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Trieste Science+Fiction 2016: annunciato il programma ufficiale

Dall’1 al 6 novembre si terrà a Trieste l’oramai consueto appuntamento con il Science+Fiction. Ecco i film in programma nell’edizione 2016

pubblicato 22 Ottobre 2016 aggiornato 30 Luglio 2020 04:42

Ai nastri di partenza uno dei Festival a tema più importanti nel panorama europeo, il Trieste Science+Fiction 2016 ha ufficializzato il suo programma. Trasversale per vocazione, l’indole tematica consente, anzi per certi versi impone, di spaziare oltre al di là del cinema, che rimane comunque territorio centrale. Tutto questo a partire da martedì 1 novembre, fino a domenica 6 novembre.

Film di apertura sarà l’anteprima italiana di Morgan, prodotto da Ridley Scott e diretto dal figlio Luke Scott. Distribuito dalla 20th Century Fox, il film sbarcherà nelle sale italiane il prossimo 9 novembre. Nel cast figurano Kate Mara, Anya Taylor-Joy, Paul Giamatti, Toby Jones, Michelle Yeoh e Jennifer Jason Leigh. La musica è di Max Richter. Pre-apertura affidata a For the Love of Spock di Adam Nimoy, figlio dell’attore Leonard Nimoy, il mitico Spock della serie cult Star Trek, di cui ricorre il cinquantesimo. A chiudere invece sarà un film di cui abbiamo già parlato all’inizio dell’anno, da Berlino, ovvero Zero Days di Alex Gibney.

Che altro? Ospite d’eccezione dell’edizione 2016 sarà Rutger Hauer, a cui verrà consegnato il Premio Urania d’Argento 2016. Oltre a lui si segnala anche la presenza di altri due esponenti, a vari livelli, del nostro cinema, ossia Ruggero Deodato, il regista di Cannibal Holocaust che a Trieste porta il suo ultimo lavoro, Ballad of Blood, e Daniele Ciprì, il quale presenterà il suo nuovo progetto di web serie, Blatta. Di seguito tutti i titoli in anteprima quest’anno, così per come appaiono nel comunicato diramato dall’organizzazione.

Appartengono alla selezione cinematografica ufficiale (NEON) del Trieste Science+Fiction Festival 2016 i seguenti titoli in Anteprima e in Concorso: l’anteprima mondiale di Almost Dead di Giorgio Bruno, sei ore di tempo per trovare un siero capace di fermare un virus che trasforma gli esseri umani in zombie; Approaching the Unknown, scritto e diretto da Mark Elijah Rosenberg, al suo debutto, con Mark Strong nel ruolo del capitano William Stanaforth alle prese con la sua solitaria missione su Marte; l’austriaco Attack of the Lederhosenzombies di Dominik Hartl, zombie movie ambientato in un rifugio di montagna; il greco Blind Sun di Joyce A. Nashawati, disegno di un futuro prossimo in cui l’acqua scarseggia, la violenza sociale monta e il sole, fortissimo, arde impietoso; Creative Control di Benjamin Dickinson, film che esplora la realtà aumentata e le relazioni interpersonali nella Brooklyn di domani; Embers di Claire Carré, già definito uno dei più memorabili film di fantascienza indipendenti degli ultimi dieci anni, in cui i sopravvissuti a un’epidemia globale cercano di dare un senso alla loro vita in un mondo senza memoria; l’inglese Kill Command di Steven Gomez, che, in un ritorno ai temi di Terminator e Robocop, presenta un’unità d’élite dell’esercito inviata su di un’isola per testare i più recenti prototipi di macchine per uccidere; Mon Ange di Harry Cleven, poetica fiaba sci-fi tra una ragazza che non può vedere e un ragazzo che non può essere visto; The Open di Marc Lahore, ambientato in uno scenario di guerra globale, dove c’è ancora chi non vuole arrendersi alla catastrofe e rinunciare al tennis; Realive di Mateo Gil, sceneggiatore di Vanilla Sky e Mare dentro che racconta una storia di ibernazione e resurrezione hi-tec; il primo film di fantascienza serbo, The Rift di Dejan Zečević, in cui un satellite precipita sulla Terra portando con sé qualcosa da un altro mondo; Sum of Histories di Lukas Bossuyt, incentrato sugli effetti di una scoperta strabiliante: è possibile mandare email nel passato; l’anglo-iraniano Under the Shadow di Babak Anvari, che riflette sulla condizione della donna nel dopo rivoluzione a Teheran attraverso l’archetipo della casa posseduta e la mitologia dei djinn; Virtual Revolution di Guy-Roger Duvert, ambientato nella Parigi del 2047, divisa tra “connessi”, la stragrande maggioranza, e “viventi”, una piccola élite ancora attaccata alla realtà; Vulcania di José Skaf, un luogo misterioso, perso nello spazio e nel tempo; e, infine, Monolith di Ivan Silvestrini, thriller sci-fi italo-americano tratto dalla grafic novel di Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog per Bonelli Editore, Mauro Uzzeo e LRNZ, in cui il Monolith del titolo è il SUV più sicuro del mondo, costruito per proteggere i propri cari da qualsiasi minaccia.

Gli altri film Fuori Concorso: l’argentino Daemonium: soldato dell’inframundo di Pablo Parés, autentico tourbillon sci-fi nel quale magia e tecnologia coesistono con umani e demoni; I Am not a Serial Killer di Billy O’Brien, storia di un ragazzo incapace di amare che combatte un mostro che uccide per amore; il gore indiano Ludo di Q e Nikon, un gioco semplice ma mortale di cui cadono vittime quattro adolescenti; il francese Moonwalkers di Antoine Bardou-Jacquet, commedia cult sulle leggendarie riprese in studio dell’allunaggio dell’Apollo 11; La rage du démon di Fabien Delage, brillante indagine sul ritrovamento di un film raro, affascinante e pericoloso, attribuito a George Méliès; l’accoppiata coreana firmata da YEON Sang-Ho con l’animazione adulta Seoul Station, storia di divoratori e divorati in una Seul in cui è difficile trovare un rifugio, che fa da prequel al survival horror Train to Busan, in cui i passeggeri di un treno lottano contro una terribile epidemia che trasforma tutti in zombie; l’exploitation americano Southbound, cinque racconti ad incastro tra incubi e segreti in una lunga notte su una strada desolata; il giapponese Terraformars del regista cult per eccellenza Takashi Miike, autentica gemma sci-fi ambientata su Marte nel 2599 tra insettoni mutanti e super mercenari.