Stasera in tv: “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler” su Rai 3

Rai 3 stasera propone La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, dramma storico del 2004 con Bruno Ganz, Juliane Köhler e Ulrich Matthes.

Cast e personaggi

Bruno Ganz: Adolf Hitler
Alexandra Maria Lara: segretaria Traudl Junge
Corinna Harfouch: Magda Goebbels
Ulrich Matthes: ministro della propaganda Joseph Goebbels
Juliane Köhler: Eva Braun
Heino Ferch: architetto Albert Speer
Christian Berkel: professor Ernst Günther Schenck
Matthias Habich: professor Werner Haase
Thomas Kretschmann: generale Hermann Fegelein
Michael Mendl: generale Helmuth Weidling
André Hennicke: generale Wilhelm Mohnke
Ulrich Noethen: Reichsführer-SS Heinrich Himmler
Mathias Gnädinger: Reichsmarschall Hermann Göring
Birgit Minichmayr: Gerda Christian
Rolf Kanies: generale Hans Krebs
Justus von Dohnányi: generale Wilhelm Burgdorf
Dieter Mann: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Christian Redl: generale Alfred Jodl
Götz Otto: maggiore Otto Günsche
Thomas Limpinsel: Heinz Linge
Thomas Thieme: Martin Bormann
Alexander Held: Walter Hewel
Donevan Gunia: Peter Kranz
Yelena Zelenskaya: Inge Dombrowski
Bettina Redlich: Constanze Manziarly
Heinrich Schmieder: Rochus Misch
Anna Thalbach: Hanna Reitsch
Dietrich Hollinderbäumer: cavaliere Robert Ritter von Greim
Ulrike Krumbiegel: Dorothee Kranz
Karl Kranzkowski: Wihelm Kranz
Thorsten Krohn: Dottor Stumpfegger
Jürgen Tonkel : Erich Kempka
Devid Striesow : sergente Fritz Tornow
Fabian Busch : Obersturbannführer Gert Stehr
Christian Hoening : Ernst-Robert Grawitz
Alexander Slastin : generale Vasilij Čujkov
Elizaveta Boyarskaya: Erna Flegel
Alina Sokar : figlia di Goebbels
Dirk Borchardt: comandante Panzer
Traudl Junge: sé stessa (immagini di repertorio)

Doppiatori italiani

Rodolfo Bianchi: Adolf Hitler
Domitilla D’Amico: segretaria Traudl Junge
Ludovica Modugno: Magda Goebbels
Roberto Pedicini: ministro della propaganda Joseph Goebbels
Roberta Greganti: Eva Braun
Francesco Prando: architetto Albert Speer
Angelo Maggi: professor Ernst Günther Schenck
Carlo Reali: professor Werner Haase
Loris Loddi: generale Herman Fegelein
Stefano De Sando: generale Helmuth Weidling
Gaetano Varcasia: Reichsführer-SS Heinrich Himmler
Fabrizio Pucci: generale Wilhelm Mohnke
Vittorio Guerrieri: generale Wilhelm Burgdorf
Mario Bombardieri: feldmaresciallo Wilhelm Keitel
Paolo Lombardi: cavaliere Robert Ritter von Greim
Graziella Polesinanti: Traudl Junge (immagini di repertorio)

La trama

Dodici anni in dodici giorni. L’orribile epopea di Hitler, il capitolo più terrificante della storia tedesca ed europea, è tutto racchiuso in quegli ultimi giorni di vita del Fuhrer e del Reich vissuti nel fondo di un bunker. Dal 20 aprile 1945 – l’ultimo compleanno di Hitler, al 2 maggio del 1945, giorno della resa tedesca.

La storia di quegli eventi tragici viene narrata dalla giovanissima Traudl Junge, la segretaria di Hitler, che rimase vicina a lui e al suo più ristretto gruppo di uomini vivendo insieme nel bunker i giorni della fine.

Mentre sopra la Germania brucia e Berlino è ridotta a un cumulo di macerie, nel rifugio si consumano le ultime farneticazioni di un criminale nazista, le follie finali di un pugno di uomini rimasti ciecamente al suo servizio.

