Il Monello vs. Sherlock Jr: Chaplin vs Keaton, restaurati al cinema

Charlie Chaplin e Buster Keaton inaugurano i ritorni al cinema dei classici restaurati della Cineteca di Bologna, con due capolavori del cinema muto

di cuttv

La programmazione cinematografica del 2017 inaugura i ritorni al cinema di grandi classici restaurati con due giganti del cinema silente, Il monello vs. Sherlock Jr, distribuiti in sala contemporaneamente dal 9 gennaio 2017.

Con l’eccezionale sfida lanciata agli spettatori di oggi, frastornati da effetti speciali e frastuono in dolby surround, Il cinema ritrovato riporta in sala il primo film e grande capolavoro di Charlie Chaplin con Il Monello (The Kid, USA 1921), nella copia proveniente da Roy Export Company S.A.S., insieme alla copia dello straordinario Sherlock Jr. (La palla nº 13, USA 1925) di Buster Keaton che sogna di entrare e uscire dallo schermo cinematografico, restaurato nel 2015 da Cineteca di Bologna e Cohen Film. Entrambi restaurati dalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

Il Monello: Curiosità

Il Monello (The Kid, USA, 1921) Regia, sceneggiatura e musica: Charles Chaplin. Fotografia: Roland Totheroh. Montaggio: Charles Chaplin, Roland Totheroh. Scenografia: Charles D. Hall. Interpreti: Charles Chaplin (il vagabondo), Edna Purviance (la madre), Jackie Coogan (il bambino), Tom Wilson (poliziotto), May White (sua moglie), Carl Miller (pittore). Produzione: Charles Chaplin per First National. Durata: 60′.

Da sonossi: una giovane sedotta e abbandonata affida il figlioletto alla pietà altrui e il gran cuore di Charlot, il vagabondo che lo raccoglie e fra mille sacrifici e astuzie, riesce ad allevare il bambino sottraendolo all’orfanotrofio. Quando la madre fa carriera come cantante, si mette alla ricerca del figlio promettendo un grosso premio e spingendo il padrone dell’ospizio a sottrarre il bimbo a Charlot per riscuotere la ricompensa, ma il buon vagabondo affranto riuscirà a ricongiungersi al piccolo e alla madre.

Dopo le numerose avventure e comiche di Chaplin, il Monello rende Chaplin una star, insieme al piccolo Jackie Coogan (tornato al successo solo da grande come lo zio Fester della Famiglia Addams), nonostante le riprese e la post-produzione alquanto sofferte, nello stesso anno nel quale Chaplin fa ritorno in Inghilterra dopo 11 anni di assenza, destinato al firmamento cinematografico raggiunto con il film realizzati con la United Artists Corporation (UAC) americana dal 1923 al 1952.

Il monello (The Kid) è il primo lungometraggio muto, scritto, prodotto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin nel 1921.

Il film muto ha richiesto diciotto mesi di lavoro, con riprese partite a luglio 1919 e ambientate a La Brea Avenue a Hollywood, Colorado Street Bridge a Pasadena, Olvera Street a Los Angeles, in un periodo non facile per Chaplin che aveva appena perso il primo figlio, avuto dalla prima moglie (Mildred Harris), nato con gravi deformazioni e sopravvissuto solo tre giorni.

Nel corso della lavorazione del film fallì anche il matrimonio, mai stato felice e a causa del divorzio rischiò di finire sotto sequestro anche il film con i beni di Chaplin.

Seguendo ciò che Chaplin scrive nella sua autobiografia, Chaplin notò Jackie Coogan all’Orpheum Theatre di Los Angeles, un locale vaudeville dove il piccolo stava recitando e il giorno seguente, dopo avergli suggerito il soggetto del film lo scritturò per la parte principale.

Prodotto dalla Charles Chaplin Productions e distribuito dalla First National Pictures, Il Monello venne presentato a New York il 21 gennaio 1921, successivamente il 6 febbraio e in seguito esportato in diversi paesi, compresa l’Italia.

Il film, costato 250.000 $, ne incassò 2.500.000, classificandosi al secondo posto tra le pellicole di maggiore incasso negli Stati Uniti nel 1921.

50 anni dopo il suo trionfale debutto, il film fu distribuito di nuovo in sala nel nel 1971 con una colonna sonora composta da Chaplin ma eliminando tre scene che sviluppano il ruolo della madre interpretata da Edna Purviance, e accorciano il film che passa dai 68 minuti originali agli attuali 53.

Nel 2011 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, tra i film ritenuti “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi”.

Sherlock Jr.: curiosità

Sherlock Jr. – La palla nº 13 (USA, 1925) Regia: Buster Keaton. Sceneggiatura: Jean Havez, Joseph Mitchell, Clyde Bruckman. Fotografia: Elgin Lessley, Byron Houck. Scenografia: Fred Gabourie. Interpreti: Buster Keaton (il proiezionista / Sherlock Jr.), Kathryn McGuire (la ragazza), Joe Keaton (il padre della ragazza / uomo sullo schermo), Erwin Connelly (il tuttofare / il maggiordomo), Ward Crane (il ladro). Produzione: Joseph M. Schenck per Buster Keaton Production. Durata: 45’.

Da sinossi: Il proiezionista di un cinema (Buster Keaton) sogna di diventare un detective. L’occasione di mettere in pratica le sue qualità si presenta quando un suo rivale in amore (Ward Crane) lo fa accusare di avere rubato l’orologio della donna contesa (Kathryn McGuire). L’aspirante investigatore mette in atto i consigli del suo manuale, seppur con scarsi risultati. Afflitto dai suoi fallimenti torna al suo lavoro e durante una proiezione si addormenta sognando di essere il grande detective Sherlock Jr. e di risolvere il caso di un furto di una collana di perle. Si risveglierà all’arrivo della sua amata che, dopo aver scoperto il complotto ordito dall’altro pretendente, lo scagionerà da ogni accusa riguardo al furto.

Il film in Italia avrebbe dovuto chiamarsi “Calma signori miei” prima che i distributori sostituirono il titolo con La palla nº 13.

Time lo considera tra i cento film migliori di sempre.

Nel 2000 l’AFI lo ha inserito al sessantaduesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.

Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

In una scena, durante il suo sogno, Keaton entra nello schermo del cinema durante la proiezione. La scena cambia ripetutamente e Buster si ritrova sbalzato da una situazione all’altra nel grande schermo. La sensazione di continuità nell’ingresso di Buster nello schermo, è stata ottenuta posizionando la macchina da presa a una distanza e in una maniera particolare in modo che l’ingresso risultasse fluido. Per fare ciò la troupe si è avvalsa di strumenti di misurazione da geometra. Il risultato finale è un “effetto speciale” sorprendente per il livello tecnico dell’epoca, ampiamente imitato in seguito.

Il film surreale, anticipa riflessioni sulla finzione filmica e film come “La rosa purpurea del Cairo”.

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Via | Il cinema Ritrovato, Cineteca di Bologna, Kinopoisk.ru

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