Speciale Roma: Non torno a casa stasera di F.F.Coppola

Non torno a casa stasera (The rain people)
Regia e Sceneggiatura di Francis Ford Coppola
Fotografia: Bill "Wilmer" Butler
Montaggio: Barry Malkin
Con James Caan, Shirley Knight , Robert Duvall
Stati Uniti 1969
101'

Ieri mattina mi sono imbattuta nella bellissima retrospettiva che si sta svolgendo nello Studio 3, che esplora in particolare il contributo che le attrici hanno fornito al cinema americano.
Donne che hanno segnato un periodo e che hanno incarnato il cambiamento della società, come Jane Fonda, Shirley Knight, Cloris Leachman e che sono protagoniste dell'incontro di lunedì 22 ottobre “Actors Studio. Le Ragazze degli Anni '70”.

Oggi alle 11:00 ho visto uno splendido film “minore” di Francis Ford Coppola, The rain people, tra l’altro con la bravissima protagonista, Shirley Knight presente in sala.
E’ proprio di pochi giorni fa un mio post dedicato ad un altro film indipendente del grande maestro, quello dedicato a Rusty il Selvaggio.

Natalie, interpretata da Shirley Knight, una mattina di pioggia si alza dal letto in cui dorme abbracciata al marito e va via di casa.
Scappa e inizia un lungo viaggio in macchina lungo le strade degli Stati Uniti da New York verso la California, alla ricerca di quella libertà perduta con il matrimonio.
La donna ha appena scoperto di aspettare un bambino, ma lei non è sicura di volere essere una madre, anzi si chiede ancora se è pronta ad essere una moglie.
Il film di Coppola si presenta subito come un road movie, in cui la protagonista è una donna degli anni ’60 che prima del matrimonio ha goduto di molta indipendenza e che quindi si sente prigioniera nel ruolo di moglie borghese.

Naturalmente sono fondamentali gli incontri di Natalie nel corso del viaggio: il primo incontro è quello con un autostoppista, che si fa chiamare “Killer”, interpretato con delicatezza e misura da James Caan. Il ragazzo è un ex giocatore di football, un bel ragazzo ma strano: Natalie scoprirà solo dopo che è rimasto vittima di un incidente in una partita e da allora è un minorato mentale.
Tra i due si crea subito un bellissimo rapporto.
Natalie è incuriosita da questo ragazzo e quando scopre la sua reale natura non riesce a staccarsi da lui sebbene tenti con tutte le sue forze.

Altro incontro fondamentale è quello con Gordon (Robert Duvall), un poliziotto da cui si sente molto attratta.
Il viaggio della donna è inoltre scandito dalle sue telefonate al marito.
A ogni telefonata apprendiamo sempre qualcosa di più del carattere di Natalie: la donna è fuggita perché odia le responsabilità. Ma le vicende che le capitano sulla strada e soprattutto l’attaccamento di killer nei suoi confronti la stanno gradualmente cambiando, la mettono di fronte a responsabilità più difficili da gestire di quelle che avrebbe voluto evitare: un giovane uomo, del tutto incapace di provvedere a sé stesso e solo al mondo le sta chiedendo aiuto, le sta chiedendo di non abbandonarlo.

Su tutta la vicenda si sente una forte sensazione di fatalità…il pericolo si percepisce, il male sembra dovere spuntare da un momento all’altro. Come in Rusty il selvaggio, i personaggi della storia sembrano andare incontro ad un destino tragico, sembra che siano loro a volere andare in questa direzione.

Un film tragico e bellissimo, intensamente interpretato (spicca tra tutte l’interpretazione di James Caan) e con una regia che sperimenta nelle inquadrature e che analizza tramite un road movie, l’insoddisfazione della donna borghese all’interno della vita familiare.
Consigliatissimo!
Tra l’altro ho scoperto che verrà trasmesso il 27 ottobre alle 21:00 su Sky Cinema Classic: una buona occasione per vederlo.

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