Blair Witch: lo sceneggiatore svela dettagli sul finale (spoiler)

Lo sceneggiatore Simon Barrett rivela un finale alternativo per il sequel Blair Witch.

 

Simon Barrett sceneggiatore del recente e deludente sequel horror Blair Witch ha rivelato nuovi dettagli sul finale del film.

La trama segue un gruppo di studenti universitari che si avventurano nella foresta di Black Hills, nel Maryland, per cercare di svelare il mistero legato alla sparizione della sorella di James Donahue, Heather, avvenuta 17 anni prima e che in molti pensano sia collegata alla leggenda della Strega di Blair. Il gruppo è inizialmente ottimista, soprattutto quando alcuni abitanti del posto si offrono di guidarli nella foresta. Nel corso di una notte infinita, però, i ragazzi iniziano a sentire intorno a loro una presenza sinistra e lentamente si rendono conto che la leggenda è molto più reale e inquietante di quanto potessero immaginare.

Alla fine del film appare una creatura che in molti hanno pensato fosse Elly Kedward aka la Strega di Blair, ma Barrett ha rivelato su Twitter che "quella che si vede sullo schermo non è la strega, ma qualcun altro!".

Purtroppo lo sceneggiatore non rivela esattamente chi sia in realtà questo "qualcun altro", ma son in molti a pensare che la creatura sia in realtà Heather Donahue che nel frattempo si trasformata nella creatura che vediamo nel film.

 

La leggenda della strega di Blair

Nel 1785 alcuni bambini accusarono Elly Kedward di averli attirati nella sua casa per ucciderli. L’anziana donna fu accusata di stregoneria, bandita dal villaggio durante un inverno particolarmente rigido, legata e lasciata morire nel bosco. Tuttavia, il suo corpo non fu mai ritrovato. L’anno successivo, gli accusatori di Kedward, insieme alla metà dei bambini della città, svanirono nel nulla. Temendo fosse la conseguenza di una maledizione gli abitanti fuggirono da Blair e giurarono di non pronunciare mai più il nome di Elly Kedward. Negli anni seguenti, continuarono le misteriose sparizioni dei bambini nei boschi circostanti. Nel 1825, un anno dopo la fondazione di Burkittsville dove un tempo sorgeva Blair, undici testimoni giurarono di aver visto una donna pallida rapire Eileen Treacle, una ragazzina di 10 anni il cui corpo non fu mai ritrovato. Nel 1886 si registrò la scomparsa di un'atra bambina, Robin Weaver di anni 8. Un gruppo di ricerca partì per ritrovarla. La bambina venne ritrovata dopo tre giorni, ma la spedizione partita alla sua ricerca scomparve. Settimane più tardi i corpi della squadra di ricerca vennero trovati a Coffin Rock, legati insieme e sventrati. Tra il 1940 e il 1941 un totale di sette bambini scomparvero nei dintorni di Burkittsville in Maryland. Di queste sparizioni venne ritenuto responsabile un certo Rustin Parr. Dopo un’irruzione della polizia nella sua casa isolata nei boschi, i corpi dei sette bambini scomparsi vennero rinvenuti nella cantina dell'abitazione di Parr. I corpi sventrati presentavano i segni di un efferrato rituale. Parr rilasciò una piena confessione raccontando alle autorità che a costringerlo a massaccrare quei bambini fu il “fantasma di una donna anziana” che l'uomo aveva visto aggirarsi nei boschi nei dintorni della sua casa. Parr disse di aver rapito i bambini due alla volta, di averli portati nella sua cantina, costringendo uno a girarsi faccia al muro mentre uccideva l’altro. Parr fu giudicato colpevole, condannato e impiccato.

 

 

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Fonte: ScreenRant

 

 

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