Ho pensato spesso che era solo una questione di tempo e la Germania avrebbe prodotto un film su Hitler. Solo pochi anni fa sarebbe sembrato troppo ardito. Realizzare un tale film è parte del continuo, graduale, ma inesorabile processo di vedere l’epoca hitleriana come storia. Il dittatore ha sempre, ovviamente e giustamente, tormentato la coscienza storica tedesca, e ancora lo fa. Ciò che è successo sotto il suo regime e in suo nome ha, forse per sempre, distrutto la possibilità di relazionarsi positivamente con il passato. E si può aggiungere che il modo in cui il paese ha lottato per superare il suo torbido passato è stato encomiabile. Ma gli eventi lontani vengono visti in modo diverso nel corso del tempo. Sono diventati parte della storia. Avviene in tutte le società. Avverrà anche per i tedeschi.[Ian Kershaw, biografo di Hitler / 17 settembre 2004 / The Guardian, Londra]

Il nostro commento

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La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler è un solido dramma biografico sentito e partecipato, dove al racconto storico si preferisce la caratterizzazione dei personaggi e un ritratto dell’Adolf Hitler più “umano” e meno simbolo, scelta che non ha mancato comunque di suscitare qualche polemica.

La scelta del regista Oliver Hirschbiegel di umanizzare i demoni del nazismo invece funziona, tutti assurgono all’umanità che gli compete mostrando debolezze e follia, tradimenti e insicurezze, l’Hitler di Bruno Ganz non invita alla comprensione, ma alla consapevolezza della nefasta influenza del potere assoluto in mano ad un solo uomo e alla reale pericolosità dei cosiddetti “falsi profeti”.

La caduta – gli ultimi giorni di Hitler è un coinvolgente dramma storico da vedere e da apprezzare proprio per la sua schiettezza, oltre che per l’approfondimento e l’accuratezza nel caratterizzare i personaggi.

Curiosità

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  • La sceneggiatura de “La caduta” prende spunto da due diversi libri: “La disfatta” scritto da Joachim Fest storico del Terzo Reich ed autore di biografie su Hitler e “Fino all’ultima ora” diario di Traudl Junge segretaria del Führer.
  • “La caduta” ha ricevuto una candidatura all’Oscar come miglior film straniero.
  • Il film è stato girato in Baviera, mentre le riprese in esterni sono state effettuate in Russia (San Pietroburgo).
  • Durante la guerra la maggior parte delle capsule di cianuro prodotte provenivano dai campi di concentramento, il che ha reso il sabotaggio un problema reale. Questo è uno dei motivi per cui molti tedeschi che hanno commesso suicidio con il cianuro si sono anche sparati per una morte certa. Questo è anche il motivo per cui Blondi, il cane di Adolf Hitler, è stato avvelenato, il dittatore ha voluto assicurarsi che le sue pastiglie di cianuro non fossero state sabotate.
  • La preparazione di Bruno Ganz al ruolo ha incluso l’ascolto dell’unica registrazione conosciuta di Adolf Hitler quando ha tenuto una conversazione privata con il feldmaresciallo Gustaf Mannerheim della Finlandia, a quel tempo nazione alleata della Germania contro l’Unione Sovietica. Hitler inaspettatamente si presentò per congratularsi con Mannerheim per il suo 75° compleanno il 4 giugno 1942. Agenti dell’intelligence finlandesi hanno segretamente effettuato la registrazione in un vagone del treno poiché Hitler non permetteva di essere registrato e fotografato in privato. Una delle due copie del nastro è stata scoperta nel 1992 e da allora è stata oggetto di studio da parte di scienziati e storici.
  • Stralci di intervista della vera Traudl Junge sono tratti dal documentario “Blind Spot”, registrato nei mesi di aprile e luglio 2001. A causa di gravi problemi di salute la Junge non è stata in grado di partecipare alla prima del film tenutasi il 9 febbraio 2002. La prima è stata un grande successo e il cameraman è andato in ospedale per informare la Junge che alla notizia pare abbia risposto: “La mia opera di una vita è compiuta. Ora posso lasciarmi andare”. Poche ore più tardi è morta a 82 anni dopo una lunga lotta contro il cancro.
  • Il distintivo che Adolf Hitler toglie dalla giacca e dà a Magda Goebbels è l’Insegna d’oro del Partito Nazionalsocialista, assegnato a membri di alto rango del partito che si erano distinti per l’adesione costante dal 1925. Hitler si assegnò il distintivo N. 1 nel 1933, anche anche se non era il primo membro del partito. I sovietici trovarono il distintivo nel bunker e venne conservato in un deposito presso la Lubjanka, il quartier generale del KGB. Nel 1996 l’FSB, successore del KGB sovietico, ha rivelato che aveva il distintivo e nel 2005 lo ha messo in mostra. Nel novembre dello stesso anno è stato rubato e non è ancora stato recuperato.
  • Bruno Ganz ha studiato pazienti con malattia di Parkinson in un ospedale svizzero per prepararsi al suo ruolo di Hitler.
  • Karl Richter, un politico di estrema destra membro del Partito Nazionaldemocratico di Germania (PND) è riuscito a partecipare al film presentandosi ai casting. Interpreta la parte accreditata di aiutante di campo del Generalfeldmarschall Keitel. In seguito Richter ha espresso il suo grande piacere e soddisfazione nell’indossare la divisa, sollevare il braccio destro e gridare “Heil Hitler”. I realizzatori non sapevano chi era e che aveva effettivamente una certa esperienza nell’eseguire il saluto.

