TV, posto di polizia: tra cinema, fiction e realtà

Cineblog è lieto di segnalarvi TV, posto di polizia con testi e regia di Italo Moscati. Vediamo di cosa si tratta:

I gialli, i libri, il cinema, la televisione. Agata Christie, George Simenon, Dashiell Hammet, Raymond Chandler, Alfred Hitchcock. Montalbano ma anche Maigret, il tenente Sheridan e il tenente Colombo, Sherlock Holmes e l’ispettore Derrick. Ma anche il prefetto Achille Serra, il “poliziotto senza pistola”, come si autodefinisce nel libro in cui rievoca la sua lunga vicenda al servizio della giustizia; e con lui altri investigatori veri,noti e meno noti.

Un programma che fa un bilancio di cinquant’anni e oltre della tv italiana che ha sempre avuto un’attenzione speciale per i misteri da chiarire e i casi da risolvere. Tanto da suggerire il titolo: “Tv, posto di polizia”; ovvero, il piccolo schermo che si è trasformato e si trasforma in luogo dove si cerca e si riflette sul crimine, in tanti modi diversi: dal dramma alla commedia, in tutte le possibilità di versioni, compresi il divertimento, l’ironia, la satira. “Tv, posto di polizia” racconta una doppia storia. La storia del “giallo” e degli investigatori più popolari fin dall’inizio delle trasmissioni della Rai. E la storia vera,vicina, della criminalità e della cronaca nera nel racconto degli investigatori di professione, polizia di stato e carabinieri.

Da un lato, gli sceneggiati e la fiction, gli attori e gli eroi famosi nell’avventura; dall’altra, gli uomini della legge che lavorano quotidianamente per la sicurezza dei cittadini nella realtà.
Uno spettacolo ma anche un’inchiesta. Due storie, due esperienze che s’intrecciano e si completano.

I percorsi televisivi che rimandano alla grande letteratura del “giallo” e in particolare alle indagini deduttive di cui era maestro Conan Doyle o Agatha Christie, per poi rivolgersi agli esempi della letteratura di Dashiell Hammett e di Raymond Chandler, e del cinema americano ispirato a questi autori. E il lavoro degli investigatori autentici che lavorano in squadra e traggono le loro conclusione collaborando con settori di competenze specifiche, come la “scientifica” o nuclei di intervento con uomini a lungo addestrati.

Racconti creativi che si avvicinano sempre più alla realtà. Racconti di indagini e di lotta alla criminalità (la mafia e le altre associazioni a delinquere, il narcotraffico internazionale, la tratta delle persone) che ci portano nel cuore della realtà presentata quotidianamente sugli schermi dei telegiornali.

1^ puntata: Premiata ditta - “Brividi & Brividi”
Si comincia con Montalbano, il personaggio creato da Andrea Camilleri, oggi il più famosi tra gli investigatori televisivi, per introdurre il racconto. Poi passano sul video le avventure di tenente Sheridan, interpretato da Ubaldo Lay, e quelle di Sherlock Holmes (Nando Gazzolo), Nero Wolf (Tino Buazzelli), Laura Storm (Lauretta Masiero), Bertolazzi (Ugo Tognazzi), Padre Brown (Renato Rascel) e così via. Compaiono anche Totò nel ruolo di un collaboratore del tenente Sheridan; e Franco Franchi, accusato, e Ciccio Ingrassia, commissario, in un “posto di polizia”.
Mentre si sviluppa la rivisitazione dei programmi trasmessi dalla tv, lungo tutto il racconto intervengono il prefetto Achille Serra e alcuni degli investigatori che si sono occupati dei grandi casi della criminalità organizzata ma anche di killer o serial killer per fatti accaduti in Italia. Serra e gli investigatori parlano della passione per il loro lavoro e delle difficoltà che incontrano, rievocano le letture fatte e l’avvio della loro carriera. Nell’ultima parte della puntata entreranno sul video i telefilm “thriller” del grande Hitchcock, la rievocazione di Joe Petrosino l’agente italoamericano che a New York si batteva contro Cosa Nostra e fu ucciso. E si approderà alla imminente invasione delle serie televisive straniere sempre più incontenibile. Come dimostrano i successi a lunga durata della “Signora in giallo” e del “Commissario Rex”.

2^ puntata: Nostra paura quotidiana
La puntata racconta della trasformazione irresistibile del “giallo” nella tv italiana che viene dominato per molti anni da quello proveniente dall’estero, in particolare dall’America. I personaggi che si affermano sono lo scrittore-investigatore Ellery Queen e i protagonisti di numerose serie tra cui “Cuore e batticuore”, “Starsky e Hutch”, “Miami Vice”, “Hunter”. Intanto comincia, nella produzione italiana, il tentativo di ispirarsi a scrittori come Mario Soldati (“I racconti del maresciallo”) o Carlo Emilio Gadda (“Er pasticciaccio di via Merulana” con il commissario Ingravallo portato già al cinema da Pietro Germi) o Andrea Camilleri ( le storie di Montalbano). Arriva la lunga serie di grande successo della “Piovra” con il commissario Cattani. La paura entra con prepotenza attraverso racconti che al “giallo” tradizionale sostituiscono soprattutto l’azione, come i telefilm anch’essi italiani “La squadra” e “Distretto di polizia”. Arrivava l’ex brigadiere Nino Manfredi e continua nelle sue imprese il maresciallo Rocca, ovvero Gigi Proietti, che gioca anche lui la carta dell’ironia. Si inseriscono in questa puntata racconto le testimonianze di Achille Serra, prefetto di Roma, di cui si vedranno documenti di quando era giovanissimo investigatore a Milano; e di altri carabinieri e poliziotti che si sono fatti distinti in casi importanti, dalla cattura di Provengano alla cattura del killer Michele Profeta. “Tv, posto di polizia”: un’occasione per ricordare e capire coincidenze e diversità (sono tante) tra i racconti di fantasia e i racconti della realtà.

Testi e regia di Italo Moscati
Produzione “La storia siamo noi”
18 ottobre 07- Rai2- 23

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