Oscar 2018: A Ciambra di Jonas Carpignano rappresenterà l'Italia

Presentato a Cannes lo scorso maggio, in Quinzaine des Realisateurs, A Ciambra di Jonas Carpignano batte Castellitto e Amelio

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Non hanno prevalso logiche di altro tipo se non quella più immediata, ossia scegliere il miglior film tra quelli a disposizione. Ed allora A Ciambra di Jonas Carpignano rappresenterà l'Italia in vista dei prossimi Oscar, la cui patinata serata si terrà il 4 marzo 2018. Scelta in fondo coraggiosa, al netto di un'annata ancora una volta un po' così, dato che non c'era il film capace di ergersi su tutti già sulla carta.

Sì perché, ad eccezione forse del film di Gianni Amelio, la corsa non era poi così agguerrita. Era lecito pensare infatti ad una staffetta a due tra Fortunata e La tenerezza, ma per fortuna si è optato per un'altra impostazione, senza supporre improbabili preferenze in ottica Academy, ché quasi sempre si rivelano peraltro infondate. Il giovane Carpignano, perciò, al suo secondo film (il primo è stato Mediterranea) ottiene già un riconoscimento non da poco, in attesa a questo punto della consacrazione, per così dire, che ci si aspetta già dall'opera terza.

C'è da discutere, inutile fare i finti tonti, su un ragazzo che ha speso gli anni della sua formazione per lo più negli Stati Uniti, dividendosi tra Roma e New York, sebbene "professionalmente" il suo retaggio abbia davvero poco d'italiano. Concetto cangiante, che merita senz'altro approfondimenti ben più circostanziati, quello inerente all'italianità (ed in generale la nazionalità) o meno di un'opera.

A Ciambra è girato in Calabria, a Gioia Tauro, da un regista comunque italiano; ma soprattutto racconta una storia che riguarda il nostro presente. Protagonista il piccolo Pio, cresciuto in una numerosa famiglia rom e alle prese con il posto che si troverà ad occupare in quel contesto allorché non sarà più un bambino. Film sincero, aperto, quello di Carpignano, che, a prescindere da ogni altra cosa, è già tra i film italiani migliori del 2017. Difficile immaginarlo anche solo nella shortlist dei nove, ma va preso atto con soddisfazione che a rappresentarci sarà comunque il film migliore tra quelli che a Los Angeles avrebbero voluto andarci.

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