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Piena di Grazia – trailer italiano e poster del film sulla storia della madre di Gesù

Piena di Grazia: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film biografico di Andrew Hyatt nei cinema italiani il 27 e 28 febbraio 2017.

 

Ultimo giorno utile per visionare nelle sale italiane Piena di Grazia – La storia di Maria la madre di Gesù, sulla scia de “La Passione di Cristo”, il film di Andrew Hyatt racconta la storia del Nuovo Testamento dal punto di vista di Maria, madre di Gesù Cristo.

 

“Piena di Grazia” ripercorre gli ultimi anni della vita di Maria di Nazareth e i suoi sforzi per aiutare la nascente Chiesa cristiana a riguadagnare il suo incontro con il Signore. Si tratta della prima pellicola nella storia del cinema religioso realizzata sull’ultimo periodo di vita di Maria. Attraverso i suoi occhi il film, con un linguaggio intenso ed emotivo, tenta di esplorare l’incontro dell’uomo semplice con Dio, il momento in cui si è guardati dal Signore e che cosa questo può realmente significare.

 

Il cast del film: Noam Jenkins, Bahia Haifi, Kelsey Asbille, Merik Tadros, Taymour Ghazi, Eddie Kaulukukui, Maz Siam, Noelle Lana, Ahmed Lucan, Noelle Romberger, Arti Sukhwani.

 

QUI trovate l’elenco delle sale che programmano il film.

 

NOTE DI REGIA

Dall’uscita de La passione di Cristo, c’è stata una valanga di film che sono stati
pubblicizzati come contenuto “basato sulla fede” o “family movie”. Eppure, tra tutti questi film di tematica cristiana, raramente ne ho trovato uno che mi parlasse intensamente a livello emozionale, artistico, e spirituale.

Per quanto grande possa essere il pubblico a cui sono rivolti questi contenuti, trovo sorprendente come raramente vengano realizzati. The Song of Bernadette (1943), Ben-Hur (1959), Barabbas (1961), The Gospel According to Saint Matthew (1964), A Man for All Seasons (1966) La passione e il più recente Of Gods and Men sono alcuni titoli che vengono in mente che ritraggono la fede in modo contemplativo, autentico e commovente.

Ma nella maggior parte dei film basati sulla fede dell’ultimo decennio sono spesso mancate la profondità e l’autenticità che parlano della bellezza e della lotta della fede, o sono lavori da studio di registi che non hanno nessuna vera esperienza personale con la fede, il che è un fenomeno molto strano per me. Nella mia mente è un po’ come portare un regista a fare I Signore degli Anelli quando in realtà non gli importa nulla dei libri. È proprio l’esperienza e la visione personale che rende queste storie più profonde ed è la lente che gli da vita per il pubblico di destinazione. Non è qualcosa che può essere replicato, non importa quanto talento o esperienza un regista possa avere. Questo è il motivo per cui credo fermamente che Full of Grace sia un film diverso. È più come guardare una preghiera, e meno come guardare un altro film “basato sulla fede”, in cui i dubbi, le paure, le domande, le rivelazioni, invece vengono sostituiti da una patina lucida di buoni sentimenti, storie di ispirazione.

In cui il “Sì” a Cristo è il momento in cui la vita è avvolta in un arco pulito e ordinato. Trova Gesù e puoi segnare il goal vincente, ottenere quel pagamento a sorpresa che estingue il debito, sposare la persona dei tuoi sogni, o guardare il tuo cancro scomparire. Forse è così che accade per gli altri, ma non è la mia esperienza di vita cristiana autentica. Questo “sì” è certamente il momento più importante che viene da un incontro con Cristo, ma è solo l’inizio del viaggio. È solo il primo passo su un nuovo percorso che si compone di molti bellissimi picchi, ma anche molte valli oscure. Si tratta di un bel viaggio in effetti, ma è dotato di lotte profonde, lacrime e sangue. Ho passato anni a lamentarmi di questo desiderio di una profondità e autenticità che sono scomparsi dal genere, ma solo quando sono stato contattato per realizzare Full of Grace ho capito che invece di lamentarmi, avrei potuto cercare di fare qualcosa di diverso. Non è stato un compito facile, e molto di questo film proviene dal luogo profondamente personale delle mie esperienze di vita, ma ho creduto che se il contenuto ha parlato e ha commosso me, ci sarebbe stato un pubblico affamato che lo avrebbe trovato ugualmente di forte impatto.

Full of Grace affronta la chiesa originaria come nessun altro film ha fatto prima. Volevamo trovare una storia che non era mai stata raccontata, mettendoci la nostra visione personale. Volevamo anche ottenere un certo livello di eccellenza artistica. Dal casting, alle performances, alla regia e al montaggio, è stato molto importante per noi renderlo eccellente artisticamente tanto quanto teologicamente. Abbiamo lavorato con un budget ridotto in soli dieci giorni, ma è stato estremamente importante per noi alzare il recente standard di questo genere e sono molto onorato ed eccitato da quello che abbiamo realizzato. Questo è il primo film mai realizzato sulla vita di Maria nell’ultimo segmento della sua vita. Attraverso i suoi occhi abbiamo voluto esplorare questo “incontro”, il momento in cui si è guardati da Dio e che cosa ciò realmente significhi.

È successo nella vita di Pietro, è successo nella vita di Maria, e succede continuamente per milioni di persone nel mondo di oggi. I personaggi delle Scritture sono così spesso ritratti con l’aureola già sulla loro testa, quindi è stato importante per noi portare sullo schermo vera carne e sangue, ricalcare l’iconografia dalle statue di porcellana che guardiamo nelle cattedrali ma riproducendola attraverso persone reali, che hanno vissuto e respirato e avuto esperienze non dissimili dalle nostre. Abbiamo voluto esplorare l’umanità e creare un film che possa aiutare le persone durante il loro cammino. Vedere Maria come una madre sofferente, Pietro come un leader pieno di dubbi, e la chiesa originaria piena di bellezza e di dolore, in tutta la loro umanità, mostrerà la fede e la Chiesa in un modo che speriamo il pubblico non abbia mai sperimentato prima. Spero sinceramente che la visione del film faccia muovere qualcosa nel vostro cuore mentre lo guardate, tanto quanto qualcosa si agitava qualcosa in me mentre lo realizzavo. [Andrew Hyatt]

 

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