Da recuperare: Quattro Minuti

Quattro Minuti. Regia e Sceneggiatura: Chris Kraus; Fotografia: Judith Kaufmann; Musica: Annette Focks. Cast: Monica Bleibtreu (Traude Krüger), Hannah Herzsprung (Jenny von Loeben), Sven Pippig (Mütze). Dopo il bellissimo “Le vite degli altri”, che ha vinto davvero meritatamente l’Oscar per il miglior film straniero, un altro film tedesco intenso ed emozionante è uscito quest’anno nelle

Quattro Minuti. Regia e Sceneggiatura: Chris Kraus; Fotografia: Judith Kaufmann; Musica: Annette Focks. Cast: Monica Bleibtreu (Traude Krüger), Hannah Herzsprung (Jenny von Loeben), Sven Pippig (Mütze).

Dopo il bellissimo “Le vite degli altri”, che ha vinto davvero meritatamente l’Oscar per il miglior film straniero, un altro film tedesco intenso ed emozionante è uscito quest’anno nelle sale: “Quattro minuti”, di Chris Kraus, giovane e brillante regista.

E’ la storia di due splendidi personaggi femminili: è emozionante, colpisce come un pugno nello stomaco. L’evoluzione del loro rapporto, il respingersi prima e il rispettarsi poi è interpretata magnificamente dalle due attrici protagoniste. Tutto il film ruota attorno a Monica Bleibtreu (che interpreta la signorina Krüger) e alla esordiente Hannah Herzsprung (Jenny). Altra protagonista è la splendida colonna sonora, che rafforza le forti passioni che vengono vissute.

Traude Krüger è una anziana insegnante di pianoforte in un carcere femminile e con un antico dramma alle spalle; la donna ha amato ed ama ancora una comunista uccisa dai nazisti sessant’anni prima. Jenny è invece una detenuta; accusata di un orribile omicidio nasconde un passato molto difficile: bambina prodigio nel suonare il pianoforte ha avuto un padre che abusava di lei. Questo dramma l’ha condotta in una strada senza uscita fino all’accusa di omicidio. La ragazza è violenta, mentalmente instabile ma dotata di un talento eccezionale.

Queste due donne, entrambe con un passato difficile che le tortura, iniziano a lavorare insieme per reciproca convenienza: la Krüger prepara Jenny per un concorso di pianoforte (forse dopo 60 anni di insegnamento è riuscita a trovare l’allieva talentuosa che ha tanto cercato) e Jenny accetta di seguire le lezioni alle condizioni della professoressa per uscire dall’isolamento.

Presto però le due donne imparano a conoscersi e a rispettarsi ed in un alternarsi di emozioni e di flashback si arriva alla fatidica sera in cui Jenny dà tutta se stessa per vincere il concorso di pianoforte. Anche il padre di lei è presente, tenta una forse impossibile riconciliazione con la figlia.

Il film regge completamente sull’interpretazione delle due attrici, sembra una piece teatrale in cui gli altri personaggi sono semplicemente puro contorno. Spicca tra gli attori secondari Pippig, che interpreta Mütze, guardia carceraria e appassionato di opera lirica. L’uomo però subisce un brusco cambiamento, da personaggio positivo si trasforma in un uomo rancoroso e vendicativo: Mütze è infatti vittima di una violenta aggressione da parte di Jenny, che lo fa finire in ospedale per parecchie settimane.

La storia è un continuo crescendo, inizia sommessa con le due protagoniste che vivono entrambe una vita piatta, senza futuro, all’inizio nessuno dei due personaggi femminili è una figura piacevole, ma poi gradualmente, grazie ai flash back del passato della Krüger e agli intensi dialoghi tra le due donne, il film appassiona lo spettatore fino all’ultima dirompente scena.

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