Paolo Genovese a Blogo: "Non dirigerò il remake USA di Perfetti Sconosciuti"

Il regista di Perfetti Sconosciuti a Giffoni 2016 per incontrare i giurati.

Un film positivo, sulla bellezza della vita, che sarà l'opposto di Perfetti Sconosciuti e che sarà ambientato all'estero, tra New York e Shanghai: questo per ora quel che frulla nella mente di Paolo Genovese, incontrato al Giffoni Film Festival prima del suo incontro con i ragazzi della Masterclass e delle giurie. Quel che sembra certo è solo il titolo, "Il primo giorno della mia vita": una storia che si muove intorno all'incrocio tra culture, di etnie, di esperienze, proprio come qui al Giffoni. Dice di non aver ancora pensato a un cast, anche se ha raccontato di aver scritto Perfetti Sconosciuti pensando a chi avrebbe potuto interpretare i personaggi. E hanno accettato tutti. In questo caso invece si pensa a un cast internazionale.

A proposito di internazionale, si lavora al remake USA:

"Sto collaborando alla sceneggiatura, anzi mi avevano chiesto anche di girarlo, ma ho detto di no".

Con lui si ragiona anche di scrittura seriale, di showrunner, di cambiamenti di scrittura con l'arrivo di Netflix. Per qualcuno ha cambiato il modo di scrivere, ma per lui chi ha cambiato la scrittura è stato Twin Peaks. Come dargli torto.

Giffoni 2016 | Paolo Genovese | Il primo giorno della mia vita | Nuovo Film


  • 12.36

    "Il successo di un film è nella sceneggiatura. Penso che il film possa essere internazionale quando la storia può essere capita ovunque. Non sta nel girarlo all'estero o con attori stranieri. L'esportazione è forte quando il tema tocca il cuore senza barriere. Quando il film è invece molto egoriferito, culturalmente connotato, e penso alla comicità più territoriale".

  • 12.31

    Come si fa a convincere l'estero se non siamo convinti neanche noi: "Portare un film all'estero non è conveniente economicamente per i produttori. Devi fare i sottotitoli, la promozione, la distribuzione... i rientri raramente superano gli investimenti. Per questo parlo, e penso, a un sostegno istituzionale all'esportazione per i produttori, almeno nella promozione dei film: penso che sia un'operazione di promozione culturale che possa valere più dei mille eventi che si fanno nel mondo, dalle sagre alle mostre, ma che non considerano il cinema".

  • 12.22

    Si parla tanto della rinascita del cinema italiano, ma il settore parla di malato grave con incassi in perdita. Bastano questi fenomeni? "Non bastano questi fenomeni. Ogni volta che sento parlare di rinascita sorrido, in realtà continua a morire. Non basta l'annata buona, ci vogliono risultati costanti, in crescita qualitativamente e quantitativamente. Se pensiamo agli ascolti, al netto del fenomeno Zalone, siamo inguaiati. Non ci sono abbastanza film belli: se ce ne sono la gente va a vederli. Il cinema è un atto di fiducia del pubblico: ogni film italiano fa bene a quello successivo. Bisogna innestare un circolo virtuoso che corrisponde a una percezione di qualità del nostro cinema. Se lo percepisco come tale allora il mercato riprende. C'era un periodo in cui solo perché era italiano, un film non si andava a vederlo. C'è ancora tanto e basso la responsabilità è anche nostro. C'è anche un problema di istutzioni che non sostengono. Manca una politica culturale in Italia. Per questo Giffoni mi emoziona: lo dico sempre che fare cultura con i ragazzi è fondamentale, anche perché mai come oggi la dimensione comunicativa loro è l'audiovisivo che potrebbe essere educativo. Non c'è il cinema nelle scuole, vi rendete conto? Una follia! Sono ovvietà quelle che dico, ce le diciamo da dieci anni, ma non esiste una cultura del cinema sul piano istituzionale. Terzo aspetto la pirateria, che toglie il 30% del mercato. E' tanto per un film. Porta un danno economico importante, facendo passare un film dall'utile al passivo, e anche culturale, perché ci si abitua a un'immagine scarsa, contrabbandata, e un audio pessimo. E' come guardare un'opera d'arte in fotografia. Anche qui c'è un problema istituzionale: anche i miei figli scaricano, non percepiscono assolutamente l'illegalità. E' un problema per il cinema italiano.

  • 12.20

    Quando abbiamo scritto la sceneggiatura abbiamo pensato a chi avrebbe potuto fare quei ruoli. Alla fine abbiamo chiesto loro la disponibilità hanno detto tutti sì. Sono i migliori attori.

  • 12.19

    Questo film sarà il contrario, molto positivo sul senso della vita. Probabilmente viene come reazione a questo momento, in cui tutto il mondo sembra andare a fuoco. Sarà invece un flm sulla bellezza della vita.

  • 12.14

    Adesso che succede? "E' stato un successo inaspettato. Sulla carta era un film chiuso, in na stanza, apparentemente senza grandi potenzialità commerciali. Ma una storia emozionante puoi raccontarla in qualunque contesto. Sono strafelice anche perché le commedie non sempre incontrano i favori della critica, vincono premi e vengono esportati. Ora? Come qualunque successo, ti viene un po' d'ansia e mi sento più responsabile. Bisogna utilizzare questa opportunità, un po' come dovrebbero fare i politici. Penso alla Raggi: il successo plebiscitario della Raggi è come un successo al box office, va sfruttato. Quando hai un successo come questo, tendi ad avere carta bianca. Qualunque cosa porta oggi a un produttore mi dicono di sì e proprio per questo farò qualcosa di rischioso, fuori dagli schemi. Quando hai la possibilità di rischiare va fatto. Ho il titolo: Il primo giorno della mia vita. Diverso da PF, che è invece cinico e amaro.

  • 12.13

    Paolo Genovese è arrivato.


Paolo Genovese a Giffoni 2016


Il regista di Perfetti Sconosciuti a Giffoni 2016 per incontrare i giurati.

Paolo Genovese incontra i giurati del Giffoni 2016 sull'onda del successo di Perfetti Sconosciuti e in vista dell'uscita della serie di Immaturi, di cui è direttore artistico.

Lo seguiamo in conferenza stampa, sperando che abbia voglia di raccontare un po' cosa di sé. Intanto l'abbiamo visto nelle vesti di Carabiniere per un cameo nella serie di 8 puntate, tratta dai suoi due film, che andrà in onda nel 2017 su Mediaset e che vede alla regia Rolando Ravello. Genovese ha firmato la sceneggiatura con Paola Mammini e Giovanna Guidoni.

Vediamo quali saranno i suoi prossimi progetti.

  • shares
  • Mail