Box Office Usa: insuperabile Lo Hobbit 3, battuto anche Woman In Black 2

Into the Woods ed Unbroken ancora una volta dietro Lo Hobbit 3 negli Usa. 4° The Woman In Black 2

Primo a fine 2014 e primo anche ad inizio 2015. Prosegue la marcia al box office americano de Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate. 3° fine settimana consecutivo in testa per la pellicola di Peter Jackson, davanti a tutti con una ventina di milioni di dollari incassati in 3 giorni e un totale arrivato ai 221 milioni di dollari casalinghi (678 in tutto il mondo). Molto meglio de La Desolazione di Smaug, arrivato ai 189,501,278 dollari nello stesso lasso di tempo, e in linea con Un Viaggio Inaspettato, 2 anni fa arrivato ai 221,626,882 dollari dopo 3 fine settimana in tasca. Vecchie conoscenze natalizie sui due gradini più bassi del podio, ovvero Into the Woods e Unbroken, entrambi più che positivi.

Sono infatti diventati 91 i milioni di dollari incassati dal musical Disney dopo esserne costati 50, con il 2° film da regista di Angelina Jolie a quota 88, dopo esserne costati 65. Una sfida all'ultimo dollaro, anche se il titolo di Rob Marshall ha oltre 500 copie in meno a disposizione. Sua la media per sala più alta della Top5 (7,512 dollari). Solo 4°, ma non malissimo, The Woman In Black 2: Angel of Death. Uscito in 2,602 copie, l'horror Relativity ha incassato 15 milioni di dollari, calando rispetto ai 20,874,072 dollari portati a casa nel 2012 dal titolo con Daniel Radcliffe, che poi chiuse la propria corsa a quota 54,333,290 dollari. Ma fare paragoni è alquanto assurdo, vista 'l'attesa' nei confronti dell'originale, primo film dell'attore inglese ad uscire in America dopo la fine della saga Harry Potter. Qui Radcliffe non c'entra nulla, con Jeremy Irvine protagonista.

The Woman in Black 2 - terzo trailer e nuovo poster dell'horror con Jeremy Irvine (1)

A quota 90 milioni (182 worldwide) è invece arrivato Una notte al Museo 3, costatone 127 e in calo spaventoso rispetto ai 250,863,268 dollari finali del primo capitolo e ai 178 milioni del secondo. Ancora in Top10 e assai ricco Hunger Games: il Canto della Rivolta - Parte 1, da ben 7 settimane in classifica e arrivato ai 323,875,000 dollari (696 worldwide). Attenzione perché dovrebbero crollare i 332,965,525 dollari de I Guardiani della Galassia, primatista del 2014. Occhio. Incassi ancora una volta sorprendenti per The Imitation Game, riuscito a rastrellare altri 8 milioni anche se con meno di 800 copie tra le mani (media boom di quasi 11.000 dollari). 31 i milioni totali fino ad oggi incassati. Sono invece diventati 28 i milioni di dollari nelle tasche di The Gambler, con Annie a quota 73 milioni e Big Hero 6 a quota 212 milioni di dollari (393 in tutto il mondo). Superati i 200 milioni di Rapunzel, rimangono inarrivabili i 401 milioni di Frozen.

Chiusura di Top15 con i 26 milioni di Wild, i 61 del deludente Exodus (202 worldwide), i 78 dell'assai deludente I Pinguini di Madagscar (271 in tutto il mondo), i 183 di Interstellar (654 worldwide) e i 10 appena di Big Eyes, sceso sotto la media per sala di 2000 dollari. Si tratta del secondo peggior incasso di Tim Burton negli Usa dopo i 5,887,457 dollari di Ed Wood. Male The Interview, salito a 581 copie eppure sotto una media di 2000 dollari a sala. 5 i milioni di dollari incassati fino ad oggi dalla chiacchierata commedia Sony, sfruttamento VOD escluso. Ancora 4 copie tra le mani, infine, e altro weekend da urlo (+1.1% sugli incassi) per American Sniper di Clint Eastwood, riuscito ad incassare 645,000 dollari in 3 giorni. Pazzesco, per un totale arrivato ai 2 milioni, con Selma salito a 22 sale (2 milioni in tasca), Inherent Vice a 16 copie (1 milione e mezzo) e A Most Violent Year debuttante con 4 sale e 300.000 dollari. Weekend quasi a senso unico il prossimo, perché se Selma amplierà la propria distribuzione a livello nazionale e Inherent Vice arriverà a superare le 400 sale, sarà Taken 3 a monopolizzare il tutto con 3,500 copie. Da superare i 24,717,03 dollari del primo capitolo (poi arrivato ai 145 finali) e i 49 milioni al debutto del secondo (poi fermatosi a quota 139,854,287 dollari).

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