Cineblog intervista Ulrich Seidl: «il mio prossimo film sugli abusi sui minori»

Una delle voci più interessanti del cinema europeo, Ulrich Seidl si è prestato ai nostri microfoni per parlarci del suo ultimo film, del suo approccio al cinema e dei suoi progetti futuri

Estremo? Controverso? Non si sa davvero come relazionarsi alla fama di Ulrich Seidl, la cui atipicità oramai è stata per così dire accettata, ed anche quando suscita reazioni lo si fa rientrare in una norma che effettivamente sta un po’ stretta al cineasta austriaco.

Nelle scorse settimane il nostro è stato a Milano, in occasione del Filmmaker, per presentare il suo ultimo lavoro, quel Safari che avevamo già visto a Venezia. Noi di Cineblog siamo riusciti ad avvicinarlo e porgli alcune domande, alle quali Seidl ha risposto con garbo ma senza girarci troppo intorno. Atteggiamento decisamente mitteleuropeo, austro-ungarico verrebbe quasi da dire, il regista ha però sempre tenuto a dire che i suoi film non sono austriaci in senso stretto, bensì più universali.

Affermazione con la quale mi sento di concordare: anche laddove infatti i suoi precedenti film hanno effettivamente raccontato storie di suoi connazionali, e per lo più in Austria, la verità di fondo alla quale Seidl si appella opera a più ampio spettro. In tal senso Safari non è da meno, ma lasciamo che sia lui a spiegare come mai.

Oltre che in apertura d’articolo, trovate la nostra video-intervista anche a questo indirizzo, in cui immancabilmente ci parla pure del suo futuro, che lo vedrà in veste di regista e produttore anche di progetti altrui. Col suo prossimo film, per esempio, abbatterà un tabù che a suo dire si trascina da un po’, ossia trattare le violenze e gli abusi sui minori.

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