Star Wars 7 è un remake di "Una nuova speranza"? Il regista risponde alle critiche dei fan

Il regista JJ Abrams ammette che era preparato al fatto che i fan avrebbero messo in discussione molte cose in "Star Wars: Il Risveglio della Forza".

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Star Wars: Il risveglio della Forza potrebbe considerarsi solo una sorta di copia rimaneggiata di "Una nuova speranza" con qualche frammento de "L'Impero colpisce ancora" sparso qua e là? Questa è l'accusa di alcuni fan che chiaramente non hanno ben compreso quale sia il reale significato di "nostalgico". Questa fetta di fan non soddisfatti dall'ottimo lavoro svolto dal regista JJ Abrams indicano alcuni tratti volutamenti familiari che si percepiscono durante la narrazione come dei difetti, ma Abrams sapeva che una parte dei fan, in realtà piuttosto contenuta, avrebbe potuto reagire negativamente al suo tentativo di resuscitare il franchise dopo l'affossamento perpetrato da George Lucas e la sua controversa trilogia prequel. Il film invece è stato ben accolto dalla critica e dalla maggior parte dei fan con incassi stratosferici e record infranti.

Ora che il film è già da qualche tempo nelle sale JJ Abrams ha deciso di rispondere ad alcune di quelle critiche che lo hanno visto coinvolto e in una nuova intervista con THR ha risposto ai fan insoddisfatti.

Sapevo che, qualsiasi cosa facessimo, ci sarebbe stato un gruppo di persone, speravo e pregavo che sarebbe stato il più piccolo possibile, che avrebbero trasformato in un problema un certo numero di cose, ma sapevo che non stavamo facendo il film per nessun altro motivo che quello che credevamo giusto, realizzare qualcosa di significativo, speciale, divertente e degno del tempo speso dalle persone.

Nel complesso la maggior parte dei fan si sono lamentati che Il risveglio della Forza si basa troppo su ciò che è venuto prima e che rappresenti un omaggio esagerato e troppo diretto a Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza. Entrambi i film seguono un arco narrativo molto simile e terminano con un raid su un'arma gigante di distruzione di massa. JJ Abrams pur accettando le critiche non è d'accordo sul fatto che il film possa essere un completo remake dello Star Wars originale del 1977.

Io rispetto ogni reazione e mi rendo conto che questo possa essere un problema per alcune persone. Posso capire che qualcuno potrebbe dire, "Oh, ma è una scopiazzatura totale!", ma ciò che era importante per me era l'introduzione di personaggi nuovi di zecca utilizzando connessioni che abbracciavano una storia che conosciamo, per raccontare una storia che è nuova. Tornare indietro per andare avanti. E' stata ovviamente una cosa palesemente intenzionale il fatto che siamo andati a ritroso per certi versi, e siamo invece andati avanti in altri modi più importanti. Dato che stiamo parlando di un genere, di cui Star Wars è una sorta di specifico e splendido miscuglio di cose creato da George Lucas, in definitiva la struttura di Star Wars è di per sé un classico e non si può deviare da tutte queste cose che George amava così tanto, dalle più ovvie, Flash Gordon e Joseph Campbell, ai riferimenti ad Akira Kurosawa e al Western; voglio dire, tutti questi elementi facevano parte di ciò che ha reso Star Wars ciò che è.

Il regista ha continuato parlando delle similitudini tra "Una nuova speranza" e "Il risveglio della Forza", sostenendo che quelle connessioni erano necessarie.

