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American Scrat: ossessione glaciale

L’omaggio di Cineblog a Scrat e alla sua ghianda

4 capitoli in 10 anni. E quasi 3 miliardi di dollari incassati in tutto il mondo. Sono i numeri stratosferici della saga preistorica partorita dagli studi della Blue Sky. E se i protagonisti non fossero tutti di pixel non potrebbe negarsi che almeno il 30% di questo malloppo dovrebbe toccare di diritto a Scrat (rigorosamente in ghiande s’intende…)

Perché se la saga de L’era glaciale ha avuto il merito di far conoscere al pubblico bradipi imbranati e logorroici (Sid), mammut burberi ma paterni (Manny) e uno smilodonte dal cuore tenero (Diego), noi saremo eternamente grati alla Fox, per averci regalato una delle più anarchiche e destabilizzanti creature animate di inizio millennio: Scrat, lo scoiattolo ossessivo-compulsivo!

Gli scienziati assicurano che nel Pleistocene un simile roditore coi denti a sciabola è davvero vissuto, anche se non aveva la pupilla ipertrofica ed era ghiotto per lo più di larve e insetti. Della verosimiglianza biologica, tuttavia, poco ci importa (almeno sullo schermo).

American Scrat: ossessione glaciale

Perché Scrat, dell’intera saga animata, rappresenta il puro caos, l’imprevedibilità, l’elemento anarcoide che fa virare la struttura piacevolmente prevedibile delle storie animate (e animali) verso vette di impagabile ed esilarante schizofrenia, paragonabili solo ai più folli Looney Tunes dei tempi d’oro.

Al punto da far sospettare che tutte le trame della fortunata saga (ad eccezione del primo, inarrivabile capitolo) altro non siano che il pretesto narrativo per mettere in scena quei folgoranti ed irresistibili siparietti da cinema muto che hanno come protagonista nient’altro che una ghianda e il suo stressatissimo possessore.

Per quanto possa amare l’intera combriccola (nella quale è doveroso citare anche il furetto Buck del terzo capitolo, che da solo varrebbe uno spin-off) non riesco a omaggiare questo quarto film senza passare sempre per il mitico Scrat.

L’omaggio qui proposto, lo vede fissare con desiderio la sua adorata Scrattina fluttante e maliziosa fra le ghiande proprio come la Mena Suvari del film di Sam Mendes… Ma siamo sicuri che quello sguardo sia (veramente) rivolto a lei?…