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Lumière! La scoperta del cinema: la luce delle origini di nuovo in sala

Di nuovo al cinema e alle origini della più grande avventura della modernità, restaurata insieme al contributo tecnico e artistico dei Lumière!

di cuttv

Il ho scoperto il cinema un pomeriggio invernale di tanti anni fa, sognando la mia prima bicicletta insieme al piccolo Bruno, i Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, una Roma che ancora non conoscevo, una grande appassionata del neorealismo italiano e della settima arte come mia nonna.

Come lei, all’epoca ignoravo le origini e i meccanismi di un linguaggio ‘dinamico’ che avrebbe cambiato il mio modo di rappresentare la realtà, cogliere la poesia di luoghi e la visione di istanti strappati all’oblio della memoria e dell’immaginazione, grazie a studi ed esperimenti portati a compimento dai Lumière con le immagini in movimento dei loro primi film, sin dal 1895.

Sin da quel primo Sortie de l’usine Lumière strappato alla luce della fine dell’estate del 1894, filmando l’uscita di uomini e donne dalle officine di famiglia, ovvero la prima industria fotografica d’Europa, con più di 250 dipendenti nel 1884.

Una prima emblematica ripresa, seguita da quella delle nipotine di Auguste e Louis Lumière in giardino, un incendio, gare a cavallo, scene sulla spiaggia, lo sbarco dei fotografi al congresso di Lione, l’arrivo del treno, l’innaffiatore innaffiato, tutta Parigi ai nostri piedi salendo sulla torre Eiffel, colazioni, demolizioni e tutti i soggetti e le tematiche protagoniste delle 1422 vedute cinematografiche prodotte dalla Société Lumière fra il 1895 e il 1905.

[quote layout=”big” cite=”Thierry Frémaux e Bertrand Tavernier (Cineteca di Bologna)]”In Lumière a essere mostrata non è la Storia, ma la vita. E la vita è qualcosa di più profondo. È per questo che questi film sono così importanti: aprono la porta alla nostra immaginazione. È esattamente quello che oggi ci piace chiamare opera d’arte.”
[/quote]

Vedute ben note e ancore sconosciute, caratterizzate da una visione del mondo e dell’umanità ottimistica e positiva, pronte a tornare sul grande schermo con la selezione dei 114 film che documentano Lumière! La scoperta del cinema, per festeggiare i suoi primi 120 anni, grazie a Thierry Fremaux, direttore dell’Institut Lumièr e il presidente Bertrand Tavernie.

Un solo film per riportare al cinema le origini della sua invenzione, con la macchina capace di riprende, interpretare e raccontare il mondo in movimento, mentre lavora, gioca, vive, ricorda … ricorrendo alla luce, insieme a messa in scena e travelling, trucchi e remake, protagonisti di 114 film presentati per la prima volta nel nuovissimo restauro digitale in 4K, con la voce narrante di Valerio Mastandrea, che accompagna quello profonda e divertente dello stesso Frémaux, con le musiche di Camille Saint-Saëns.

L’occasione ideale di tornare alle origini della più grande avventura della modernità, con l’invenzione nata con l’aspirazione di intrattenere e documentare, destinate a nutrire due distinte “correnti di pensiero” e approcci al linguaggio.

Occasione colta dalla XXX edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, aperta sulle luce delle origini con il film di nuovo in sala il 3 ottobre e il viaggio arricchito dal contenuto di un cofanetto (due Dvd, un Blu-ray e un booklet di 80 pagine) e la mostra omonima, curata da Thierry Frémaux a partire dalle collezioni dell’Institut Lumière di Lione, esposta nel Sottopasso di Piazza Re Enzo, a Bologna, fino al 22 gennaio 2017.

Una mostra illuminante, per tutti quelli che ancora ignorano che Louis Lumière, prima di quella notte spesa ad ideare il cinematografo, a soli diciassette anni aveva già rivoluzionato la fotografia inventando l’istantanea (le lastre Étiquette bleue per fotografie rapide), seguita dalla fotografia a colori (Autochrome), la proiezione a 360° (il Photorama) e il cinema in 3D (proiezione stereofonica).

La mostra, con la grande installazione di tutti i 1422 film prodotti dal 1895 al 1905 dalla Société Lumière et fils, contribuisce a restituire il grande contributo dei Lumière, in qualità di inventori del cinema e dei suoi primi autori, di artisti (anche dell’inquadratura) e programmatori, distributori e imprenditori della prima grande industria della fotografia e del cinema in Europa.

In una parola tutto quello che intendiamo oggi come cinema comincia con i Lumière e il documentario nasce come strumento ideale per metterci davanti agli occhi il valore del loro contributo, a prova di secoli di cliché, pregiudizi e polemiche sull’invenzione del cinema (Edison, Marey, Bouly, Sladanowsky) o la gloria di Georges Méliès e chi lo ha seguito. Voi che valore attribuite alle origini della luce che ha messo in moto la settima arte?

[rating title=”voto cut-tv’s” value=”10″ layout=”left”]

Lumière! La scoperta del cinema (Lumière!, Francia, 2016, documentario) di Thierry Fremaux. Produttori Thierry Fremaux, Bertrand Tavernier e Maelle di Arnaud, per Institut Lumière di Lione e Sortie d’usine productions. Restauro realizzato da Éclair Group, condotto da Istitut Lumière in collaborazione con CNC, Cinématheque française e il laboratorio L’Immagine Ritrovata che lo distribuisce al cinema, dal 3 Ottobre 2016.

