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Victor – La storia segreta del Dott. Frankenstein: le recensioni Straniere e Italiane

Il commento dei critici sulla nuova versione della creatura del Dottor Frankenstein

di carla

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E’ nelle nostre sale dal 7 aprile il film horror Victor – La storia segreta del Dott. Frankenstein, diretto da Paul McGuigan e interpretato da Daniel Radcliffe, James McAvoy, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Mark Gatiss, Louise Brealey, Daniel Mays, Freddie Fox, Spencer Wilding, Valene Kane. L’ho visto l’altro giorno e l’ho trovato decisamente ridicolo. A voi è piaciuto? Dopo la nostra recensione, ecco i pareri dei critici Stranieri e Italiani. Su RottenTomatoes, mentre scrivo, il film ha raccolto solo il 25% di voti positivi. Vediamo nel dettaglio.

Cath Clarke – Time Out: cosa diavolo pensavano i creatori di questa mostruosità? Voto: 2/5

James Berardinelli – ReelViews: Per evitare l’accusa di un inutile remake di una storia spesso raccontata, lo sceneggiatore Max Landis ha ridotto il romanzo di Mary Shelley ad un fumetto brutto, privo di anima e di intelligenza. Voto: 1/4

Ty Burr – Boston Globe: il film va in salita… per un po’ prima di precipitare in una veloce discesa. Voto: 1.5 / 4

Kyle Anderson – Entertainment Weekly: Solo Daniel Radcliffe esce indenne, prestando ad Igor una psicologia convincente, nonostante il materiale. Ma non è una ragione sufficiente per far risorgere di nuovo questa storia. Voto: C +

Ben Sachs – Chicago Reader: l’interpretazione di James McAvoy è buona per qualche risata, ma il medico non sembra mai in grado di sostenere una seria riflessione, per non parlare di creare la vita.

Allen Salkin – New York Daily News: Questo film non-terrificante cerca di trovare una svolta interessante sulla classica storia di Frankenstein, ma fallisce orribilmente. Voto: 1/5

Steven Rea – Philadelphia Inquirer: Una sorta di pazzia impreziosita da fulmini e mostri in carne cadaverica. Voto: 2.5 / 4

Moira MacDonald – Seattle Times: piuttosto rivedetevi Frankenstein Jr. Voto: 1.5 / 4

Mick LaSalle – San Francisco Chronicle: un’impresa tetra e noiosa, girata nei toni della terra e del gotico grigio e blu. Voto: 1/4

Colin Covert – Minneapolis Star Tribune: è un capitolo di “Mary Shelley for Dummies”. Voto: 2/4

Andrew Barker – Variety: non mostra mai abbastanza scintille di vita per giustificare la rianimazione del classico di Mary Shelley.

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Maurizio Porro – Il corriere della sera: Finale in tuoni e fulmini, prenotando il sequel, ma c’è pure lo zampino coevo di Freud perché Frankenstein assomiglia a Gregory Peck di Io ti salverò di Alfred Hitchcock.

Alessandra Levantesi Kezich – La Stampa: (…) l’inesperta sceneggiatura di Max Landis non sviluppa nessuno dei fili della matassa (…) Piatta quanto il copione, la regia del televisivo Paul McGuigan gioca su toni e ambienti gotici senza provocare il minimo brivido.

Francesco Alò – Il Messaggero: Il copione di Max Landis (suo lo script dell’eccellente Chronicle) prometteva molto, il film di McGuigan mantiene poco.

Massimo Bertarelli – il Giornale: Magnifici i costumi d’epoca, davvero loffi i due protagonisti, zero gli spaventi, infiniti gli sbadigli.

Roberto Nepoti – la Repubblica: (…) Ambientato in una Londra vittoriana suggestiva, costruito su effetti stravisti, ma abbastanza efficaci, il film è debole soprattutto nel personaggio di cui assume il punto di vista: un Igor “scritto” male, cui il povero Daniel Radcliffe cerca senza fortuna di dare credibilità. Impresa impossibile, soprattutto nelle pause sentimentali con una bella trapezista.

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