Tribeca Film Festival 2017, programma: tra il primo film in realtà virtuale di Kathryn Bigelow e i 45 anni de Il Padrino

Tribeca Film Festival 2017: meno film, molti eventi speciali, e una sezione di lavori in realtà virtuale (imperdibile quello firmato da Kathryn Bigelow), vero fiore all’occhiello della rassegna. E questa edizione festeggia i 45 anni de Il Padrino con una riunione al gran completo del cast dei primi due film. Breve guida a ciò che bisogna tenere d’occhio.

Dopo la conclusione del Sundance e del SXSW, è il turno del terzo festival americano più importante della prima metà dell’anno di svelare i propri film. Ma non solo, visto che il Tribeca Film Festival (19 – 30 aprile: ma le proiezioni per la stampa cominciano – sotto embargo – settimana prossima, come accade in molte rassegne statunitensi) si sta creando una identità diversa e parecchio indirizzata verso forme di esperimento tecnologico-artistiche.

Creato da Robert DeNiro per rilanciare il quartiere di TriBeCa a NYC dopo l’11 settembre, e schiacciato tra i più celebri cugini statunitensi e le alte aspettative di Cannes, il Tribeca Film Festival ha sempre un po’ patito la concorrenza. Anche a livello di identità ha sempre un po’ arrancato, faticando a trovare una sua voce, che però nelle ultime edizioni si è fatta più chiara.

E mentre nel 2017 il Sundance conferma la portata internazionale di Luca Guadagnino, e il SXSW scopre gioielli come La Barracuda o A Bad Idea Gone Wrong, che cosa aspettarsi proprio da Tribeca? Innanzitutto un’apertura particolare, con un documentario a prima vista ‘minore’. Ma Clive Davis: The Soundtrack of Our Lives, diretto da Chris Perkel e che vede Ridley Scott tra i produttori esecutivi, si presenta come un must per i fan della grande musica.

Divenuto presidente della Columbia Records a soli 35 anni, Davis è tra i produttori più importanti degli ultimi decenni. Tribeca celebra così l’oggi presidente della Sony Music Entertainment con questo omaggio basato sulla sua autobiografia del 2013, ma anche con un concerto speciale con protagoniste Aretha Franklin e Jennifer Hudson, tra gli altri. A conferma che il festival cerca gli ‘eventi’ e non si accontenta più di presentare ‘semplici’ film.

Non sorprende quindi che i titoli in programma siano diminuiti di circa il 20% (e alcune assenze sono piuttosto clamorose). Ottima la scelta di mettere in concorso The Endless, il film di genere della coppia Benson-Moorhead, già dietro al bellissimo Resolution. Potrebbe essere il Always Shine di questa edizione. Desta molta curiosità Love After Love di Russell Harbaugh, tra gli autori di quella piccola grande follia di The Mend (il film è prodotto da Lucas Joaquin, fido collaboratore di Ira Sachs, e vede il gran ritorno di Andie McDowell). Il vincitore annunciato? Forse Nathan Silver con Thirst Street, una co-produzione francese (con la voce narrante di Anjelica Huston!)

Tra i film che potrebbero sorprendere, fuori concorso, ci sono The Circle di James Ponsoldt, con Emma Watson e Tom Hanks, The Lovers, il nuovo Azazel Jacobs distribuito da A24, The Clapper di Dito Montiel, che prova a risollevarsi dopo il fiasco di Man Down, e il nuovo ‘capitolo’ dell’on the road targato Michael Winterbottom con Steve Coogan e Rob Brydon in The Trip to Spain. E sembra davvero curioso Flames, documentario ibrido in cui Josephine Decker e il compagno Zefrey Throwell raccontano la loro storia d’amore (ma sarà proprio così?).

E se aspettiamo trepidanti anche il ritratto che il nostro Pappi Corsicato fa di Julian Schnabel in A Private Portrait, sono anche molti i film in arrivo da altri festival come proprio il Sundance (City of Ghosts, tra i più attesi per chi scrive), Venezia (Un appuntamento per la sposa, Hounds of Love, Chuck, My Art), Berlino (The Dinner, Mr Long), o titoli visti altrove come l’imperdibile showcase di Cate Blanchett Manifesto e Rock’n Roll di Guillaume Canet. Tra i cortometraggi (57 divisi in 10 sezioni!) spiccano invece le firme di Jim Sheridan con 11th Hour e John Turturro con Hair.

Ma Tribeca resta il festival che ha scoperto per primo una delle gemme dell’anno scorso, il corto in realtà virtuale Allumette. Per questo uno dei titoli più attesi è il corto VR The Protectors: Walk in the Ranger’s Shoes targato Kathryn Bigelow. È una delle punte di diamante della sezione Virtual Arcade, composta da 23 lavori in realtà virtuale. Nella sezione Storyscapes, mix divertente di lavori in realtà virtuale, giochi e opere high-tech, spicca The Last Goodbye di Gabo Arora, tra i pionieri della realtà virtuale in forma documentaristica. Questo ultimo lavoro potrebbe essere il suo più intenso: si tratta di una testimonianza immersive di un sopravvissuto all’Olocausto.

La chiusura del festival conferma invece l’importanza per l’’evento’, visto che ci sarà una bella maratona de Il Padrino e Il Padrino – Parte 2 in occasione dei 45 anni del primo film. Dopo la maratona, i fortunati potranno assistere a una bella riunione tra Francis Ford Coppola, Al Pacino, James Caan, Robert Duvall, Diane Keaton, Talia Shire, e Robert De Niro. Lo stesso accadrà qualche giorno prima in occasione dei 25 anni de Le Iene di Tarantino. Chiamali semplicemente ‘eventi’…

Qui tutti i titoli in programma.

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