Lumière! La scoperta del cinema: curiosità

L’invenzione del cinema. Sperimentazioni e brevetti
Nel settembre del 1894 Antoine Lumière assiste a Parigi a una dimostrazione del kinetoscopio di Thomas Edison. Chino su questa macchina in grado di proiettare immagini in movimento riprese in studio, ne rimane fortemente impressionato, ma immediatamente intuisce che è possibile far di meglio: i kinetoscopi, disposti in batterie, proponevano a singoli spettatori immagini di fotografie animate piccole e poco luminose. “Bisogna far uscire l’immagine dalla scatola. Rientro a Lione: i miei figli ci riusciranno!”.
Nell’ottobre del 1894, su suo impulso, le ricerche hanno inizio nella fabbrica di Monplaisir. È Auguste, il figlio maggiore, a cominciare. Lo sappiamo perché egli ha sempre affermato che, non essendo venuto a capo di nulla, passò l’incombenza al fratello Louis. Il quale, nel dicembre del 1894, inventa un sistema di scorrimento della pellicola e di arresto sull’immagine che, grazie al fenomeno della persistenza retinica, è in grado di fornire la perfetta illusione del movimento. La sua idea è quella di creare un apparecchio leggero e versatile in grado di riprendere le immagini, stamparle, svilupparle e infine di proiettarle. “E così una notte, ha confidato Auguste Lumière a Paul Paviot, successe che mio fratello inventò il cinematografo”. Una sintesi dagli accenti lirici che nulla dice di un processo lungo e collettivo.
All’inizio del 1895 un caporeparto viene mandato negli Stati Uniti per acquistare fogli di pellicola flessibile e trasparente presso la New York Celluloid Company. Tagliato in strisce (di 35mm, come aveva fatto Edison) e perforato (un’unica perforazione tonda per fotogramma, a differenza questa volta di Edison, la cui pellicola presenta quattro perforazioni quadrate per immagine, modello che sarebbe poi diventato lo standard per il cinema), questo supporto, sufficientemente affidabile per uno scorrimento veloce, permette di ottenere una striscia unica: 17 metri di pellicola consentono di realizzare, a 16/18 immagini al secondo, una ‘veduta’ di circa 50 secondi (in Francia non lo si chiama ancora ‘film’).
L’arrivo di questo materiale da New York permette i primi esperimenti su pellicola e il deposito dei brevetti: uno, il 2 febbraio 1895, per “un apparecchio reversibile che consente di riprendere e di proiettare delle vedute animate”; l’altro, il 13 febbraio, per “un apparecchio che serve a ottenere e a guardare prove cronofotografiche”. Il nome ‘cinématographe’, depositato nel 1892 da un altro inventore, Léon Bouly, sarà utilizzato solo più tardi da Lumière (che il 30 marzo e il 6 maggio deposita due ulteriori certificazioni).(Thierry Frémaux)

Il primo film della storia del cinema

    Realizzai il mio primo film alla fine dell’estate del 1894: Sortie d’usine. Le donne hanno vestiti estivi e gli uomini portano cappelli di paglia. D’altro canto ci voleva un bel sole per girare la scena, perché l’obiettivo era poco luminoso, e non avrei potuto dunque girare la scena in inverno o alla fine dell’autunno. Sortie d’usine fu proiettata per la prima volta in pubblico a Parigi, rue des Rennes, alla Société d’Encouragement pour l’Industrie nationale. Era il 22 marzo 1895. La proiezione avvenne al termine di una conferenza voluta dall’illustre fisico Mascart, membro dell’Institut, allora presidente della società.
    (Louis Lumière, 1948)