Abbiamo ereditato Star Wars. La storia che si ripete è stata, a mio avviso, una cosa ovvia e intenzionale e l'intreccio che ci fa incontrare un personaggio che viene da un remoto deserto e scoprire che lei ha un potere celato e dove i cattivi hanno un'arma distruttiva che però finisce per essere distrutta, quei semplici principi sono di gran lunga gli aspetti meno importanti di questo film e forniscono l'ossatura, si tratta di elementi che sono stati utilizzati a lungo e molto prima di venir utilizzati in Star Wars. Per andare avanti con la storia è necessario fare un paio di passi indietro su un terreno molto familiare e l'utilizzo di una struttura in cui ci sia qualcuno che sconfigga i cattivi è ancora una volta un concetto che di certo non definirei nuovo di zecca, è vero, ma l'uso che se ne può fare, credo, sia di gran lunga la cosa più importante. Si tratta dell'introdurre questa giovane donna, che è un personaggio che non abbiamo mai visto prima e che ha una storia che non abbiamo ascoltato prima e incontrare uno Stormtrooper che non abbiamo mai visto e che si arriva a scoprire che tipo di essere umano egli sia. Il tutto per vedere i due vivere un'avventura con Han Solo in un modo che nessuno ha ancora fatto. Vedere questi personaggi che vanno alla ricerca di qualcuno che è un nuovo personaggio e che sì, può essere minuscolo ma è così lontano dall'aspetto di uno Yoda, che arriva a illuminarli in un modo molto simile a quello di una meravigliosa insegnante anziana o una nonna o una prozia, confermando una sorta di sistema di credenze che viene respinto dal personaggio principale: è il raccontare la storia di essere un genitore e di essere un bambino e la lotta che ciò comporta, chiaramente Star Wars è sempre stata una storia familiare, ma non nel modo in cui l'abbiamo narrata qui.

 

 

Mentre il finale del film è molto simile a ciò che abbiamo visto in precedenza, JJ Abrams spiega come questo stabilisca una nuova direzione per il resto del franchise a seguire.

Sì è vero, distruggono un'arma alla fine di questo film, ma poi qualcosa accade che è, credo, molto più criptico e di gran lunga più importante. La cosa che penso è che in quel momento, quando questo accade, il pubblico non si concentra, ne si preoccupa più di "Come ha fatto questo grande pianeta a saltare in aria?". Perchè noi tutti sappiamo che non è l'esplosione la cosa importante, ma quello che veramente interessa è cosa succederà nella foresta tra questi due personaggi che ora sono soli. Sì l'ossatura della cosa abbiamo sempre saputo sarebbe stata una zona di comfort data dal genere, ma la verità è che abbiamo tutti uno scheletro che sembra in qualche modo simile, ma nessuno di noi ha lo stesso aspetto. Per me, la cosa più importante non è stata, "Qual'è l'ossatura di questa cosa?". Per me è stata invece l'incontro dei nuovi personaggi che si scoprono essere in un universo che è spirituale e ottimista, in un mondo dove si incontrano persone che diventeranno la vostra famiglia.

Il regista rivela che ha avuto l'opportunità di dirigere anche gli episodi successivi, ma che ha declinato l'offerta. Abrams spiega il perché non ha voluto finire questa trilogia che comprenderà Star Wars: Episodio VIII nel 2017 e Star Wars: Episodio IX nel 2019.

Mi sono reso conto che non c'era modo di farlo quando stavo lavorando su "Il risveglio della Forza" e sapendo quando le riprese dell'Episodio VIII sarebbero iniziate mi sono reso conto della quantità di energia che mi era stata richiesta nel raccontare la storia e farle giustizia.  Se volevo che miei figli mi parlassero ancora nella mia vecchiaia dovevo fare qualcosa che avrebbe avuto un senso. Se "Il risveglio della Forza" funzionava era il modo perfetto per dire, "Ho avuto modo di fare un film di Star Wars" e non essere un bastardo avido... se non avrebbe funzionato, nessuno comunque avrebbe voluto che ne facessi un altro.

J.J. Abrams è comunque rimasto a bordo dei sequel in veste di produttore e lui ha le sue idee su dove Luke Skywalker e Rey si stanno dirigendo in futuro, idee che ha condiviso con chi si occuperà dei film successivi.

Larry Kasdan e io abbiamo avuto un sacco di idee, di queste alcune cose potevano andare e le abbiamo condivise con Rian Johnson che sta dirigendo l'Episodio VIII. Aveva alcune cose in mente che ha condiviso con noi, chiedendoci se era possibile per noi fare alcune modifiche su quello che stavamo facendo. Alla fine della maggior parte delle cose che abbiamo realizzato ce ne sono state solo un paio che non sentiva giuste, così ha fatto degli aggiustamenti, tutto nella massima collaborazione reciproca.

 

Fonte: Movieweb

 

 

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