Cake: le recensioni Americane e Italiane

Leggiamo insieme i commenti dei critici al film “Cake” con Jennifer Aniston protagonista

di carla

Ve lo dico sinceramente: secondo me Jennifer Aniston per Cake si meritava una nomination agli Oscar 2015. Voi l’avete visto? Non è bravissima? Il film diretto da Daniel Barnz è uscito in Italia la settimana scorsa e vede nel cast Jennifer Aniston insieme a Anna Kendrick, Britt Robertson, Misty Upham, Sam Worthington, Mamie Gummer, Lucy Punch, Chris Messina, Camille Guaty, William H. Macy, Felicity Huffman, Adriana Barraza. Dopo la nostra recensione oggi leggiamo insieme i commenti dei critici Americani e Italiani. Su RottenTomatoes la percentuale dei voti positivi è del 49%. Ma voglio sentire i vostri pareri.

JR Jones – Chicago Reader: il segno di un vero e proprio attore. Voto: 3/4

Richard Brody – New Yorker: La regia molle e inutile lascia nel vuoto l’intero cast.

Peter Rainer – Christian Science Monitor: “Cake” avrebbe potuto avere più strati. Voto: C

Inkoo Kang – TheWrap: Un dramma riflessivo e spesso commovente che illumina acutamente cosa vuol dire vivere con la malattia e l’agonia. Voto: 70/100

Steven Rea – Philadelphia Inquirer: il film non sa quando smettere di accumulare l’angoscia. Voto: 2/4

Liam Lacey – Globe and Mail: Una commedia drammatica che tenta di rappresentare il dolore con un tocco di stravaganza. Voto: 2/4

Moira MacDonald – Seattle Times: “Cake” ci regala un personaggio interessante e una bella interpretazione, immerso in un film che in realtà non funziona. Voto: 3/4

Peter Howell – Toronto Star: Incerto se essere commedia o una tragedia, si snoda lungo uno scomodo percorso di mezzo. Voto: 1.5 / 4

Kristin Tillotson – Minneapolis Star Tribune: Sei parole che non ho mai pensato di mettere insieme: Jennifer Aniston mi ha fatto piangere. Voto: 3/4

Bill Goodykoontz – Arizona Republic: Un altro di una lunga serie di film in cui bella gente diventa sciatta nel tentativo di essere presa sul serio. Voto: 2.5 / 5

John Anderson – Newsday: Una solida interpretazione della Aniston. Voto: 3/4

Rex Reed – New York Observer: Il coraggio puro della signora Aniston cresce su di te, come un lichene. Così fa il film. Voto: 3/4

Leslie Felperin – Hollywood Reporter: Meno emotivamente potente di quello che vuole essere.

Wesley Morris – Grantland: Il film è intelligente circa la serietà del dolore, senza essere opprimente. E l’interpretazione di Jennifer Aniston è altrettanto intelligente.

Alessandra Levantesi Kezich – La Stampa: Quello di Claire in Cake è un ruolo drammatico che Jennifer Aniston ha fortemente voluto, e giustamente visto che le ha consentito di entrare nelle cinquine degli Oscar (…) il film diretto da Daniel Barnz e scritto da Patrick Tobin non è emozionante come dovrebbe e potrebbe (…) Alla fine a funzionare meglio di tutto sono i duetti fra Claire e la governante messicana – lei caustica e insopportabile, l’altra (la brava Adriana Barraza) materna e sollecita – che richiedono quei tempi secchi, ironici tanto congeniali alla Aniston, attrice brillante.

Francesco Alò – Il Messaggero: Jennifer Aniston voleva vincere l’Oscar. La ricetta giusta? Una torta dalla scorza rude, ma dal cuore di panna: Cake (…) Qui la torta da Oscar, invece, è venuta male. Morale: non è entrata nemmeno nella cinquina per Miglior Attrice 2015.

Maurizio Acerbi – il Giornale: Jennifer Aniston si cala in una pellicola drammatica, difficile e fra le più interessanti del recente panorama cinematografico (…) L’ex star di Friends abbandona i suoi personaggi frivoli per regalare una delle prove più convincenti della sua carriera. Il problema però , è che nonostante la sua innegabile bravura, il film finisca per penalizzarla con una sceneggiatura inconcludente e fin troppo stereotipata.

Paolo D’Agostini – la Repubblica: La chiave (oltre che nella torta cui fa riferimento il titolo) è nei continui spostamenti in auto lungo le superstrade che attraversano Los Angeles e nella postura che assume la protagonista Claire: al volante la devota governante latina Silvana, mentre lei sta distesa sul sedile di destra reclinato. Non vede niente, maledice gli scossoni, e impartisce ordini perentori sulla direzione da prendere. (…) Sofferente ma morbosamente attaccata al proprio soffrire Claire respinge e aggredisce tutti. (…) Le soluzioni non sono mai scorciatoie, l’interpretazione è così forte da comunicare ad ogni momento la condizione dolente del personaggio.