28 dicembre 1895: la prima séance pubblica a pagamento
La prima proiezione pubblica a pagamento avviene dunque a Parigi, il 28 dicembre 1895. L’idea è venuta al padre, Antoine ‘lo sfarzoso’, uno che vedeva lontano e dava seguito alle sue idee. A un anno dall’incontro con il kinetoscopio di Edison, poteva lanciare lo spettacolo in sala, con un’immagine a grandezza naturale, di fronte a un pubblico. A Parigi mette in guardia i postulanti: il successo commerciale rischia di non avere futuro. È possibile che i Lumière abbiano ritenuto in effetti, almeno nei primi giorni, che si trattasse di un’infatuazione passeggera. Più tardi, ingaggiando a Monplaisir uno dei proiezionisti-operatori che partiranno alla conquista del mondo (Marius Chapuis, Francis Doublier, Alexandre Promio, Gabriel Veyre, uno fra i più talentuosi) monsieur Louis gli spiegherà che si tratta piuttosto di un mestiere da ambulante. Ma se è vero che lo sfruttamento diretto del cinematografo da parte dei Lumière durerà solo quindici mesi, una lettera di Louis al padre Antoine datata 14 ottobre 1895 prefigura una diffusione su scala internazionale imperniata su una rete di concessionari e proiezionisti. Tutto dunque era stato previsto, compreso il successo.
Louis Lumière, dunque un naif inconsapevole delle possibilità del suo cinematografo? Neppure per sogno. Georges Méliès insistette per ottenere dai Lumière la cessione dell’invenzione di famiglia: “No, gli rispese monsieur Antoine, il cinematografo non è in vendita. E ringraziatemi, giovanotto: questa invenzione non ha alcun futuro”. Parole divenute leggendarie ma troppo spesso citate fuori contesto, poiché i Lumière, avendo immediatamente compreso il valore dell’invenzione, svilupparono una strategia per cercare di stroncare sul nascere ogni possibile concorrenza. […]
Ma ritorniamo a quel mese di dicembre del 1895, quando Antoine Lumière si mette alla ricerca di un locale in cui proporre al pubblico proiezioni di ‘fotograie animate’. Esamina diverse soluzioni con l’aiuto di Clément Maurice, un vecchio impiegato di Monplaisir, accasatosi a Parigi come fotografo, proprio sopra il teatro Robert-Houdin diretto da Georges Méliès. Riiuta diverse possibilità al primo piano e si scoraggia quando gli viene segnalato, nel quartiere dell’Opéra, una sala secondaria del Grand Café, il Salon indien, un seminterrato che era stato utilizzato come sala da biliardo fino a quando la prefettura non aveva posto fine a un divertimento in cui una manciata di professionisti si imponeva troppo agevolmente su un cospicuo numero di dilettanti. Su richiesta del gestore M. Borgo, il proprietario, M. Volpini, accetta di affittare la sala per ospitare una nuova attrazione, preferendo un fisso di trenta franchi al giorno rispetto a una percentuale del 20% sugli eventuali incassi (di incassi ce ne saranno, e M. Volpini farà quello che potremmo considerare come il primo cattivo affare della storia del cinema). Ci si affretta per approfittare degli svaghi della fine dell’anno, vengono mandati alcuni inviti per sabato 28 dicembre 1895. Clément Maurice è alla cassa. Charles Moisson gira la manovella. Jacques Ducom, assistito da Francis Doublier, si occupa della sostituzione delle bobine. Sul marciapiede del boulevard des Capucines, lo striscione “CINEMATOGRAPHE LUMIÈRE. ENTRÉE UN FRANC” è sottolineato da un imbonitore. Ma fa freddo, i giornali parlano piuttosto del matrimonio della cantante Yvette Guilbert e della morte del ‘petit Sucrier’ Max Lebaudy. La sera della prima séance ci sono trentatré spettatori paganti per un programma di circa mezzora. E uno spettatore di rilievo: Georges Méliès. “Di fronte a questo spettacolo, ha scritto, restammo tutti a bocca aperta, stupefatti, sorpresi al di là di ogni immaginazione. Alla fine della rappresentazione fu un delirio, tutti si domandavano come fosse stato possibile raggiungere un risultato simile“. Nei giorni successivi, sono migliaia gli spettatori che scendono le scale del seminterrato di quello che oggi è l’hotel Scribe.(Thierry Frémaux)

In pochi mesi c’è un inarrestabile proliferare di sale. A dicembre il cinematografo dei fratelli Lumière arriva a Shanghai. proiettato di fronte ad un collegio di scienziati con un prototipo costruito dal caporeparto Charles Mosisson. Sarà poi l’ingengere Jules Carpentier a realizzarne 200 copie.

Il primo tentativo di sincronizzazione

    Dopo Sortie d’usine, abbiamo cinematografato le nostre nipotine in giardino, poi un incendio, delle gare a cavallo, delle scene sulla spiaggia. Ho un ricordo abbastanza divertente che risale al Congresso della Fotografia di Lione del 1895. Tutti i congressisti erano andati in gita sul fiume Saòne. Io sbarcai per primo, ripresi la loro discesa dal battello e la mostrai loro l’indomani. Furono molto stupiti. Lo stesso giorno tentai una sincronizzazione abbastanza semplice e primitiva: feci recitare al signor Janssen un monologo mentre lo riprendevo. Feci la stessa cosa con il signor La-grange e l’indomani proiettai questi due film mentre i due protagonisti, nascosti, recitavano il monologo del giorno prima. Non è curioso questo primo tentativo di sincronizzazione?
    (Louis Lumière, 1920)

[accordion content=”Abbiamo messo in scena qualche film comico al quale partecipavano parenti, amici, impiegati, come ad esempio Le Photographe, una scenetta che aveva come protagonisti mio fratello Auguste e il fotografo Maurice, che sarebbe in seguito diventato il nostro concessionario del cinematografo del Grand Café. Poi ancora Charcuterie américaine. Mostravamo una macchina per fare le salsicce. Si metteva un maiale da una parte e le salsicce uscivano dall’altra, e viceversa. Io e mio fratello ci siamo divertiti moltissimo a costruire questa macchina, nella nostra proprietà di La Ciotat, e vi abbiamo fatto scrivere sopra “Crack, salumiere di Marsiglia”.
(L.L., 1948)

[Partie d’écarté]
I protagonisti sono mio padre, Antoine Lumière, che si accende un sigaro. Di fronte a lui il suo amico prestigiatore Trewey che dà le carte. Trewey fu anche l’organizzatore, a Londra, delle rappresentazioni del cinematografo, e prese parte anche ad altri film, Assiettes tournantes ad esempio. Il terzo giocatore, quello che versa la birra, è mio suocero, fabbricante di birra, signor Winkler, di Lione. Il cameriere è quello della casa. È nato a Gonfaron. Un meridionale purosangue, allegro e pieno di spirito, che ci intratteneva con battute e storielle.

