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Stasera in tv: “Il fondamentalista riluttante” su Rai 3

Rai 3 stasera propone “Il fondamentalista riluttante”, film drammatico del 2012 diretto da Mira Nair e interpretato da Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber e Kiefer Sutherland.

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Cast e personaggi

Riz Ahmed: Changez Khan
Kate Hudson: Erica
Liev Schreiber: Bobby Lincoln
Meesha Shafi: Bina
Kiefer Sutherland: Jim Cross
Om Puri: Abu
Haluk Bilginer: Nazmi Kemal
Shabana Azmi: Ammi
Nelsan Ellis: Wainwright
Martin Donovan: Ludlow Cooper
Christopher Nicholas Smith: Mike Rizzo
Victor Slezak: Maxwell Underwood
Roy McCrerey: agente Ford
Clayton Landey: agente Jackson
Adil Hussain: Mustafa Fazil
Imaad Shah: Sameer
Sonya Jehan: Nadia
Gary Richardson: Anse Rainier
Sarah Quinn: Clea
Chandrachur Singh: zio Bandy
Deepti Datt: Amreh

Doppiatori italiani

Simone Crisari: Changez Khan
Barbara De Bortoli: Erica
Pino Insegno: Bobby Lincoln
Perla Liberatori: Bina
Massimo Rossi: Jim Cross
Paolo Marchese: Abu
Rodolfo Bianchi: Nazmi Kemal
Ida Sansone: Ammi
Nanni Baldini: Wainwright
Antonio Palumbo: Ludlow Cooper
Francesco Venditti: Mike Rizzo
Ambrogio Colombo: Maxwell Underwood
Guido Di Naccio: agente Ford
Daniele Valenti: agente Jackson
Franco Mannella: Mustafa Fazil
Simone Veltroni: Sameer
Daniela Abbruzzese: Nadia
Sergio Lucchetti: Anse Rainier
Emanuela Damasio: Clea
Stefano Thermes: zio Bandy
Alessandra Chiari: Amreh

 

La trama

Nel 2010, mentre imperversano le manifestazioni studentesche a Lahore, un giovane
pachistano, il professor Changez Khan (Riz Ahmed) viene intervistato dal giornalista americano Bobby Lincoln (Liev Schreiber). Changez, che ha studiato a Princeton, racconta a Lincoln il suo passato di brillante analista finanziario a Wall Street. Parla del luminoso futuro che aveva davanti, del suo mentore, Jim Cross (Kiefer Sutherland), e della bellissima, sofisticata Erica (Kate Hudson), con la quale si preparava a condividere il futuro.

All’indomani dell’11 settembre, il senso di alienazione e il sospetto con il quale viene improvvisamente trattato, lo riporta nella sua terra di origine e dalla sua famiglia, alla quale è molto affezionato. Il suo carisma e la sua intelligenza lo fanno subito diventare un leader sia agli occhi degli studenti pachistani che lo adorano sia del governo americano che lo guarda con sospetto.

La facciata del cordiale incontro tra Lincoln e Changez, in una sala da tè di Lahore, lascia lentamente spazio alla vera ragione per cui questa improbabile coppia si è incontrata in un giorno di estate, un professore straniero è stato rapito dagli estremisti e la sua esecuzione è una questione di ore. La famiglia di Changez è perseguitata e corre un reale pericolo. Bobby ascolta con attenzione, ma ha qualcosa in mente. In un viaggio attraverso i mondi culturalmente ricchi e seducenti di New York, Lahore e Istanbul, Il fodamentalista riluttante esplora i pregiudizi e il fenomeno della globalizzazione nei suoi aspetti, allo stesso tempo, brillanti e inquietanti.

 

 

 

Note di produzione – Dal libro al film

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“Una regista indiana che realizza un film su un uomo pachistano. Non è una cosa semplice”, dice il romanziere e co-sceneggiatore Mohsin Hamid di Il fondamentalista riluttante, il nuovo film della regista, vincitrice di un Oscar, Mira Nair, tratto dal romanzo di grande successo scritto da Hamid, che porta lo stesso titolo (Il fondamentalista riluttante, Torino: Einaudi).

Nair visitò per la prima volta il Pakistan nel 2005. “Da bambina, nell’India moderna, c’era un muro tra questi due paesi, che non poteva mai essere scavalcato. E’ stato 7 anni fa, quando fui invitata a presentare i miei film in Pakistan, che ebbi la possibilità di andare nella terra in cui mio padre aveva passato la giovinezza, prima della divisione tra India e Pakistan. Scoprire il paese, la cultura, la gente. sembrava tutto terribilmente familiare. Sono stata immediatamente ispirata a fare un film contemporaneo sul Pakistan, specialmente in quest’epoca in cui lo scisma che si percepisce tra gli islamici e il mondo occidentale diventa ogni giorno più pronunciato”.

