Muore Abbas Kiarostami, regista iraniano di “Close Up” e “Il sapore della ciliegia”

Muore a Parigi uno dei cineasti più significativi nella storia del cinema, l’iraniano Abbas Kiarostami. Per lui una complicazione gastrointestinale già a marzo

Giorni tristi oltremodo quest’ultimi per il cinema. Dopo la dipartita di Michael Cimino, un altro lutto funesta il mondo della Settima Arte. È infatti morto all’età di 76 anni il regista iraniano Abbas Kiarostami, che già da marzo se la vedeva con un serio problema gastrointestinale (i medici hanno negato trattarsi di tumore) che lo ha portato oggi, a Parigi, alla morte.

Una carriera che lo ha visto imporsi all’attenzione del pubblico internazionale, lui che precoce non fu, avendo mosso i primo passi nel cinema dopo i suoi trent’anni. Oltre quaranta, tra corti e lungometraggi, le sue opere, malgrado Kiarostami spaziasse anche in altri ambiti, come la pittura, la fotografia, la poesia e l’illustrazione. Un cineasta a 360° insomma, stimato da personaggi come Jean Luc Godard, Martin Scorsese e Nanni Moretti.

Bread and Alley (Nan-O Kuche) rappresenta il suo primo tentativo di un cinema individuale dopo l’esperienza con la Nuova Onda iraniana, esperienza che ha segnato la sua definitiva emancipazione e la successiva maturazione in termini di stile e voce. Da allora ci vorranno sette anni per il suo primo lungometraggio: siamo nel 1977, il film è Gozaresh. Vent’anni esatti dopo, la definitiva consacrazione con la Palma d’Oro a Cannes per Il sapore della ciliegia.

Di mezzo però c’è il film che per primo fece conoscere Kiarostami in tutto il mondo, capolavoro del cinema mondiale, ossia Close Up (1990), che nel 2012 la prestigiosa rivista britannica Sight & Sound ha inserito tra i 50 film migliori di sempre. A dispetto di tematiche complesse, al confine tra filosofia ed esistenzialismo, la poetica del regista iraniana si è sempre distinta per la sua accessibilità, se non addirittura immediatezza: chiunque può cogliere, per esempio, la forza di un passaggio come quello tratto da Il sapore della ciliegia che vi riportiamo nel video in basso. Autodidatta in senso stretto, fabbricò per sé stesso espedienti linguistici, sotto forma di formule e tecniche, che nessuno prima di lui aveva adottato.

Dopo l’elezione a Presidente dell’Iran di Ahmadinejad, Kiarostami decide di lasciare il proprio paese e girare film all’estero, di cui il più fortunato è certamente Copia conforme (2010), che valse a Juliette Binoche il Prix d’interprétation féminine a Cannes. C’è stato tempo anche per un ultimo film da presentare in Croisette, ossia Qualcuno da amare, in Concorso nell’edizione del 2012. Difficilmente dimenticheremo la sua lezione circa la possibilità di un cinema che veicoli tanto con poco, attraverso un’economia a tutto tondo che non è espressione di mero pauperismo iconografico bensì di amore per l’essenziale. Requiescat in pace.

I Video di Blogo

35 film da vedere secondo Paul Thomas Anderson