[Arrivée d’un train à La Ciotat]
L’ho girato nella stazione di La Ciotat nel 1895. Si vede sul marciapiede una bambina che saltella, tenuta per mano dalla madre e dalla tata. È la prima delle mie figlie, signora Trarieux, e ora è quattro volte nonna. Mia madre, che le accompagnava, è riconoscibile dalla mantellina scozzese.

[Démolition d’un mur]
L’ho girato nella nostra fabbrica di Montplaisir dove stavamo facendo dei lavori. L’uomo in maniche di camicia che dirige gli operai è mio fratello Auguste. Al Grand Café, a partire dal gennaio del 1896, si proiettava il film invertendo il senso dello scorrimento della pellicola, così che sembrava che il muro si costruisse da solo, sorgendo da una nuvola di polvere. Fu il primo trucco cinematografico.

[Repas de bébé]
Fu girato nel nostro giardino a Lione. Sono mio fratello Auguste e sua moglie accanto alla loro bambina.

[Arroseur et arrosé]
Anche se non ricordo in maniera precisa, credo che l’idea del soggetto mi fosse suggerita da un episodio riguardante mio fratello piccolo Édou-ard, che abbiamo disgraziatamente perso durante la guerra 1914-1918 in cui era aviatore. Ma all’epoca era troppo giovane per impersonare il bambino che mette il piede sul tubo per annaffiare. Lo sostituii con un giovane apprendista del laboratorio di falegnameria, Duval, morto dopo essere stato per quarantadue anni capo della sezione imballaggi della fabbrica. L’annaffiatore era il nostro giardiniere, signor Clerc, ancora vivo dopo essere stato, anche lui, impiegato per quarant’anni nella nostra fabbrica. Si è ritirato in pensione dalle parti di Valence.” title=”Gli altri film raccontati da Louis Lumière”]

Gli operatori
Ben presto il desiderio di riprendere quanti più luoghi e popolazioni possibili, anche allo scopo di attirare un pubblico sempre più vasto, rese necessaria l’assunzione di un ampio gruppo di operatori. Gli operatori seguivano un tirocinio molto impegnativo e giravano, su consiglio di Louis, quasi sempre in esterno per approfittare della luce naturale. Fra i suggerimenti dei fratelli Lumière vi era anche quello di filmare le sfilate e gli eventi pubblici per accattivarsi il consenso e l’appoggio delle autorità.

    Istruii degli operatori alle officine. Il primo operatore fu Félix Mesguich, che avrebbe poi fatto il giro del mondo con la sua macchina per immagini e organizzato, il 18 giugno 1896, il primo spettacolo in America. Gli operatori si chiamavano allora proiezionisti. Questo mestiere nuovo suscitò ben presto entusiasmi. Consideravo il cinema come un gioco e non come un affare. Io fornivo l’apparecchio. Il proprietario della sala pagava l’operatore, poi ci dividevamo il guadagno. Quella contabilità semplice ed onesta era ben lontana dagli espedienti frenetici e misteriosi dell’industria cinematografica attuale.
    (L.L., 1935)

Antoine Lumière
Il padre di Auguste e Louis nasce nel 1840 nell’Haute-Saòne (discendente, pare, di un accenditore di ceri nelle chiese, da cui il cognome). Antoine era dotato di una forte personalità, di uno spirito artistico e anticonformista, come testimoniano le sue passioni per la pittura e il canto e soprattutto il modo in cui diede impulso e poi incoraggiò fin dal 1894 l’invenzione dei suoi figli. […]
Sposato a diciannove anni, Antoine si stabilisce a Besançon lavorando come pittore e poi come fotografo. È in questa città che nascono i suoi due primi figli; Auguste, nel 1862, e Louis, nel 1864. Nel 1870 la famiglia Lumière si trasferisce a Lione. Affarista nato (anche se con alterne fortune), Antoine apre uno studio di fotografia in pieno centro. Segue con attenzione il succedersi delle invenzioni nel campo delle immagini e non manca di garantire una solida formazione ai figli: Louis e Auguste sono allievi della Martinière, il più importante istituto tecnico di Lione.
Nel 1881 il figlio minore, Louis, a soli diciassette anni mette a punto un procedimento fotografico istantaneo, denominato Étiquette bleue, che prima e più ancora del cinematografo, assicurerà alla famiglia fama e lauti guadagni. Per fabbricare e commercializzare le preziose lastre di vetro, Antoine Lumière acquista un terreno a Monplaisir, un’area della prima periferia di Lione servita dal tram: nasce così la Société Lumière et Fils. Raggiunta rapidamente, la fortuna continua a sorridere. La fabbrica si sviluppa e, a partire dal 1895, comincia l’avventura del cinematografo.(Thierry Frémaux)

