Gli adolescenti si somigliano. Modello, American Beauty

Se i ragazzi dell’Africa e dell’Asia se la passano male, in Australia se la passano male ma in modo diverso, un mondo di formica

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Vi ricordate la “formica”? Era, è un materiale di plastica che per lungo tempo sostituì il legno, e c’è ancora in vecchie case, vecchie locande, vecchie tavole calde. Ma la “formica” è una forma non di vivere ma di sopravvivere. Ecco un film, non bello, ma interessante, che ce lo dice, “Looking for Grace” di Sue Brook, Australia. Australia che sembra America, però subito la guida a destra delle auto ci ricorda che siamo in colonia anglosassone, la terra dei canguri. Non si vedono canguri ma si vedono adolescenti che cercano di orientarsi nei grandi spazi piatti coltivati ma non sanno nè che fare, e soprattutto nè dove andare. Essi, questi adolescenti spaesati, sopravvivono nel marsupio del modello di vita occidentale: la plastica dell’anima, in apparenza; l’anima senza plastica c’è e soffre da morire.

“Looking Grace” (Cercando Grace) racconta di una ragazza insofferente ai genitori e alle pareti della famiglia, e decide di evadere, prendendosi una licenza e andare in pullman, alla ventura. Incontra un ragazzo, lascia l’amica con cui andava a caccia di libertà, e trova le curiose manette d’amore del ragazzo che la deruba dopo una debole notte di sesso, e scompare. Da qui, il film presenta lo scenario del film: che si apre sulla famiglia in attesa... e piccoli, grandi retroscena che conducono agli aspetti che vorrei sottolineare. tra morti e tra ombre di morte. Quali sono questi aspetti? Quelli che mi sono stati suggeriti da un altro film che tratta di adolescenti e delle loro grama esistenza nel “nostro” modello di vita, made in Usa.

Ricordate American Beauty, il film con Kevin Spacey, di qualche anno fa? Un ritratto mostruoso dalle piccola borghesia attanagliata da un benessere di plastica in cui le vene delle persone battono la porta per costringere a ricordare che esse,le vene, portano il sangue che ha i suoi diritti: vivere e non sopravvivere. In “American Beauty” una bella ragazza raccoglie i risparmi per cambiare le tette che non le piacciono e che peraltro sono bellissime. E’ un dettaglio ma è sufficiente per fare capire quali siano i modelli della società dell’imperio narcisistico e pubblicitario dell’eros orchestrato dalle tv e dalle riviste per donne. E anche, soprattutto, per uomini (“Playboy” stanchi e sfiduciati, con il viagra in tasca, insieme alla liquirizia per coprire l’alito). E’ un bel film, con attori mirabili e immagini diventata proverbiali, ad esempio la splendida ragazza bionda che è coperta solo da petali da rose rosse, il rosso fuoco del sesso. La immagine che accende la mente, e non solo, di Kevin Spacey in crisi con la moglie Annette Bening.

Qui in “Looking Grace” tutto è più soft ma la musica è la stessa, per quanto riguarda gli adolescenti. Essi diventano protagonisti solo quando sono vittime delle velleità e della inedia sentimentale in cui sono cresciuti, in famiglie che stanno insieme per il rotto della cuffia. E’ esattamente quel che ho scoperto realizzando le dieci puntate di “Adolescenti- Principianti Assoluti” , le cui prime due puntate introduttive sono pubblicate in You Tube dopo essere andate in onda in Rai. Nelle puntate scorre questa netta opinione: dagli adolescenti delle divise militari e ideologiche che furono costretti ad indossare nei primi cinquant’anni del Novecento, agli adolescenti che indossano la mentalità e le apparenze suggerite dal consumismo, dogma sociale dell’obbligo delle ripetitività e degli schemi “formica”, plastica mentale.

Ecco, il film “Looking Grace”, è mediocre, e tuttavia conferma un grande tema sospesso come un interrpgativo- spada di damocle: chi sono, veramente, gli adolescenti, protagonisti oggi e domani?

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