Cineblog consiglia: Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? Di Ettore Scola. Con: Alberto Sordi, Bernard Blier, Nino Manfredi. Italia, 1968, Comm.: 128′ Un editore romano, espressione tipica degli arroganti personaggi spesso interpretati da Sordi, intraprende una spedizione in Africa, con al seguito il suo ragioniere succube, del cognato misteriosamente scomparso da due

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? Di Ettore Scola. Con: Alberto Sordi, Bernard Blier, Nino Manfredi. Italia, 1968, Comm.: 128′

Un editore romano, espressione tipica degli arroganti personaggi spesso interpretati da Sordi, intraprende una spedizione in Africa, con al seguito il suo ragioniere succube, del cognato misteriosamente scomparso da due anni.

Come “L’armata Brancaleone” riprendeva, in parte, certe atmosfere di un medioevo disneyano creato dagli autori della scuola italiana (sicuramente la parlata così tipica del film è mutuata da alcuni giochi lingustici dell’autore Guido Martina), così il film di Scola ha sicuramente molti debiti con il “Pippotarzan” creato dal disegnatore Romano Scarpa. Le due storie hanno sicuramente toni ed intenti diversi, ma per quel che riguarda esclusivamente il plot, ed in particolare guardando le sequenze che chiudono le due opere, quasi identiche nel rifiuto dello scomparso della civiltà a favore di un brusco ritorno alla vita selvaggia, si può dire che molte idee sono mutuate (per non dire copiate) dal divertente episodio che vede protagonisti Pippo ed un suo strano cugino. Il pedagogo Antonio Faeti parlerebbe di “circolazione mondiale dell’immaginario”, e di certo esiste tutto un complesso e variegato filone letterario che sviluppa il tema dei tarzanidi, ma in questo caso particolare verrebbe da parlare quasi di un plagio.

Al di là di queste riflessioni, il film di Scola è particolarmente riuscito sia perchè servito da un’ottima squadra di attori (tra cui, al solito spicca Sordi nel ruolo che gli è più congeniale, ma anche la sua spalla Bernard Blier), sia per la capacità, tutta italiana, di fare poesia della volgarità. Sul piano tecnico è forse da criticare un uso troppo insistito dello zoom, che forse però è stato scelto per citare, visivamente, lo stile di molti documentari “etnologici” dell’epoca, in particolare e quelli, esecrabili, di Gualtiero Jacopetti. Vanno a fondo le frecciate sul caciarone imperialismo culturale degli italiani (ed europei) in vacanza nel Terzo Mondo.
Stanotte 13 Agosto, 23.40 rete4

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