    Mio padre era un ‘poeta’
    Mio padre, Antoine Lumière, rimase orfano a quindici anni. I suoi genitori morirono di colera. Fu cresciuto dal pittore Auguste Constantin che gli insegnò a disegnare. Divenne pittore d’insegne e decoratore, all’inizio in un’azienda di Parigi, e più tardi a Besançon. È lì che siamo nati io, mio fratello Louis e mia sorella maggiore Jeanne. Dopo la guerra del 1870 mio padre si trasferì a Lione dove costruì una società con il fotografo Fatalo. Aveva aperto uno studio in rue de la Barre, dove c’erano magazzini oggi scomparsi, dati in affitto dalle suore del ricovero di place Bellecour. Al posto di quegli edifici oggi c’è la posta centrale di Lione. Mio padre era un ‘poeta’. Appena guadagnava un po’ di soldi, li sperperava. Detestava la scienza e tutti gli scienziati… […]
    Mio padre aveva fatto parte della Guardia nazionale. Aveva una gran bella voce e poiché la vita a casa non era sempre facile, qualche volta andava a cantare al casinò, e si era specializzato in canzoni patriottiche. Nei corridoi del casinò ha conosciuto il prestigiatore Trewey, il cantante Plessis e altri artisti che sono diventati suoi amici. Appena gli affari andarono meglio, mio padre fece subito costruire una casa per installarvi la sua attività. Era un’operazione rischiosa perché il terreno di rue de la Barre non era suo e poteva essere chiesto indietro in qualsiasi momento dal ricovero. Fotografava le persone nel cortile dietro la casa, su un fondale che aveva dipinto lui stesso. Era molto bravo nei ritratti e molti artisti dell’epoca si sono fatti fotografare da lui, come Savorgnan de Brazza, Tony Revillon, l’esperto di calcoli Inaudi ecc.
    Intorno al 1878, sui giornali specializzati di fotografia, si cominciò a parlare del procedimento al gelatino-bromuro d’argento. Fino ad allora le uniche lastre in commercio erano quelle preparate da Bernaert de Gand, secondo il procedimento di van Monckhoven. Mio padre usava le lastre al collodio umido preparate in un laboratorio nello scantinato. Comprese subito che il gelatino-bromuro aveva un futuro e provò le formule pubblicate nelle riviste di fotografia. Ma poiché le formule erano imperfette, il tempo di posa era ancora più lungo di quello richiesto dal collodio umido. Un fallimento completo. Mio padre non era in grado di perfezionare le formule. Come ho già detto, non aveva conoscenze scientifiche.
    (Louis Lumière, 1946)

Il restauro

Nel 2009, in occasione della prima edizione del festival Lumière, l’Institut Lumière, in collaborazione con il Centre National du Cinéma e Cineteca di Bologna, ha realizzato un restauro digitale in 2K. Nel 2013 fu deciso che, in occasione dei 120 anni dalla nascita del cinematografo nel 2015, circa 150 film Lumière sarebbero stati restaurati in 4K, ovvero l’ultima frontiera del restauro, e a partire da elementi negativi e positivi provenienti dalla collezioni della Cinémathèque française, dell’Institut Lumière e del CNC, conservati à Bois d’Arcy. Questo restauro ha portato alla stampa di un nuovo negativo, di copie 35mm e di un DCP permettendo ai film di poter essere proiettati sugli schermi di tutto il mondo. Ed è alla base di questo cofanetto. Il taglio delle immagini e la velocità di proiezione sono stati oggetto di una riflessione. Il bilanciamento delle luci non è stato necessario: una volta restaurati, i film Lumière hanno ritrovato naturalmente lo splendore del loro bianco e nero voluto dal ‘fotografo’ Louis Lumière. È possibile vederli in versione muta. O anche con un accompagnamento musicale: quello di Camille Saint-Saëns, un contemporaneo di Lumière, è sembrato il più appropriato. È stato infine aggiunto un commento audio per consentire di addentrarsi meglio nella storia e nell’estetica di questa straordinaria produzione.

[accordion content=”Questa selezione di 114 film è stata fatta a partire dalle 1422 vedute cinematografiche prodotte dalla Société Lumière fra il 1895 e il 1905. I film sono stati assemblati in un montaggio rappresentativo dei temi e dei soggetti affrontati da Louis Lumière e dai suoi operatori.

Capitolo 1
L’INIZIO
Sortie d’usine III
Uscita dalla fabbrica III
n. 91, 3, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1896

Sortie d’usine II
Uscita dalla fabbrica II
n. 91, 2, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1896

Sortie d’usine
Uscita dalla fabbrica I
n. 91, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1895

Débarquement du congrès de photographes à Lyon
Sbarco dei fotografi al congresso di Lione Fuori catalogo, Louis Lumière, Francia, Neuville-sur-Saóne, 1895

Repas de bébé
Colazione del bimbo
n. 88, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1895

Forgerons
Fabbri
n. 51, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1895

Arroseur et arrosé
Innaffiatore e innaffiato n. 99, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1895.

Partie d’écarté
Partita a carte
n. 73, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Arrivée d’un train à La Ciotat
Arrivo di un treno a La Ciotat n. 653, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1897

Démolition d’un mur
Demolizione di un muro n. 40, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Démolition d’un mur (à l’envers)
Demolizione di un muro (al contrario) n. 40, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Capitolo 2
LIONE, LA CITTÀ DEI LUMIÈRE
Panorama de l’arrivée en gare de Perrache pris du train
Panorama dell’arrivo nella stazione di Perrache ripreso dal treno
n. 130, operatore non identificato, Francia, Lione, 1896

Arrivée d’un train à Perrache
Arrivo di un treno a Perrache
n. 127, operatore non identificato, Francia, Lione, 1896

