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Kung Fu Panda 3: le recensioni Straniere e Italiane

I critici commentano il terzo capitolo del Panda Po

di carla

E’ nelle nostre sale dal 17 marzo il film d’animazione Kung Fu Panda 3, diretto da Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni. Dopo la nostra recensione, ecco i commenti dei critici Stranieri e Italiani. Su RottenTomatoes, mentre scrivo, il film ha raccolto l’85% di voti positivi. Il secondo capitolo è a quota 81%, mentre il primo è all’87%.

Bill Zwecker – Chicago Sun-Times: Credo che il segreto del fascino di tutto il franchise di Kung Fu Panda sia l’enorme affetto che proviamo per Po. Voto: 3.5 / 4

Rafer Guzman – Newsday: Un altro successo di questo franchise affidabile, intelligente e ben fatto per i bambini. Voto: 3/4

Matthew Lickona – Reader San Diego: è ancora divertente da guardare e pieno di battute. Voto: 2/5

Lou Lumenick- New York Post: La grafica mozzafiato supera gli elevati standard imposti dai suoi predecessori. Voto: 3/4

Stephen Whitty – Newark Star-Ledger: è come quei piatti ad un vecchio buffet cinese: mal riscaldati ed è meglio prenderne in quantità molto piccole. Voto: 2.5 / 4

Soren Anderson – Seattle Times: colorato, molto divertente e, meglio ancora, inaspettatamente e veramente commovente. Voto: 3.5 / 4

Liz Braun – Toronto Sun: troppo parlato e troppo complicato. Voto: 2.5 / 5

Joe Morgenstern – Wall Street Journal: piacevole.

Jocelyn Noveck – Associated Press: Come una polpetta ben fatta, non è troppo pesante e non troppo leggera, ha la giusta quantità di spezie, e si lascia mangiare con un certo gusto per la prossima volta. Voto: 3/4

Katherine Pushkar – New York Daily News: Purtroppo, l’aspetto non è tutto. La trama è faticosa e prevedibile. Voto: 2/5

Neil Genzlinger – New York Times: l’animazione (specie in 3D) è semplicemente stupenda.

Luca Raffaelli – la Repubblica: Dal punto di vista emozionale è molto simile ai precedenti: stessi meccanismi, stessi percorsi e stessa capacità di stemperare ansie e problemi con il sorriso. Il protagonista pacioccone continua miracolosamente a raggiungere risultati sorprendenti senza mettere in discussione la sua semplice ingenuità. Come a dire: insegui il tuo sogno, ma non sforzarti neppure troppo per riuscirci. La vera novità sta nella qualità delle immagini e nella straordinaria scelta dei colori.

Francesco Alò – Il Messaggero: (…) Sappiamo che non dobbiamo aspettarci troppa profondità da questa saga cartoon della Dreamworks ma l’azione è vibrante, il cattivo fantastico (l’imponente Kai ricorda non poco Borgo, il bufalo capitano di polizia nel capolavoro Zootropolis e il tema di fondo meno superficiale di quello che si può pensare: ci si deve sacrificare per gli altri. In tempi così egoisti è pura rivoluzione.

Maurizio Acerbi – il Giornale: (…) Film senza picchi che sarà ricordato, unicamente, per aver sdoganato, nei cartoni, la famiglia con due papà.