Amici miei: 40 anni di supercazzola al cinema

“Tarapia tapioco, la supercazzola prematurata con scappellamento a destra, come fusse antani” Il Conte Mascetti di Ugo Tognazzi

di cuttv

Dopo 40 anni di “Supercazzola”, non necessariamente Prematurata, il Conte (unico e solo) Mascetti-Tognazzi e l’allegra brigata di “Amici miei” è pronta a tornare in sala con quel tocco di nonsense nostrano capace di schiaffeggiare il male di vivere e la morte (insieme ai passeggeri del treno), con tutta la feroce allegria velata di malinconia, della commedia italiana diventata cult per generazioni.

Con “zingarate” capaci di dare lustro e spessore al gusto toscano per le burle, frecciate ironiche che hanno fatto storia e battute brillanti che hanno segnato quella della commedia italiana, il gruppo di cinquantenni con nessuna voglia di crescere, continuando a giocare come bambini, tornano ad animare scherzi feroci e gag irresistibili, mentre la verve del grande Ugo Tognazzi ci regala il povero e orgoglioso conte decaduto Raffaello “Lello” Mascetti e il surreale neologismo dialettico.

Ben più di una maschera tragica della commedia italiana, mirabilmente affiancata da quella del redattore di cronaca (e narratore) Perozzi di Philippe Noiret, con amante e famigliare opprimente; dal sereno Necchi di Duilio del Prete, gestore senza impegno del bar mandato avanti dalla moglie Carmen; dal Melandri di Gastone Moschin, “architetto trombato, ma per pochi voti, per l’assessorato ai lavori pubblici del Comune di Firenze”, single passionale (e un po isterico) dall’innamoramento facile.

[quote layout=”big” cite=”L’architetto Rambaldo Melandri interpretato da Gastone Moschin in Amici miei]”Ragazzi, come si sta bene fra noi, fra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?”
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Quattro che diventano cinque con il duro e affermato professor Sassaroli di Adolfo Celi, primario della clinica ‘in collina’ dove finisce il gruppo dopo una zingarata finita male, ma anche marito della Donatella (Olga Karlatos) che senza saperlo il Melandri ha scelto come anima gemella e lui senza scomporsi gli cede volentieri, con le due figlie, la governante tedesca e al cane Birillo al seguito, rivelandosi degno compare degli altri quattro quanto il suo esemplare ingresso nel gruppo segnato dalla celebre zingarata degli schiaffi ai passeggeri sui treni in partenza dalla stazione di Santa Maria Novella.

In bilico tra dramma e ironia, disincanto e toni crepuscolari, la voglia di ridere e il gusto di non prendere mai nulla sul serio, a partire da se stessi, questo inno all’amicizia e alla goliardia, spensierata e supercazzolata, al ritmo con la colonna sonora che annovera il tema verdiano tratto dal “Rigoletto”, non ha mai smesso di far ridere e riflettere con tormentoni senza tempo.

Aspetti, mi porga l’indice: ecco, lo alzi così, guardi, guardi, guardi, lo vede il dito? Lo vede che stuzzica?

Un successo di pubblica e critica, tra i più visti, invidiati e imitati che, dopo David di Donatello, Nastri d’Argento e un Globo d’oro, è pronto a rendere omaggio a 40 anni di scanzonate riflessioni esistenziali (sin dalla prima uscita in sala nell’agosto 1975), nel centenario della nascita di un padre della commedia come Mario Monicelli, pronto a dirigerlo dopo la scomparsa di Pietro Germi, mentre lo stava preparando con Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi e Tullio Pinelli.

“Amici miei” godetevi pure questa spensierata visione dell’arte di non prendersi troppo sul serio, di nuovo sul grande schermo del cinema il prossimo 16 e 17 novembre, distribuito da Filmauro nei cicuiti The Space e Uci di tutta Italia e nel nuovo circuito My Cityplex di Roma (Antares, Doria, Europa, Galaxy, Savoy, Trianon). Godetevi tutto.

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Amici miei (Italia, 1975, Commedia,109′) Diretto da Mario Monicelli. Con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete, Adolfo Celi, Bernard Blier, Olga Karlatos, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Marisa Traversi, Silvia Dionisio, Angela Goodwin, Mauro Vestri, Mario Scarpetta. Di nuovo al cinema il 16 e 17 novembre 2015.

Foto | Amici miei, ufficio stampa Isobar

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