Place des Cordeliers
n. 128, operatore non identificato, Francia, Lione, 1895

Place Bellecour
n. 129, Louis Lumière, Francia, Lione, 1896

Enfant pèchant des crevettes
Bambino a pesca di gamberetti
n. 45, Alexandre Promio, Gran Bretagna, 1896

Le Goùter des bébés
La merenda dei bimbi
n. 654, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1897

Quai de l’Archevèché
n. 158, operatore non identificato, Francia, Lione, 1896

Place du Pont
n. 1126, operatore non identificato, Francia, Lione, 1897

Concours de boules
Partita a bocce
n. 27, operatore non identificato, Francia, Lione, 1896

Capitolo 3
INFANZIA
Baignade en mer
Bagno in mare
n. 11, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1895

Enfants jouant aux billes
Bambini che giocano a biglie
n. 50, operatore non identificato, Francia, 1896

Défilé de voitures de bébés à la pouponnière de Paris
Sfilata di veicoli per bambini all’asilo di Parigi
n. 1099, operatore non identificato, Francia, Versailles Porchefontaine, 1897

La Petite fille et son chat
La bambina e il suo gatto
n. 1100, operatore non identificato, Francia, Lione Monplaisir, 1900

Premiers pas de bébé
Primi passi del bimbo
fuori catalogo, operatore, luogo e anno non identificati

Pèche aux poissons rouges
Pesca dei pesci rossi
n. 69, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1895

Petit frère et petite sceur
Fratellino e sorellina
n. 658, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Capitolo 4
LA FRANCIA CHE LAVORA
Ateliers de La Ciotat
Laboratori di La Ciotat
n. 2, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Chaudière
Caldaia n. 20, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Ouvriers réparant un trottoir en bitume
Operai che riparano un marciapiede con il bitume
n. 833, operatore non identificato, Francia, 1897

Défournage du Coke
Uscita del carbon coke dai forni
n. 122, operatore non identificato, Francia, Carmaux, 1896

Bains sur la Saòne
Bagni sulla Saona
n. 562, operatore non identificato, Francia, Lione, 1897

Laveuses sur la rivière
Lavandaie sul fiume
n. 626, operatore non identificato, Francia, 1896

Transport d’une tourelle par un attelage de 60 chevaux
Torretta trasportata da un tiro di 60 cavalli
n. 770, operatore non identificato, Francia, 1896

Pèche aux sardines
Pesca di sardine
n. 70, Louis Lumière, Francia, 1896

Les pompiers, I: passage des pompes
I pompieri, I: passaggio delle pompe
n. 778, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1896

Attelage d’un camion
Traino di un carro
n. 627, operatore non identificato, Francia, 1896

Capitolo 5
LA FRANCIA CHE SI DIVERTE
Départ de cyclistes
Partenza di ciclisti
n. 33, Louis Lumière, Francia, Lione, 1896

Course en sacs
Corsa nei sacchi
n. 109, Louis Lumière, Francia, Lione Monplaisir, 1896

Partie de boules
Partita di bocce
n. 72, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Partie de tric trac
Partita di tric trac
n. 74, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Départ en voiture
Partenza in carrozza
n. 32, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Chamonix: la mer de glace. Descente
Chamonix: il mare di ghiaccio. Discesa
n. 1207, operatore non identificato, Francia, Chamonix, 1899

Voltige
Volteggio
n. 194, operatore non identificato, Francia, Lione La Part-Dieu, 1896

Saut à la couverte
Salto della coperta
n. 192, operatore non identificato, Francia, Lione La Part-Dieu, 1896

Les Krémos: Pyramide
I Krémo: piramide
n. 1044, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1899

Les Krémos: Sauts périlleux
I Krémo: salti mortali
n. 1040, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1899

Capitolo 6
PARIGI 1900
Panorama pendant l’ascension de la Tour Eiffel
Panorama salendo sulla Torre Eiffel
n. 992, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1897

Bassin des Tuileries
Vasca delle Tuileries
n. 150, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1896

Le Retour. Aux Champs-Elysées
Il ritorno. Agli Champs-Elysées
n. 1020, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1899

Panorama des rives de la Seine, IV
Panorama delle rive della Senna, IV
n. 687, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1897

Les Escaliers du pont de l’Alma
Scalinata del ponte dell’Alma
n. 1172, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1900

Place de la Concorde (obélisque et fontaines)
Place de la Concorde (obelisco e fontane)
n. 693, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1897

Parvis de Notre-Dame
Saggrato di Notre-Dame
n. 691, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1896

Capitolo 7
IL MONDO A PORTATA DI MANO
La Canebière
n. 133, Louis Lumière, Francia, Marsiglia, 1896

La Plage et la mer
La spiaggia e il mare
n. 1220, Félix Mesguich, Francia, Biarritz, 1900

Fort de France – marché
Fort de France – mercato
n. 1389, Alexandre Promio, Francia, Martinica, 1902

Rentrée à l’étable
Ritorno alla stalla
n. 313, Alexandre Promio, Svizzera, Ginevra, 1896

Danse au bivouac
Danza al bivacco
n. 266, Alexandre Promio, Spagna, Madrid, 1896

Déchargement d’un navire
Scarico di una nave
n. 34, Alexandre Promio, Spagna, Barcellona, 1896

Panorama du Grand Canal pris d’un bateau
Panorama del Canal Grande da un battello
n. 295, Alexandre Promio, Italia, Venezia, 1896

