La Divina Commedia diventa una trilogia

La Divina Commedia di Dante ha sempre affascinato le arti, in primis la pittura; qui a fianco potete vedere lo splendido quadro di Delacroix Dante e Virgilio all’Inferno, ma potremmo anche citarvi le illustrazioni di Blake, e gli esempi continuerebbero. Ma ora anche il cinema potrà rendere “omaggio” alla Commedìa, con una trilogia tutta made

La Divina Commedia di Dante ha sempre affascinato le arti, in primis la pittura; qui a fianco potete vedere lo splendido quadro di Delacroix Dante e Virgilio all’Inferno, ma potremmo anche citarvi le illustrazioni di Blake, e gli esempi continuerebbero. Ma ora anche il cinema potrà rendere “omaggio” alla Commedìa, con una trilogia tutta made in USA.

Bisogna esultare o temere il peggio? Andiamoci piano: si esulta perchè chi ha amato l’opera immortale del poeta fiorentino avrà magari fatto un pensiero su un possibile film tratto da essa, si teme il peggio perchè non possiamo neanche comprendere quale scempio possa uscirne fuori. I classici abbiamo imparato anche a non toccarli, dopo tradimenti grossolani come Troy.

Ma vediamo un po’ di informazioni su questa trilogia. Il primo capitolo uscirà nel 2008 e sarà intitolato ovviamente Dante’s Inferno ed è diretto da Armand Mastroianni (all’attivo una cinquantina di lavori da regista, ma soprattutto per la tv); nel 2010 uscirà Dante’s Purgatorio e nel 2012 ci sarà il capitolo conclusivo, Dante’s Paradiso. La Stampa riporta alcune informazioni: 85 milioni di dollari per l’intera trilogia (pochissimo!), un Dante d’eccezione (forse Jim Caviezel o, ancora meglio per somiglianza col nasone, Adrien Brody), il montatore sarà l’Oscar Thom Noble e l’Oscar Dan Hennah sarà lo scenografo. E per gli effetti speciali? La Weta Workshop di Peter Jackson, ovvio!

E se su Dante ancora non c’è nulla di confermato, gli altri personaggi hanno già un volto: Vincent Spano sarà Virgilio, Silvia Colloca sarà Beatrice e Jeff Conaway sarà Lucifero.

Paura, eh? Beh, se gli intenti del regista sono quelli di portare sullo schermo “il più grande racconto cristiano di sempre dopo il Vangelo” e cercare di “rendere la storia comprensibile al pubblico di oggi”, sì. Perchè se per il prima citato Troy il voler rendere la storia più comprensibile voleva dire ridurre la guerra da dieci anni a dieci giorni, escludere gli dèi, far morire personaggi che non dovevano morire e far sì che due amanti uomini diventassero cugini, si accettano scommesse su cosa potrebbe accadere ‘sto giro. Magari Ugolino non mangerà i figli ma coscette di pollo e nel girone dei sodomiti ci sarà una speciale macchina per convertire queste sporche creazioni del Signore…

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