  • Bruno Ganz ha imparato l’accento austriaco di Adolf Hitler, con l’aiuto di un giovane attore proveniente dalla medesima zona di Hitler sita in Alta Austria.
  • Clip da questo film vengono utilizzate in numerose parodie che appaiono su YouTube spesso utilizzando la scena di Adolf Hitler che urla ai suoi subordinati. Questa clip è stata utilizzata ad esempio per ironizzare sul ritardo dell’uscita di Harry Potter e il principe mezzosangue e sulla delusione dei fan dopo la visione del primo trailer di Avatar. Nel 2010, Constantin Films, che detiene i diritti del film ha iniziato a far rimuovere le parodie sostenendo che il loro diritto d’autore era stato violato. Poco dopo nuovi video parodia sono apparsi denunciando le azioni di Constantin Films come “nazistoidi”. Contrariamente alla reazione di Constantin Film, il regista del film Oliver Hirschbiegel sostiene di aver visto più di un centinaio di queste parodie e di averle apprezzate molto.
  • Durante la prima in Germania, gran parte del pubblico è scoppiato in lacrime alla fine della proiezione e ogni persona è rimasta seduta fino a quando l’ultimo dei crediti sui titoli di coda non è stato mostrato e le luci si sono accese.
  • Delle trentasette persone reali presenti come personaggi del film, Rochus Misch era l’unico ad essere ancora in vita quando il film è uscito. Misch è morto nel 2013.
  • Dopo l’uscita del film, Bruno Ganz ha dichiarato che, in un primo momento, non voleva il ruolo di Adolf Hitler. Dopo aver visto il film L’ultimo atto (1955) e il ritratto di Albin Skoda di Hitler, Ganz ha però cambiato idea realizzando che il ruolo poteva essere approcciato con una certa profondità e così ha accettato la parte.
  • Il ritratto che Adolf Hitler sta fissando in una scena è quello di Federico II di Prussia, detto anche Federico il Grande. Ha regnato dal 1740 al 1786.
  • Justus Von Dohnanyi, che interpreta il generale Wilhelm Burgdorf, è il nipote di Hans Von Dohnanyi, uno dei membri del complotto anti-Hitler, che fu impiccato nel campo di concentramento di Sachsenhausen nel settembre del 1944. Attraverso il matrimonio di suo nonno, Von Dohnanyi risulta essere anche il pronipote del pastore Dietrich Bonhoeffer, un altro cospiratore anti-Hitler che fu impiccato nel campo di concentramento di Flossenburg.
  • Il regista Oliver Hirschbiegel risponde alla domanda sul perché realizzare questo film: “Abbiamo voluto girare questo film in tedesco, con attori tedeschi e un regista tedesco. Il regime nazista e la Seconda Guerra mondiale sono sicuramente gli eventi più cupi e traumatici della storia tedesca. La mia generazione è nata dopo la guerra, ma ovviamente è anche la nostra storia, dobbiamo farci i conti. Altri progetti su Hitler sono in preparazione o sono stati girati da registi tedeschi o inglesi. Io penso che sia giunto il momento per i registi tedeschi di avere il coraggio di portare sulla scena qualcosa che è nato in Germania. Dovrebbe ricordare alle nuove generazioni che l’intolleranza, il razzismo e il fanatismo portano inesorabilmente nell’abisso”.

La colonna sonora

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  • Le musiche originali de “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler” sono del compositore tedesco Stephan Zacharias (Late Show).

TRACK LISTINGS:

1. Des Führers Sekretärin (The Führer’s secretary)
2. Professor Schenck hält die Stellung (Prof. Schenck holds the line)
3. Im Hof der Reichskanlzei (In the courtyard of the Chancellery of the Reich)
4. Eva Brauns letzter Brief (Eva Brauns last letter)
5. Peter im Nebel (Peter in the fog)
6. Albert Speers Abschied (The fare-well of Albert Speer)
7. Eva’s Blick in den Spiegel (Eva’s glance into the mirror)
8. Gute Nacht Kinder (Good Night Children)
9. Die Giftkapseln (The poison capsules)
10. Der Krieg ist aus (The war is over)
11. Exodus (Exodus)
12. Verloren im Stillstand (Lost in stillstand)
13. Hoffnung am Ende der Welt (Hope at the end of the world)
14. Späte Einsicht (Hindsight realisation)

[Per guardare il video clicca sull’immagine in alto]

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