Sposò un comico nobile e fu felice: Franca Faldini

Franca Faldini ci ha salutato in punta di occhi, i suoi meravigliosi occhi che incantarono il principe Totò che aveva nuovo bisogno d’amore e di bellezza, era giovane, intelligente, sensibile… fu felicità

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Quando Totò si presentò a Franca Faldini, giovane donna in cerca di nobiltà nel cinema, cosa disse: “Sono Totò, piacere”. O, invece, disse: “Sono Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comnemo Porfiriogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio”? Forse né l’uno né l’altro. Bastò un sorriso e Franca, ben disposta, rispose con un sorriso che sicuramente aveva preparato come dovesse andare sul set con il grande Totò, comico gigante e aristocratico di antico lignaggio, riconosciuto tale dopo lunghi processi di rivendicazione. Ma il set non era per un film, era per amore. Nel cinema, fra quelli che lo fanno o aspirano a farlo, ci si innamora come per procura, guardandosi sugli schermi. E fu così infatti che cominciò la grande storia d’amore che scese dai lenzuoli bianchi degli schermi alle alcove benedette dal matrimonio.

Fu una fiaba, quella vissuta da Antonio De Curtis detto Totò e Franca, appartenente a una famiglia romana che fuggì da Roma quando in Italia scattarono le leggi razziali, anno 1938. Fu l’incontro con un artista, Ben Stahl, colpito dalla bellezza della giovane donna che aveva come biglietto da visita due occhi meravigliosi, ad aprire la strada di Franca, raffigurata in “Momenti a Villa d’Este: emozioni dell’album di un pittore americano in viaggio per l’Europa”. Seguì un viaggio negli Stati Uniti, dove Franca vinse a Hollywood il premio Miss Cheesecake, dedicato alle attrici esordienti. Un dolce inizio, mentre in Italia le dive nascevano nei concorsi di miss: Sofia Loren, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida; e sposavano i produttori.

Franca, nel breve periodo americano,conobbe Jane Russelll, Marilyn Monroe, Gary Cooper, prese parte al film “Attente ai marinai” in una scena dove bacia Jerry Lewis, un comico allora famosissimo. Dicono le cronache mondane, studiate per il grande pubblico, che Totò si accorse dell’esistenza di Franca da quelle pagine con foto della bellissima e giovane attrice pubblicate dal settimanale “Oggi”.

Totò le vide, non esitò. Volle conoscere quella ragazza dagli occhi luminosi che era poco più grande della figlia Liliana. L’amore divampò, in una atmosfera di scandali. I due amanti, in cerca di matrimonio, furono additati come pubblici concubini; e loro, per risolvere, finsero nel 1954 un matrimonio a Lugano. Nacque un figlio, Massenzio, che morì durante il parto. Franca si ammalò. Il cinema la salvò, dicono ancora le cronache, sintonizzata sulla fiaba incamminata verso il successo.

Il primo film, 1952: “Totò e le donne”. E una dopo l’altra pellicole anche senza Totò, firmate da registi come Rossellini, Steno, Monicelli, Mattoli, grandi firme. Mattoli diresse un capolavoro di leggerezza e stile: “Un turco napoletano”, tratto da una commedia di Eduardo Scarpetta, una satira della borghesia ricca campana, in cui Franca è fra le adoratrici del “turco”,un “eunuco”, assunto da un possidente geloso fino alla morbosità per controllare le sue donne: dalla moglie alle bellissima figlie.

Fu un amore sincero, profondo, quello tra Franca e il principe Antonio de Curtis detto Totò? Lo chiesi, così, senza pudore, direttamente alla Faldini, in un incontro che conducevo per un filmato realizzato da RaiSatCinema, molti anni dopo la scomparsa del grande attore, quando Franca era diventata una scrittrice raccontando una interessantissima “L’avventurosa storia del cinema italiano”.

Lei rispose, serena, addolorata. Raccontò i giorni belli e i giorni della cecità di Totò. Parole profonde e commosse che si comunicarono tra le persone presenti nello studio. I suoi occhi ancora meraviglosi si bagnarono di lacrime. Anni di pazienza e di dedizione. Ecco chi era la giovane signora De Curtis e…Griffo Focas, tanti cognome ereditati: una intelligente ragazza bella e di talento che imparò a vivere e non a sopravvivere, amando il più famoso di tutti: Totò, il nostro Charlot. Una storia tra le le più belle tra quella magica, avventurosa saga che è stato il cinema degli schermi ma anche dei suoi segreti, delle sue vicende poco note.

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