High-Rise va a San Sebastián, altro inglese lontano da Venezia

Dopo Terence Davies e Stephen Frears, anche Ben Wheatley salterà la Mostra per un altro Festival autunnale. Una breve ed irrisolta riflessione

Un altro inglese di peso preferisce altri lidi al Lido, quello con la L maiuscola. Si tratta dell’ultima fatica di Ben Wheatley, High-Rise, uno dei titoli più attesi di quest’anno, di sicuro da parte di chi scrive: dritto a San Sebastián. Prima di lui Terence Davies, il cui Sunset Song andrà pure in Spagna a fine settembre, passando però dall’anteprima mondiale di Toronto, dove debutterà pure The Program, il biopic di Stephen Frears su Lance Armstrong. Resta Tom Hooper, lui sì in Concorso a Venezia con The Danish Girl, che è però una produzione americana.

Perciò riprendiamo da dove abbiamo lasciato. E poiché sulla Mostra vogliamo andare a parare, la fine in questione è quanto ho scritto nell’introdurre stringatamente il programma di quest’anno: nessun Festival si giudica dalla copertina. Qualche malizioso potrebbe aggiungere: dalla copertina no, ma dai film? Alt. Quantunque il circuito festivaliero, con particolare riferimento alle file dei suoi frequentatori, abbondi di figuri che la sanno lunga, quelli a cui magari non la si fa a priori, noi i film preferiamo comunque guardarli prima di sproloquiare.

Una premessa che è un voler mettere le mani avanti, ci mancherebbe. In primis perché non intendiamo precluderci l’opportunità di rimanere sorpresi. Mai. Ai Festival ci andiamo soprattutto per questo. E poi perché un tono troppo assertivo tradirebbe quello che in fondo è per lo più un quesito, senza montare alcun caso, ché peraltro non spetta manco a noi.

Su una presunta oltreché infondata “antipatia” tutta britannica da parte del comitato di selezione glisserei senza nemmeno pensarci troppo: ricordate l’edizione di due anni fa, la settantesima? Tre inglesi in Concorso (Frears, Gilliam e Glazer), di cui due, al di là dei nomi, piuttosto peculiari (non a caso divisero alquanto), più un quarto Fuori Concorso, ovvero Locke, tra i più acclamati (di sicuro dal pubblico) dell’intera edizione. Male l’anno scorso, ma se guardiamo all’antagonista numero uno, ossia Toronto, sono per lo più due i film britannici ad aver “fatto strada”, ciascuno a suo modo, ovvero The Theory of Everything e Pride (quest’ultimo tirato fuori dalla Quinzaine di Cannes, dunque irrilevante ai fini del nostro discorso). Basta per fugare ogni dubbio?

D’altronde il direttore Alberto Barbera non ci ha girato attorno il 29 luglio scorso, evidenziando un’annata di magra per cui un programma lo si tira su con ciò che si ha a disposizione in quel dato momento. Eppure tre titoli importanti come High-Rise, Sunset Song e The Program vanno altrove, non a Venezia. Il primo in particolare avrebbe pure giovato in termini di red carpet, con Tom Hiddleston e Jeremy Irons, visto che Sienna Miller potrebbe comunque esserci per Black Mass. Stesso dicasi per The Program, con un Ben Foster attorno al quale si chiacchiera già parecchio. Titoli, ci riferiamo nello specifico a quelli di Wheatley e Davies, di cui si vociferava già in ottica Cannes alla vigilia dell’ultima edizione, salvo poi non trovarli sulla Croisette a maggio. Motivo? Pare non fossero pronti (!).

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In fondo qualcuno potrebbe pure commentare che di Sunset Song e The Program già si sapeva che avevano staccato il biglietto per il Canada; ed infatti, pur non facendo i salti di gioia per queste defezioni, abbiamo capito. O per lo meno, ce ne siamo fatti una ragione. Riguardo a Davies soprattutto, il cui penultimo lavoro, The Deep Sea Blue, andò pure a Toronto; era il 2011 ed il testa a testa con Venezia non aveva ancora assunto queste proporzioni, e a testimoniarlo vi è un programma della Mostra di quell’anno generosissimo.

Apprendere però che High Rise sarà presentato ad un Festival che si svolge appena due settimane dopo la Mostra di Venezia lascia ancora di più l’amaro in bocca. Senza nulla togliere a San Sebastián, per carità, che è e rimane uno degli eventi più importanti nel panorama internazionale – e non da poco tempo, visto che si svolse in questa cornice la prima assoluta de La donna che visse due volte, con Hitchcock presente. Né su certe logiche siamo così ferrati da riuscire ad unire tutti i punti, qualora ve ne fossero, stabilendo il perché di certe scelte.

Solo sarebbe interessante sapere appunto perché anche Wheatley diserterà il Lido. Sarà che il diretto interessato si è lui per primo rifiutato? O la produzione? Oppure il film è stato visto e giudicato non all’altezza? Domande che anche a me suonano un po’ indiscrete, lo ammetto. Sta di fatto che quest’anno un’ottima parte di Regno Unito che poteva e forse doveva esserci non c’è. Quale che sia il motivo, è il secondo anno di fila che capita; con la differenza che quest’anno di materiale ce n’era ed il vero assente rimarrà proprio High-Rise. Che tra l’altro, sì… avrebbe spostato non di poco l’ago della bilancia, sebbene limitatamente alla terra d’Albione, s’intende.

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