Film italiani, novità: iniziate le riprese di Dopo la guerra, a breve sul set Classe Z

Annarita Zambrano ha battuto il primo ciak del suo Dopo la guerra. Lunedì tocca a Guido Chiesa con Classe Z.

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Classe Z: Antonio Catania e Alessandro Preziosi prenderanno parte alla commedia della Colorado Film che Guido Chiesa girerà a roma da lunedì 17 ottobre. (Fonte Askanews)

Dopo la guerra: sono iniziate a Bologna le riprese del nuovo film scritto e diretta da Annarita Zambrano, co-coprodotto da Tom Dercourt, Stephanie Douet e Mario Bazzarotto, riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema. Il film è sostenuto da CNC, Regione Aquitania, Fondazione Gan per il cinema, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e con il contributo di Unipol Banca. Il film, che sarà girato in tre settimane, è ambientato tra la Francia (regione delle Landes) e Italia (Bologna), ed è interpretato da Giuseppe Battiston, Jean Marc Barr, Barbora Bobulova, Fabrizio Ferracane, Carolina Lanzoni, Elisabetta Piccolimini e Charlotte Cetaire. La sinossi:

In seguito all’omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, Marco (Giuseppe Battiston) – ex-militante di estrema sinistra condannato all’ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand – è accusato dallo Stato italiano di essere uno dei ‘cervelli’ dell’attentato e ne è chiesta l’estradizione. Ha inizio, così, la lunga fuga di Marco, assieme a sua figlia Viola (Charlotte Cetaire), che si trasforma ben presto in una guerra mediatica fatta di lettere e interviste. L’arroganza di Marco, che lo porta a difendersi ad ogni costo, trascinerà nel fango tutta la sua famiglia rimasta in Italia – sua sorella Anna (Barbora Boboulova), professoressa di italiano in un liceo “bene” bolognese, il cognato Riccardo (Fabrizio Ferracane), giudice penale in ascesa, Bianca (Carolina Lanzoni), la loro figlia di 10 anni e la madre Teresa (Elisabetta Piccolomini). Tutti, innocenti, si ritroveranno a pagare per le colpe passate di Marco senza capirne il perché.
Ciò che ne esce è l’affresco umano e politico di una famiglia inciampata nella storia, costretta ad affrontare la responsabilità dei vincoli di sangue e la violenza di un paese che non può – e non vuole – dimenticare o perdonare.
Dopo la guerra è una riflessione sulla colpa, sulla violenza che ritorna, sull’incapacità di guardare se stessi quando il dolore privato si fonde a quello pubblico.
Con uno sguardo colmo di compassione verso i suoi personaggi, dilaniati e accecati dai loro ideali, l’autrice ci racconta di un passato, mai perdonato né dimenticato, che ritorna preponderante nel presente, condizionando per sempre le vite di una famiglia diventata vittima di se stessa.

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