Entrée du Cinématographe
Entrata del cinematografo
n. 250, Charles Moisson, Gran Bretagna, Londra, 1896

Pont de Westminster
Ponte di Westminster
n. 254, operatore non identificato, Gran Bretagna, Londra, 1896

Panorama pris du chemin de fer électrique, IV
Panorama da una ferrovia elettrica, IV
n. 707, Alexandre Promio, Gran Bretagna, Liverpool, 1897

Panoptikum – Friedrichstrasse
n. 219, operatore non identificato, Germania, Berlino, 1896

Pompiers: un incendie, II
Pompieri: un incendio, II
n. 711, Alexandre Promio, Irlanda, Dublino, 1897

Pompiers: exercices de sauvetage
Pompieri: esercitazioni di salvataggio, II n. 724, Alexandre Promio, Irlanda, Belfast, 1897

Panorama de la Corne d’Or
Panorama del Corno d’Oro
n. 416, Alexandre Promio, Turchia, Constantinopoli, 1897

Carovane de chameaux
Carovana di cammelli
n. 407, Alexandre Promio, Turchia, Gerusalemme, 1897

Porte de Jaffa: coté Est
Porto di Jaffa: lato Est
n. 401, Alexandre Promio, Turchia, Gerusalemme, 1897

Les Pyramides (vue générale)
Le Piramidi (veduta generale)
n. 381, Alexandre Promio, Egitto, Giza, 1897

Le Bey de Tunis et les personnages de sa suite descendant l’escalier du Bardo
Il Bey di Tunisi e i membri del suo seguito scendono la scalinata del Bardo
n. 1374, Alexandre Promio, Tunisia, Tunisi, 1903

Rue Tverskai’a
Via Tverskai’a
n. 307, Charles Moisson, Russia, Mosca, 1896

Broadway
n. 319, Alexandre Promio, Stati Uniti, New York, 1896

Défilé de policemen
Sfilata di policemen
n. 336, Alexandre Promio, Stati Uniti, Chicago, 1896

Baignade de chevaux
Bagno dei cavalli
n. 357, Gabriel Veyre, Messico, Guadalajara, 1896

Enfants annamites ramassant des sapèques devant la pagode des dames
Bambini annamiti che raccolgono monetine davanti alla pagoda delle signore
n. 1274, Gabriel Veyre, Indocina francese, Annam, 1899

Embarquement d’un bceuf à bord d’un navire
Imbarco di un bue a bordo di una nave
n. 1286, Gabriel Veyre, Indocina francese, Tonchino, 1899

Lutteurs japonais
Lottatori giapponesi
n. 925, Constant Girel, Giappone, Kyoto, 1897

Capitolo 8
LA COMMEDIA!

Arroseur et arrosé, II
Innaffiatore e innaffiato, II
n. 99, 2, operatore non identificato, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Bonne d’enfant et soldat
Bambinaia e soldato
Lione Monplaisir, 1897

Football
Calcio
n. 699, Alexandre Promio, Gran Bretagna, Londra, 1897

Patineur grotesque
Pattinatore grottesco
n. 117, Marius Sestier, Australia, Melbourne, 1896

Querelle de matelassières
Litigio fra materassaie
n. 948, operatore non identificato, Francia, 1897

24e chasseurs alpins: lecon de boxe
24esimo alpini: lezione di boxe
n. 171, operatore non identificato, Francia, Villefranche-sur-Mer, 1897

L’Amoureux dans le sac
L’innamorato nel sacco
n. 885, operatore non identificato, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Chapeaux à transformation
Trasformazioni di un cappello n. 105, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Explosion en mer
Esplosione in mare
n. 829, Alexandre Promio, Francia, Villefranche-sur-Mer, 1898

27e chasseurs alpins: assaut d’un mur
27esimo Alpini: assalto di un muro
n. 177, operatore non identificato, Francia, Mentone, 1897

Le Scieur de bois mélomane
Il segatore di legno melomane
n. 880, operatore non identificato, Francia, Lione Monplaisir, 1897

Danseuse de ballets
Ballerina classica n. 648, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1897

Charcuterie mécanique
Salumeria meccanica
n. 107, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896

Capitolo 9
UN NUOVO SECOLO
Locomobile
n. 639, operatore non identificato, Francia, Jonage, 1897

Machine à damer
Macchina per spianare
n. 637, operatore non identificato, Francia, Jonage, 1897

Scaphandrier
Palombaro
n. 92, operatore non identificato, Francia, 1896

Vue prise d’une plate-forme mobile, I
Veduta da una piattaforma mobile, I
n. 1155, operatore non identificato, Francia, Parigi, 1900

Descente des voyageurs du pont de Brooklyn
Discesa dei viaggiatori dal ponte di Brooklyn
n. 324, Alexandre Promio, Stati Uniti, New York, 1896

Puits de pétrole à Bakou. Vue de près
Pozzi di petrolio a Baku. Veduta ravvicinata
n. 1035, operatore non identificato, Russia, Baku, 1897

Lancement du Varese à Livourne
Varo della Varese a Livorno
n. 1086, Francesco Felicetti, Italia, Livorno, 1899

Capitolo 10
È GIÀ CINEMA

Vue prise d’une baleinière en marche
Veduta da una baleniera in movimento
n. 1241, operatore non identificato, Francia, Hyères, 1897

