Lupin III, il castello di Cagliostro e le critiche del web

Beh, qualcuno di voi ha avuto la fortuna di trovare nelle sale Lupin III: il castello di Cagliostro? Io naturalmente NO. Così faccio un giro per vedere cosa ne pensa la rete. Eccovi alcune recensioni:Da University:La personalissima concezione che Miyazaki ha del cinema di animazione si nota già con chiarezza, pur trovandosi il regista a

di carla,



Beh, qualcuno di voi ha avuto la fortuna di trovare nelle sale Lupin III: il castello di Cagliostro? Io naturalmente NO. Così faccio un giro per vedere cosa ne pensa la rete. Eccovi alcune recensioni:

Da University:La personalissima concezione che Miyazaki ha del cinema di animazione si nota già con chiarezza, pur trovandosi il regista a lavorare su un soggetto non suo: lo storyboard disegnato meticolosamente, l’attenta scelta delle “inquadrature”, l’importanza della fotografia e della musica come parte integrante del tutto: è una regia assolutamente e squisitamente “cinematografica”, quella di Miyazaki, che si ritrova già anni luce avanti a quella della sua controparte americana (la Disney, nella fattispecie) e anticipa di anni le tendenze del cinema di animazione giapponese a venire. La sfrenata, surreale fantasia del regista, e nel contempo la sua eccezionale, rigorosa abilità tecnica, si esaltano soprattutto nelle scene d’azione: da ricordare in particolar modo quella, mozzafiato, dell’inseguimento in macchina all’inizio del film, sequenza che attirò addirittura l’attenzione di Steven Spielberg che la definì una delle migliori scene d’azione mai viste al cinema. In più, Miyazaki da’ un taglio molto personale alla vicenda, che la fa differenziare dalla sua controparte televisiva pur mantendendone sostanzialmente invariato lo spirito e le caratteristiche di base. (…) Un film da recuperare e guardare con attenzione, quindi, qualcosa di più rispetto a un semplice esordio e qualcosa di più, anche, rispetto a uno dei tanti episodi che compongono la cosmopolita galassia di uno dei personaggi più amati del mondo dell’animazione, di tutte le latitudini.

Da SentieriSelvaggi: Il Lupin del Castello di Cagliostro è un perfetto esempio di eroe miyazakiano, non a caso dotato, ci pare, di una gentilezza e di una vulnerabile invincibilità che è del tutto peculiare rispetto alla connotazione seriale del personaggio (cui pure Miyazaki aveva contribuito sin dalla prima serie). Nelle sue linee generali, infatti, il film offre un perfetto scenario alla fantasia del Maestro: si parte con la classica fuga liberatoria (motivo dominante degli incipit di Miyazaki) nel cui cuore si pongono le basi del contrasto su cui si svilupperà l’intreccio; e si finisce nel non meno classico cuore di un mondo a parte, che qui è un vero e proprio regno – il regno di Cagliostro, appunto – un principato asserragliato attorno a un magnifico castello, che è a sua volta il tipico luogo/corpo miyazakiano, al cui interno si consuma l’intera complessità delle relazioni in gioco tra i personaggi, la loro indole e la struttura complessa e mutevole della realtà in cui agiscono e con cui interagiscono. (…) Il castello di Cagliostro è un perfetto esempio di questo criterio radicato nel cinema del Maestro giapponese: un film in cui ogni avventura è un atto di transito da un livello all’altro, in una perenne comunicazione di spazi, fluidi, corpi, tra torri e sotterranei, botole e ponti aerei, corpi in volo, subacquei e sotterrati. Un film di ebbrezze e pesantezze, che non a caso, presentato a Cannes nel ’79, secondo la leggenda, strappò l’appassionato applauso di un allora giovane regista americano di nome Steven Spielberg…

Paolo Mereghetti (Corriere della Sera): è soprattutto la straordinaria capacità di ricreare un mondo fantastico dove l’avventura torna a essere padrona incontrastata dei destini dei personaggi (e dell’attenzione dello spettatore) a fare di questo film una vera rivelazione per chi non abbia mai avuto grande dimestichezza con il mondo dei manga giapponesi.

Lietta Tornabuoni – La Stampa: il film è molto divertente, rapido, ricco di invenzioni, disegnato benissimo.

Filippo Mazzarella – Ciak: Il nuovo doppiaggio (con le voci originali in tv) emenda le imprecisioni della precedente edizione e l’avventura è appassionante e scatenata (…). L’animazione del futuro maestro Hayao Miyazaki è fatalmente lontana dalle successive ricchezze, ma il suo senso di stupore magico c’è già.

Da ZabriskiePoint: questo film è diventato una specie di leggenda, forse il film d’animazione più conosciuto ed apprezzato di sempre. Alcune scene sono entrate nella storia del cinema, come quella dell’inseguimento con la storica FIAT 500 giallo pulcino, le goffe acrobazie del nostro ladro o la scena con la “stanza dei bottoni” dell’Interpol. Ma la fortuna di questa splendida fiaba, molto meno “adulta” delle prime due serie TV e del fumetto, è anche nella sua fattezza tecnica: prima dell’uso massiccio dei computer in questo tipo di film, si potevano realizzare capolavori del genere, con colore, sfondi, movimenti semplicemente perfetti e che rendono benissimo in questa nuova veste restaurata. In Italia il film non è mai stato distribuito al cinema, ed è senz’altro da applaudire l’operazione fatta dalla Mikado. Non soltanto il film torna infatti ad antico splendore, ma i fan di Lupin III hanno la possibilità di rivedere il loro beniamino sul grande schermo. Per chi non è un fan del ladro gentiluomo, invece, una ghiotta opportunità per scoprirlo. (Voto: 4 stelle su 5)

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