Cine/Vision: Reefer Madness

Oggi la rubrica Cine/Vision vi propone Reefer Madness, “uno strano film di propaganda” sulla questione degli spinelli.Vediamo la recensione di Matteo di PellicolaScaduta… (qui il film online ma potete anche vederlo su continua)…E farò germogliare per loro una pianta di grande fama, e non saranno più consumati dalla fame nel paese. -Ezechiele 34,29-Nell’America degli anni

di carla,

Oggi la rubrica Cine/Vision vi propone Reefer Madness, “uno strano film di propaganda” sulla questione degli spinelli.

Vediamo la recensione di Matteo di PellicolaScaduta… (qui il film online ma potete anche vederlo su continua)…

E farò germogliare per loro
una pianta di grande fama,
e non saranno più consumati
dalla fame nel paese.

-Ezechiele 34,29-

Nell’America degli anni trenta una nuova paura comincia a dilagare: la diffusione dell’uso della marijuana tra i giovani. I genitori si lamentano col governo, con la società che permette ai loro figli di distruggersi ed auto-annientarsi. Il governo corre dunque ai ripari con una pesante campagna che cerca di disilludere i giovani sui presunti benefici portati dalla terribile sostanza stupefacente. Come di tradizione statunitense, il governa forma l’opinione pubblica attraverso una serie di film sull’argomento. “Marijuana: assassin of youth” (“Marijuana: assassina della gioventù”) e “Marijuana: the Devil’s weed” (“Marijuana: l’erbaccia del Diavolo”) sono due dei tanti titoli utili atti ad allarmare i genitori dei giovani. Tra queste pellicole, la più famosa è senz’altro “Reefer madness”, conosciuta anche col titolo di “Tell your children” e “The burning question”. Datato 1936 e diretto da Louis J. Gasnier, il film comincia con una conferenza sull’argomento, dove un gruppo di genitori ascolta attentamente i discorsi apocalittici di un professore che ben presto inizia a rivolgersi direttamente col pubblico cinematografico.

La pellicola-documentario viene però abbandonata, per preferire una pellicola-racconto, dove si mette in scena una vera e propria fiction sul modello di “è una cosa che potrebbe succedere anche a voi”. E la storia è un semplice film poliziesco, prodotto ottimale per raggiungere il grande pubblico. Una coppia deviata organizza festini per causare dipendenza dalla marijuana in ignari ed innocenti borghesi. Ma mentre la coppia sembra immune al consumo della droga, chi gli sta attorno comincia a mettere in atto ogni aberrazione esistente. I borghesi quindi si trasformano, diventando da giovani tranquilli ed educati, a veri e propri delinquenti. Ma non solo cambia il loro comportamento, ma si può notare anche una metamorfosi a livello fisico. I visi si fanno scavati, aumentano le occhiaie. La legge trionferà e la lezione sarà assimilata ben bene dai ragazzi.

Da notare è come il film non presenti colpi di scena ed altri artifici, ma prosegua imperterrito verso un finale già stabilito, perché il punto da raggiungere non è la bellezza cinematografica ma il valore didattico dell’opera. Questo film vuole insegnare, non vuole divertire. Sotto questo aspetto il film è anche crudele. Non ci vengono infatti risparmiate le peggiori declinazioni della morale e, neppure nel finale, si ritrova l’happy end. Si alternano infatti i momenti del passato dei ragazzi con quelli del presente, un presente disfatto e decadente, tendente al suicidio. Memorabili alcune frasi così altisonanti da risultare alla fine sfacciatamente comiche, come ad esempio: “Sotto l’influenza della droga ha ucciso tutta la sua famiglia con un’ascia” oppure: “La minaccia della marijuana è più immorale e più mortale anche di quelle droghe che distruggono lo spirito”. Nel 2005 è stata anche girata una versione musicale (mai uscita in Italia) di questo film, riletto naturalmente in chiave comica.

Ai nostri occhi il film diverte nella sua innocente ed ingenua manipolazione delle masse. Noi oggi siamo abituati a ben altro. Tra settant’anni se ci sono ancora con la testa vi dico anche come.

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