Speciale Cannes: Tehilim, locandina e trailer

Una famiglia israeliana che vive a Gerusalemme; due fratelli che vivono litigando come fanno di solito i fratelli che si vogliono bene; un padre che, colto da un malore mentre sta guidando, provoca un terribile incidente e svanisce nel nulla. Menachem, il fratello adolescente, che frequenta la scuola guidata dal nonno paterno e la sera



Una famiglia israeliana che vive a Gerusalemme; due fratelli che vivono litigando come fanno di solito i fratelli che si vogliono bene; un padre che, colto da un malore mentre sta guidando, provoca un terribile incidente e svanisce nel nulla. Menachem, il fratello adolescente, che frequenta la scuola guidata dal nonno paterno e la sera fa le ore piccole tra disco e spinelli, decide di cercare da solo il padre assieme al fratellino David. Gli adulti intanto si chiudono in sè stessi: il nonno vuole che la casa diventi un centro di preghiera perchè il figlio ritorni, mentre la madre dei due ragazzi, laica convinta, si oppone a questa scelta.

Ecco un film che pare aver messo d’accordo tutti quanti senza aver fatto urlare nessuno allo schifo o al capolavoro. Si parla quindi di un bel filmetto, un po’ come Daratt l’anno scorso a Venezia (tra l’altro in uscita miracolosamente nelle sale da venerdì), mi pare. Raphaël Nadjari con Tehilim (tradotto: Salmi) sembra aver colpito positivamente tutti a Cannes, toccando temi forti, con una lettura religiosa che però non ha fatto storcere i nasi. E si concentra soprattutto sulla figura di Menachem (interpretato dal giovane Michael Moshonov, figlio di Moni Moshonov, presenta alla Croisette in We Own the Night), diviso fra religione, dolore e un amore che sta nascendo.

Su continua la locandina e il trailer originali.

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