Roma 2016, considerazioni finali e voti sulla Festa del Cinema

Eletto il vincitore del pubblico, Captain Fantastic, è tempo di considerazioni finali nei confronti dell'undicesima Festa del Cinema di Roma.

Si è chiusa in bellezza, ovvero con il premio Oscar Roberto Benigni che ha incontrato il pubblico all'Auditorium Parco della Musica, l'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Al timone dallo scorso anno, Antonio Monda sembrerebbe aver trovato la giusta formula per ampliare il bucino di pubblico dell'evento capitolino, invitando cantanti (Jovanotti, Paolo Conte e Michael Bublè), scrittori (Don DeLillo), architetti (Daniel Libeskind), poliedrici artisti (Gilbert & George), personaggi tv e non solo (Renzo Arbore). File interminabili, sale sold out e grandi applausi, poi, per Viggo Mortensen, Meryl Streep, Tom Hanks, Oliver Stone, Bernardo Bertolucci e Ralph Fiennes. Celebri volti e premi Oscar che hanno calcato il red carpet romano, in questa stagione andato incontro ad un +18% di pubblico rispetto a 12 mesi fa.

Merito di un programma che con intelligenza ha finalmente abbandonato la limitante utopia delle anteprime mondiali per raccogliere, molto più semplicemente, il meglio di quanto visto in altri Festival. Telluride, Tribeca, Toronto, Sundance, persino Cannes e Berlino. Monda non si è fatto scrupoli nel portare in città pellicole di un certo spessore già passate altrove e in questo caso nel 92% dei casi accompagnate da regista e/o protagonisti, dando così vita ad uno dei migliori programmi visti in 11 anni di Festa/Festival. La coraggiosa apertura con Moonlight, in odore di Oscar, parla da se', per un evento che nel corso di due lustri è andato incontro a clamorose sforbiciate di budget. Dai quasi 12 milioni del 2006, prima edizione monster con Martin Scorsese in città, siamo passati ai poco più di 3 milioni di questo 2016. La sezione autonoma e parallela di Alice nella Città, anche quest'anno qualitativamente parlando ineccepibile, ha invece costruito il proprio ricco programma con meno di 400.000 euro. Il drive-in all'Eur e l'enorme quantità di proiezioni viste lontano dall'Auditorium (coinvolgendo persino il carcere di Rebibbia), hanno invece contribuito a diffondere lo spirito della Festa in tutta la città.

Abbandonati gli sprechi più inutili (via le giurie, madrine e quant'altro), Monda si è concentrato principalmente sugli incontri ravvicinati con le grandi star, cancellando l'insensato Concorso ed affidandosi al voto popolare (come avviene a Toronto) per decretare un 'vincitore'. Da oltre 10 anni 'precaria', tant'è che alla fine di ogni edizione ci si è sempre chiesti se ce ne sarebbe stata un'altra, la Festa di Roma prosegue invece sulla propria strada, che si è finalmente fatta pop d'autore, senza velleità festivaliere di alcun tipo (dopo 10 anni l'hanno capito) e inutili rivalità nazionali nei confronti di altre illustri manifestazioni con ampie e decisamente differenti storie alle proprie spalle (Venezia in primis, ma anche l'imminente Torino). Nata Festa e scelleratamente trasformata in Festival del 'vorrei ma non posso', Roma è ora tornata a tutti gli effetti Festa del Cinema pensata più per il pubblico che per la stampa, guardando dichiaratamente all'edizione 2017 che riabbraccerà (finalmente) la sala più ampia e architettonicamente affascinante dell'Auditorium ideato da Renzo Piano. La Santa Cecilia, quest'anno persa per strada. Via il tappeto, ci si rivede tra un anno.


- Moonlight: voto 8
- Manchester by the Sea: voto 9
- 3 Generations: voto 6.5
- Afterimage: voto 7.5
- Sole cuore Amore: voto 4
- Richard Linklater: Dream Is Destiny: voto 7
- Tramps: voto 7.5
- Sing Street: voto 9
- Una: voto 7
- Goldstone: voyo 8
- Naples 44: voto 6
- Into the Inferno: voto 8
- Hell or High Water: voto 8.5
- Captain Fantastic: voto 7
- Florence: voto 6.5
- Train to Busan: voto 7
- The Hollars: voto 6
- Lion: voto 6
- 7 Minuti: voto 5.5
- Genius: voto 4.5
- La verità negata: voto 6
- The Birth of a Nation: 5
- Louise by the Shore: voto 7


- London Town: voto 6
- Kicks: voto 7
- Kubo e la Spada Magica: voto 9
- Goodbye Berlin: voto 7
- La tartaruga Rossa - voto 9

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