MORITURI: la solitudine umana di Daniele Segre, dal cimitero al TFF33

La commedia noir, ironica e surreale di Daniele Segre, porta le inquietudini e i desideri delle donne dal cimitero al 33° Torino Film Festival – Festa Mobile

di cuttv

A suon di MORITURI (Italia, 2015, 60’), Daniele Segre è pronto a portare sul grande schermo del 33° Torino Film Festival – Festa Mobile, il terzo quadro della sua trilogia di film girati con un’unica inquadratura frontale.

Trilogia inaugurata nel 2002 da “Vecchie” interpretato da Barbara Valmorin e Maria Grazia Grassini, proseguita nel 2004 con “Mitraglia e il verme” interpretato da Antonello Fassari e Stefano Corsi.

[quote layout=”big” cite=”Daniele Segre]“Il punto di vista fisso, cifra espressiva che accomuna la trilogia mi è servito per rafforzare le unità di tempo, luogo e azione su cui è scandita la drammaturgia del film. Ogni personaggio di Morituri, come d’altronde negli altri due “quadri” della trilogia, porta con sé la propria storia e la propria solitudine, per approdare a una dimensione sospesa e astratta che rende la storia universale e senza tempo.”[/quote]

Nella sezione loculi del cimitero (l’ex-cimitero di San Pietro in Vincoli a Torino) di MORITURI, una scritta al neon recita “Riposate in pace” ma la fantasmagorica messa in scena della solitudine umana sembra di opinione contraria, con le personalissime inquietudini e nevrosi di tre donne (Tiziana Catalano, Donatella Bartoli, Luigina Dagostino) di mezza età sospese tra rassegnazione e attesa. Nora “la zitella”, Aurora “la divorziata” e Olimpia “la vedova”.

Nora, responsabile del settore loculi, puntigliosa nel lavoro e fin troppo riservata nel privato, intrattiene con le foto dei defunti un dialogo giornaliero, fitto di cerimonie, premure e confidenze. Come se fossero loro, i morti, gli unici depositari dei suoi pensieri più intimi. Al mondo dei vivi la donna riserva invece un distacco e una freddezza le cui ragioni affiorano a tratti nel soliloquio con i trapassati, a tratti nei bruschi alterchi con Aurora.

Aurora bazzica il cimitero per rubare i fiori dalle tombe e rivenderli in giro per locali, è una tipa gioviale e dalla parlantina sciolta, a volte fin troppo. In particolare, non sa starsene senza l’auricolare del telefonino perennemente collegato. Le telefonate che riceve, dalle amiche ma soprattutto dall’agenzia per incontri alla quale si è iscritta nella speranza di conoscere l’anima gemella, infastidiscono Nora e sono il principale motivo dei taglienti battibecchi tra le due. Se Nora s’è come chiusa alla vita, Aurora spera ancora, forse illudendosi, di avere dalla vita un’altra occasione, almeno sentimentale.

Olimpia, più anziana delle altre due, è una donna distinta, colta e sofisticata. È una di quelle che, al primo sguardo, capisci subito che dalla vita hanno avuto tutto. Ma, nel suo caso, forse questo tutto non è bastato. Giunta al cimitero per deporre l’urna del defunto marito, la gran dama lascia trapelare tutto il rancore nei confronti di un uomo che, se da un lato l’ha circondata di agi, dall’altro le ha fatto pagare il prezzo di tanto benessere con ripetuti tradimenti. Sulla morte del fedifrago, peraltro, Olimpia si mostra sottilmente ambigua, tanto da istillare il dubbio che l’incidente di caccia che se l’è portato via, forse, tanto accidentale non è stato.

Colpi di scena e drammatiche risposte di questa notte fuori dal conume, prodotta da I Cammelli S.a.s. (fondata nel 1981 dal regista Daniele Segre), con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte (come per il doc “Morire di lavoro”), sarà proiettata al TFF33, mercoledì 25 novembre, alle ore 17.15, al Cinema Reposi 5.

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