sempre valutati su base diverse. Di tutto abbiamo bisogno, meno che di censura nel nostro settore'. 'Mi preoccupo per i contenuti. Alla mia età non faccio film d'azione o d'amore. Facciamo film dal contenuto stimolante e non voglio che sullo schermo vadano solo film di supereroi. Non ho nulla contro quel genere, ma è bello che la gente possa vedere altro.

E come non esser d'accordo con il sig. Clooney, a detta di molti ipotetico futuro candidato democratico alla Casa Bianca e in passato dimenticatissimo Batman?

Fonte: LaRepubblica

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