“La gioia di questo film,” osserva Nair, “è che ci rivela il Pakistan in una maniera che non vediamo mai sui giornali; con la sua raffinatezza straordinaria, la lancinante poesia di Faiz Ahmed Faiz, la sua sconvolgente musica sufi e l’antica cultura che sa
muoversi con sicurezza nel mondo della moda, della pittura e dello spettacolo. Questo mondo è posto in parallelo, con una certa fluidità, con l’energia di New York, con la spietatezza dell’America delle multinazionali e, attraverso l’amore del nostro eroe Changez per l’elegante, artistica Erica, si offre un ritratto della società di Manhattan allo stesso altissimo livello un tempo occupato dalla famiglia di Changez a Lahore”.

Nair continua: “Negli ultimi anni abbiamo visto molti film sulle guerre in Iraq e in Afghanistan, ma sempre raccontate dal punto di vista americano. Nella nostra storia, l’incontro tra i personaggi di Changez e di Bobby rispecchia il reciproco sospetto con cui si guardano l’America e il Pakistan (o il mondo musulmano). Apprendiamo che a causa della guerra americana al terrore, Changez fa esperienza di un mutamento sismico nell’atteggiamento, scoprendo rapporti di lealtà più fondamentali del denaro, del potere e perfino dell’amore”, dice la regista. “Nel frattempo vengono rivelate altre forme di fondamentalismo, comprese quelle del tipo praticato dalla società che un tempo dava il lavoro a Changez, la Underwood Samson. Il modello di espansione globale di quest’ultima è: “concentrarsi sui fondamenti”. Dato il titolo del film, e data l’atmosfera sempre più tesa tra Changez e il suo interlocutore americano, ci aspettiamo la rivelazione che Changez sia andato, per quanto ‘con riluttanza’, fino in fondo nella direzione del lato oscuro dell’estremismo. Ma è proprio così? L’aspetto notevole di Il fondamentalista riluttante è che si tratta di un dialogo vero tra identità e percezione, e su questioni relative all’Io diviso nell’era della globalizzazione.”

Il fondamentalista riluttante è un esercizio di guarigione e riconnessione personale”, spiega Nair. “Io e alcuni membri della mia famiglia abbiamo sentito l’impatto degli eventi degli ultimi dieci anni. Il film è un tentativo, tra le altre cose, di rimettere insieme i pezzi. Non negando le tensioni che sono emerse, ma indicando i modi in cui possiamo attraversarle e ri manere umani nonostante esse esistano”. Nair, che ha un figlio di 21 anni, spera di parlare con questo film ai giovani di tutto il mondo. “E’ per loro, nella speranza che possano essere forti e riconoscere il loro percorso personale in quello di Changez.”

 

 

La colonna sonora

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Le musiche originali del film sono del compositore americano Michael Andrews (Donnie Darko) che ha punteggiato la colonna sonora del film di tradizionali canzoni pachistane, poesie urdu messe in musica, pop, funk e rap pachistano d’avanguardia, la voce di Amy Ray, del gruppo folk delle Indigo Girls, e una nuova canzone originale di Peter Gabriel, vecchio amico della regista Mira Nair.

La scena di apertura del film vede Changez a casa a Lahore con la sua famiglia allargata, che ascolta Qawwali, una forma di musica devota sufi, cantata da una famiglia di 12 rinomati cantanti Qawwali pachistani, con a capo i fratelli Fareed Ayaz e Abu Mohammed, di Karachi. Il film utilizza un duetto di otto minuti dal titolo “Kangna” cantato da Ayaz e Mohammed per questa scena. Far arrivare i cantanti in India dal Pakistan non è stata una passeggiata i cantanti praticamente hanno attraversato a piedi il confine per arrivare in tempo per le riprese.

Aslam canta in Urdu su due canzoni del film: “Mori Araj Suno,” che si trova nella scena in cui Changez naviga giù per il Bosforo a Istanbul, e il vocal in urdu della canzone finale di Peter Gabriel, “Bol” Gabriel canta le parole in inglese. Per le canzoni pachistane, Andrews, che lavora a Los Angeles, ha creato la confezione di funk contemporaneo.

 

stasera-in-tv-il-fondamentalista-riluttante-su-rai-3-7.jpgTRACK LISTINGS

1. Kangna – Various artists
2. Bijli Aaye Ya Na Aaye (Dhol Bajena Mix) – Meesha Shaf
3. Kaindey Ney – Zahra Khan
4. Dil Jalaane Ki Baat Ali Sethi
5. Mori Araj Suno – Atif Aslam
6. Measure of Me – Amy Ray
7. A Young Man Has to Take a Stand – Michael Andrews
8. Jannissary – Michael Andrews
9. Something Happened – Michael Andrews
10. God Bless America – Michael Andrews
11. Love in Urdu – Michael Andrews
12. Focus on the Fundamentals – Michael Andrews
13. Get Us Both Killed – Michael Andrews
14. Too Much Blood Has Poured into This River – Michael Andrews

 

 

 

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