Accident d’automobile
Incidente automobilistico
fuori catalogo, operatore, luogo e anno non identificati

Bocal de poissons rouges
Vaso di pesci rossi
n. 18, operatore non identificato, Francia, 1896

Mauvais temps au port
Brutto tempo al porto
n. 1096, operatore non identificato, Italia, 1897

En file indienne sur les glaciers avec les raquettes, I. Montée
In fila indiana sui ghiacciai con le racchette, I. Salita
n. 1255, operatore non identificato, Francia, Alpi, 1899

En file indienne dans la montagne, I. Montée
In fila indiana in montagna, I. Salita
n. 1253, operatore non identificato, Francia, Alpi, 1899

Fumerie d’opium
Fumeria d’oppio
n. 1270, Gabriel Veyre, Indocina francese, Annam, 1899

Duel au pistolet
Duello alla pistola
n. 35, Gabriel Veyre, Messico, Città del Messico, 1896

Panorama pris d’un ballon captif
Panorama da un pallone frenato n. 997, operatore non identificato, Francia, 1897

Lancement d’un navire
Varo di una nave
n. 57, Louis Lumière, Francia, La Seyne-sur-Mer, 1896

Capitolo 11
A PRESTO LUMIÈRE
Le Squelette joyeux
Lo scheletro felice
n. 831, operatore non identificato, Francia, 1897

Danse serpentine
n. 765, operatore non identificato, Italia, Roma, 1897

Bataille de neige
Battaglia di neve
n. 101, operatore non identificato, Francia, Lione Monplaisir, 1896

Le Village de Namo: panorama pris d’une chaise à porteurs
Il villaggio di Namo:panorama ripreso da una portantina
n. 1296, Gabriel Veyre, Indocina francese, Namo, 1900

Colleurs d’affiches
Attacchini
n. 677, Alexandre Promio, Francia, Parigi, 1897

Écriture à l’envers
Scrittura al contrario
n. 42, Louis Lumière, Francia, La Ciotat, 1896″ title=”La selezione dei 114 film”]

Thierry Frémaux (29 maggio 1960, Tullins, Isère) è il delegato generale del Festival di Cannes e il direttore dell’Istituto Lumière di Lione.

I Lumière per pionieri e protagonisti della settima arte

C’è stato un tempo in cui il cinema sbucava dagli alberi, sorgeva dal mare, in cui l’uomo con la magica macchina da presa si fermava sulle piazze, entrava nei caffè, in cui tutti gli schermi spalancavano una finestra sull’infinito. Era il tempo di Louis Lumière. […]
Tutto ciò che intendiamo oggi come cinema – le opere, il pubblico, l’industria, la produzione, la creazione e la distribuzione –, tutto comincia con Louis Lumière. La scoperta del cinema si colloca esattamente il giorno in cui Louis Lumière piazza la sua macchina da presa davanti alla fabbrica del padre, inventa e mette in quadro la sua immagine, aggiunge qualche ‘condimento’ al gruppo di operai che stanno finendo di lavorare, per renderla più vivace senza alterarne la naturalezza, e filma l’uscita dalle officine Lumière. La macchina da presa non poteva che nascere da un demiurgo capace di essere nello stesso tempo un inventore e un creatore, uno scienziato e un artista, un industriale e un regista, un operatore e un fabbricante, un bricoleur e un analfabeta. In questo senso Louis Lumière supera Chaplin: nella misura in cui Chaplin utilizza uno strumento che non è stato lui a concepire. È nella misura in cui Louis Lumière è al contempo Mozart, Paganini e Stradivari, che egli è il padre del cinema.
Henri Langlois, direttore della Cinémathèque Française, pioniere del restauro e della conservazione delle pellicole cinematografiche

“Dimentichiamo il fatto che Lumière era contemporaneo di Manet, e che fu uno dei grandi impressionisti con Degas, Renoir, Bonnard. E invece lo si classifica come un tecnico del cinema. Al contrario, egli ha inventato il cinema perché fu un impressionista a modo suo. Le scene scelte da Lumière erano le stesse, riprendeva un tramvai come Monet dipingeva la Gare de l’Est o la Gare du Nord.” Jean-Luc Godard

“All’incirca settant’anni fa, per la prima volta, un uomo ha costruito una macchina da ripresa capace di catturare il movimento attraverso una serie di immagini in successione, e quindi ha potuto rivedere su uno schermo quel che prima aveva visto attraverso la lente dell’obiettivo: qualcuno che gira la testa, nuvole che passano nel cielo, fili d’erba che tremano, un viso che mostra il dolore o la gioia. Quell’uomo avrebbe capito Mouchette di Bresson. E sarebbe stato felice d’avere inventato qualcosa che può essere usato per creare tanta bellezza.” Wim Wenders

“Stephen Frears ha ragione quando dice che “hanno inventato tutto”. I carrelli, sistemando la macchina da presa su una chiatta o su un treno; o il primissimo piano, in quel film dove l’operatore inquadra in modo estremamente ravvicinato il volto di un rematore. E anche la suspense: ce la faranno i Krémo a finire il loro numero entro i fatidici cinquantotto secondi? I fratelli Lumière hanno immaginato l’inquadratura e il movimento. In due parole, hanno inventato la mise en scène.” Bertrand Tavernie