Cannes 60: previsioni e delusioni

Tra poche ore si chiuderà, con l’assegnazione dei Premi del Palmarès, la sessantesima edizione del Festival di Cannes. Californian dreamin ha vinto la sezione dell’Un Certain Regard, e intanto l’attesa sale per sapere chi vincerà fra i film in concorso. Diane Kruger, dopo aver presentato la cerimonia d’apertura, tornerà sul palco del Grand Théatre Lumière

Tra poche ore si chiuderà, con l’assegnazione dei Premi del Palmarès, la sessantesima edizione del Festival di Cannes. Californian dreamin ha vinto la sezione dell’Un Certain Regard, e intanto l’attesa sale per sapere chi vincerà fra i film in concorso. Diane Kruger, dopo aver presentato la cerimonia d’apertura, tornerà sul palco del Grand Théatre Lumière per chiudere questa edizione, e spulciando qua e là, sentendo commenti e leggendo critiche possiamo iniziare a tirare le fila per quanto riguarda la sezione delle pellicole in concorso.

Le vere grandi delusioni, secondo la stampa, di quest’anno sono sostanzialmente tre: My Blueberry Nights di Wong Kar-Wai, come si era visto dai deboli applausi ricevuti alla proiezione stampa; Death Proof di Quentin Tarantino, orfano dell’altra metà di Grindhouse, ossia Robert Rodriguez, e per il regista di Pulp Fiction sembra ormai lontana la seconda vittoria; ed infine Promise me this di Emir Kusturica, ultimo film per quanto riguarda la corsa alla Palma d’Oro.

Previsioni: i più favoriti paiono essere i fratelli Coen col loro No country for old men, Cristian Mungiu col shockante 4 luni, 3 saptamini, si 2 zile, e Fatih Akin con The Edge Of Heaven, il film che vi abbiamo presentato proprio oggi. Non sono da escludere le possibili vittorie del grande Sokurov con il suo applauditissimo Alexandra e Julian Schnabel col suo commovente Le Scaphandre et le Papillon, mentre qualcuno rimette in gioco Gus Van Sant con l’acclamato Paranoid Park e David Fincher col discusso (ma applaudito al festival) Zodiac.

Edizione strana questa Cannes 60, sicuramente difficilissimo riuscire a beccare il vincitore, anche perchè la maggioranza delle pellicole ha diviso le opinioni, chi più e chi meno, nonostante alcune eccezioni. Attendiamo quindi di sapere chi si aggiudica la Palma numero 47 (e non la sessantesima, in quanto l’assegnazione del premio risale al 1955, ed è da tenere in conto che ci sono stati cinque ex-aequo lungo le edizioni): forse ci saranno delle inaspettate sorprese.

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