Cineblog consiglia: La lunga linea grigia

La lunga linea grigia. Regia di John Ford. Con Maureen O’Hara, Tyrone Power, Robert Francis. Usa 1955, colore ‘138Vita militare di un sergente americano, di origine irlandese, in parallelo con la storia di West Poin, storica accademia statunitense nella quale svolge il ruolo di istruttore dei cadetti.Ford, con questo film, compie un piccolo miracolo di

La lunga linea grigia. Regia di John Ford. Con Maureen O’Hara, Tyrone Power, Robert Francis. Usa 1955, colore ‘138

Vita militare di un sergente americano, di origine irlandese, in parallelo con la storia di West Poin, storica accademia statunitense nella quale svolge il ruolo di istruttore dei cadetti.

Ford, con questo film, compie un piccolo miracolo di tenerezza e di tecnica. Certo, non aspettiamoci il regista dei grandi western tragici, o dei suoi grandi capolavori conflittuali (come il di poco successivo Sentieri Selvaggi). La sottile linea grigia, è un film minore non tanto nel senso del risultato, ma delle intenzioni; come a parlare di una partitura musicale. Quello che avrebbe potuto essere un film agiografico su West Point si trasforma in un racconto, pieno di notazioni e di spunti notevoli e spesso commoventi, sul passare del tempo, sulla perdita dei valori, sulla famiglia, sulla tenerezza dei rapporti amorosi.

Un film di ambientazione militare, certo, ma il militarismo viene lasciato da parte, o comunque sullo sfondo. Inoltre, come tutti gli ultimi film di Ford, è figurativamente magnifico, cosa ancora più sorprendente in questo caso visto che il regista si misurava per la prima volta con il Cinemascope (da confrontare con La Valle dell’Eden, dello stesso anno).

Soprende inoltre, la grande coerenza fra regia, recitazione, musica, luci, per un film che dopo tanti anni è ancora capace di emozionare, nonostante le (presupposte) distanze ideologiche e culturali. Triste, ma non deprimente, stempera nella malinconia, e quasi nell’ineluttabilità, i momenti più tragici (come la morte della moglie del protagonista); risulta spesso anche parecchio divertente, senza che le varie intenzioni (drammatica, tenera, umoristica) risultino slegati come accadeva in Addio Mr Chips, di Sam Wood. E pensare che al suo 109° film, il maestro americano aveva (e avrebbe avuto) così tanto da dire, così tanto da inventare.
Domenica, sabato 7 luglio, ore 14:00 su Rete4.

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