Roma 2017, Jake Gyllenhaal presenta Stronger con il vero Jeff Bauman

Jake Gyllenhaal alla Festa del Cinema di Roma per presentare Stronger, titolo con cui punta agli Oscar.

In odore di Oscar grazie alla sua incredibile prova d’attore, Jake Gyllenhaal è sbarcato alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma per presentare Stronger di David Gordon Green, tratto dall’omonimo romanzo di Jeff Bauman & Bret Witter.

Proprio Bauman, 4 anni fa rimasto senza gambe a causa dell’attentato terroristico alla maratona di Boston, ha accompagnato il divo in questa trasferta romana, che nel pomeriggio lo vedrà protagonista di un incontro con il pubblico. Nell’attesa Jake ha incontrato la stampa per parlare proprio di Stronger, da lui non solo straordinariamente interpretato ma anche prodotto, con Jeff visibilmente emozionato al suo fianco.

[quote layout=”big”]’Quando mi è arrivata questa storia il copione era soltanto una bozza. Alla pagina 4 mi sono ritrovato a ridere, cosa inusuale visto il tema trattato. Jeff lo conoscevo solo attraverso la foto che l’ha reso celebre, scattata subito dopo l’attentato. Era una storia di resistenza, di lotta, che mi ha ispirato’.[/quote]

I due si sono incontrati per la prima volta in un ristorante italiano di Boston, ed è subito scattato qualcosa, tanto dall’essere diventati amici.

[quote layout=”big”]’La prima volta che l’ho visto mi sono sentito intimidito, lui è come una luce, ha una qualità dentro diversa da chiunque altro abbia mai conosciuto. Ricordo che mentre andavo all’appuntamento mi dicevo che non ce l’avrei mai potuta fare. Non avevo le sue caratteristiche, quello che ci vuole per sopravvivere, poi gli ho stretto la mano e mi son trovato davanti ad un essere umano gentile, simpatico. Da allora siamo diventati amici e rimarremo amici, per sempre. La cosa più importante che ho imparato nel girare questo film è che essere un eroe, o ‘stronger’, è qualcosa che riguarda le piccole cose, i piccoli momenti. Tendiamo a definire tutto attraverso i grandi momenti ma sono quelli più piccoli che ci cambiano, ci commuovono. Ho imparato che spesso, semplicemente, esserci è la cosa più potente che si possa fare. Ascoltare, non parlare. E’ il sunto dei rapporti reali’. ‘L’America, anzi il mondo, stanno attraversando un momento molto complicato. Le storie che parlano di resistenza, di vulnerabilità, sono molto importanti’.
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Bauman, da subito definito eroe d’America, ancora oggi guarda con fastidio a quell’etichetta da lui sempre vista con orrore, per una duplice esperienza, quella legata prima al libro e poi al film, che gli ha permesso di comunicare a milioni di persone in tutto il mondo.

[quote layout=”big”]’Non mi piace molto il termine eroe, non mi piace affatto. Ci sono tanti eroi nella mia vita, mi appoggio a tanti di loro per aiutarmi, ed è certo che l’amore mi ha segnato. Andai alla maratona per amore nei confronti della mia futura moglie, con tanto di cartellone. Non sarei in nessun altro posto senza di lei. Sono una persona normale, non un eroe’. ‘La cosa che preferisco del film è che Jake sia riuscito a vedere dentro di me, portando in sala cose di cui neanche gli avevo parlato. La questione del disturbo post-traumatico è centrale, mi sono isolato subito dopo l’incidente, volevo nascondermi, strisciare in un buco, bevevo, cervcavo di non affrontare quanto accaduto. Venir fuori da quel buco è stato difficile e Gyllenhaal è riuscito a renderlo sullo schermo. Vederlo mi ha fatto commuovere. Prima me ne fregavo del terapista, andavo a bere, stavo con gli amici ma devi lavorare su te stesso, capire quali siano le priorità nella vita. Ho una vita diversa, ora, sono un padre, non bevo più, non vado in giro per i pub, ho cura di me, è stato un passo avanti enorme e molto sano’. ‘Ho incontrato molti reduci che hanno subito ferite in guerra. Abbiamo in comune questa esperienza traumatica, molti soldati si isolano una volta tornati dalla guerra, siamo sopravvissuti accomunati da queste terribili esperienze’. ‘Scrivere il libro e fare il film mi ha dato l’opportunità di far capire agli altri che tutto si può superare, che sia un attentato terrorista o un incidente di moto. Sono fiero di aver mostrato cosa significhi essere disabili, di aver comunicato a loro qualcosa di positivo, far capire che non sono soli. La parte più difficile della mia guarigione è stata questa interconnessione con gli altri’.[/quote]

Da sempre molto attento nello scegliere ruoli mai scontati, spesso ai limiti e poco commerciali, Gyllenhaal ha ricordato l’importanza della propria famiglia in questo percorso professionale, con sua sorella maggiore Maggie autentico punto di riferimento.

[quote layout=”big”] ‘Siamo stati cresciuti, io e mia sorella, da due persone incredibili e molto complicate. Per mio padre e mia madre la cosa più importante è sempre stata il credere in quel che fai, prima di fare qualsiasi passo. C’è stato instillato ed è quello in cui entrambi crediamo. Maggie mi ha insegnato tantissimo ma essendo una donna, nel cinema americano di oggi, ha dovuto affermarsi come cineasta e come autrice sfidando le norme da attrice. E’ sempre stata fedele ai suoi principi’.

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attends 'Stronger' photocall during the 12th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 28, 2017 in Rome, Italy.

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