Speciale Cannes: No Country for Old Men, più eccessivo di Fargo

E’ il giorno di Michael Moore, ma è anche il giorno dei fratelli Coen a Cannes 60. Joel e Ethan presentano infatti No Country for Old Men, che per molte persone fra coloro che l’hanno già visto è un bel ritorno al cinema che i Coen sanno fare meglio, dopo la “pausa” per molti deludente



E’ il giorno di Michael Moore, ma è anche il giorno dei fratelli Coen a Cannes 60. Joel e Ethan presentano infatti No Country for Old Men, che per molte persone fra coloro che l’hanno già visto è un bel ritorno al cinema che i Coen sanno fare meglio, dopo la “pausa” per molti deludente di Prima ti sposo… poi ti rovino e Ladykillers. Si ritorna in terra di Fargo, considerato dai più il loro miglior film assieme a Il grande Lebowski. Anzi, per certi versi No Country for Old Men è anche più eccessivo di Fargo, più violento e più estremo.

Il protagonista è Llewelyn Moss, interpretato da Josh Brolin, che si trova in una zona desertica e trova un camioncino con un carico di eroina e una valigetta con due milioni di dollari. C’è un problema, il primo di una lunga serie: il camioncino è circondato da cadaveri. Anche se è di natura onesta, Moss non potrà non prendere il carico con sè. Cominciano i problemi, che lo sceriffo Bell (Tommy Lee Jones) tenterà di risolvere, e Moss è persino inseguito da un pericolosissimo e sanguinario assassino (Javier Bardem).
Il nuovo film dei Coen, la cui fotografia è ancora una volta quella del bravissimo Roger Deakins, è tratto dal romanzo omonimo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy, è quindi un noir che si tinge di thriller ed affonda più che nei precedenti film le mani nel sangue, e potrebbe far ritornare i geniali fratelli all’ottimo livello a cui ci hanno quasi sempre abituato.

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