Ovunque tu sarai: Recensione in Anteprima

Una trasferta calcistica per conoscere se’ stessi, rafforzare un’amicizia e cambiare la propria vita.

Il 4 marzo del 2008 la ‘banda Spalletti’ espugnava il mitico Santiago Bernabeu nella sfida di ritorno di un ottavo di finale che i tifosi romanisti mai hanno dimenticato. Real Madrid-Roma 1 a 2, con goal di Taddei e Vucinic. Merengues eliminate e giallorossi ai quarti di finale di Champions League. Passati 9 anni è il cinema a ricordare quei palpitanti 90 minuti con Ovunque tu Sarai, film d’esordio del 42enne Roberto Capucci, qui alla guida di una banda di amici in trasferta proprio per seguire quell’indimenticato match.

Francesco, Carlo, Loco e Giordano, ovvero Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Montanari e Francesco Apolloni, sono così diversi eppure così complementari. Tifosissimi della ‘maggica’, partono da Roma per una trasferta/vacanza che precede l’imminente matrimonio di Francesco, a bordo di un vecchio pulmino Volkswagen con cui attraversare la Spagna. Destinazione Madrid. Un viaggio che li porterà a conoscere Pilar, splendida cantante spagnola che farà vacillare le pseudo certezze sentimentali del giovane, contribuendo inoltre a far venire a galla dubbi e diversità all’interno di un gruppo pronto finalmente a svelarsi, sviscerando verità a lungo taciute.

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Un anno dopo il disastroso La coppia dei campioni, commedia di Giulio Base interpretata da Massimo Boldi e Max Tortora, il cinema nostrano torna a guardare al calcio e alla metafora del ‘viaggio’ per raccontare un’amicizia, chiamata ad evolvere prima di finire in fuorigioco. Co-produzione italo-spagnola con tanto di riconoscimento di interesse culturale da parte del MIBACT, Ovunque tu sarai gioca la propria partita su due campi diversi. Da una parte la comicità da stadio esagerata, sessista e sbragata che dovrebbe rappresentare il tifoso medio, dall’altra una forzata visione esistenzialista, con questi 4 amici andati incontro al viaggio che cambierà per sempre le loro vite.

Un bilanciamento rischioso e complesso, quello tentato da Capucci, e non a caso fallito. L’esasperazione dei caratteri, con Montanari pavido ed eterno bambinone ossessionato dalla Roma, Apolloni pazzo incontrollabile con matrimonio in crisi, Memphis scommettitore seriale che dispensa perle di vita vissuta e Reggiani architetto chitarrista privo di nerbo, scatena automaticamente un contropiede di genere che ribalta continuamente la scrittura. Proprio il personaggio di Memphis, 26 anni dopo ‘Ultrà’ di nuovo con la sciarpetta giallorossa al collo, appesantisce forzatamente una pellicola che lungo le strade di Spagna si fa esageratamente introspettiva, costringendo i 4 ‘amici’ a dirsi quello che in tanti anni mai si erano sognati di vomitarsi addosso.

Nulla di nuovo sotto il sole, è evidente, con Capucci che si diverte a seminare cine-citazioni regalando un paio di momenti genuinamente simpatici. Tra queti la surreale partita di pallone in un campetto sperduto di Spagna con il vero Bruno Giordano, ex bandiera della Lazio, a giocare insieme ai 4 romanisti sfegatati. Montanari, di nuovo in drag 5 anni dopo l’Alba Paillettes di Come non detto di nuovo, è una spanna sopra tutti, tra ossessioni scaramantiche e crisi di nervi legate ad un’identità per decenni nascosta, mentre Apolloni, fissato con Comprami di Viola Valentino, scivola immediatamente nell’eccesso che si fa fastidiosa esuberanza. Gratuita, ma semplicemente perché irreale nella sua rapidità, la sbandata romantica di Reggiani, mentre Ricky, pronto a morire, ostenta abiti da vecchio saggio di borgata che risultano onestamente atipici, per non dire poco ridicoli. Avesse limato le ‘ambizioni’, Capucci, avrebbe probabilmente portato a casa risultato e qualificazione.

[rating title=”Voto di Federico” value=”4.5″ layout=”left”]

Ovunque tu sarai (Ita, commedia, 2017) di Roberto Capucci; con Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Montanari, Francesco Apolloni, Ariadna Romero – uscita giovedì 6 aprile 2017.

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