Star Wars: uno studio universitario ha stabilito che le spade laser rosse sono le più deboli

Le spade laser rosse sono le più deboli, lo ha stabilito uno studio di "Star Wars" condotto all'Università di Leicester sui colori delle spade laser.

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Le spade laser rosse sono le più deboli, secondo uno studio di Star Wars condotto all'Università di Leicester sui colori della spada laser. Decenni di tradizione di Star Wars hanno definito che le spade laser rosse preferite dai Sith sono quelle con le maggiori capacità offensive rispetto ai colori più "tenui" preferiti dai Jedi. Con il Lato oscuro che trae forza dalle emozioni aggressive ne consegue che gli Jedi Oscuri prediligano un'arma che si adatti ad uno stile di combattimento più offensivo, favorendo attacchi potenti ad una tecnica più raffinata.

La storia e il buon senso hanno però preso il sopravvento sulla scienza che afferma tutt'altro. Uno studio presso il Centro per la scienza interdisciplinare dell'Università di Leicester ha esplorato la questione della forza e resistenza delle spade laser relativa al colore. Sorprendentemente i loro risultati indicano che le spade laser rosse preferite da Sith sono "fisicamente" le più deboli di tutta la gamma di colori delle spada laser.

Luke Willcocks lo ha determinato calcolando per primo la forza della spada laser verde di Qui-Gon Jinn. Utilizzando la scena in "La minaccia fantasma" in cui il personaggio (interpretato dall'attore Liam Neeson) usa la sua arma per tagliare una porta di metallo, Willcocks ha calcolato l'energia necessaria per svolgere questo compito. Presumendo che la porta sia fatta di materiali di forza e densità comparabili a quelli di uno space shuttle terrestre, Willcocks ha determinato che una spada laser standard produce energia per 6,96 MW (megawatt), di poco inferiore a quella di un piccolo reattore nucleare.

In che modo il fattore colore incide sulla potenza? Presumendo che le spade laser producano pura energia fotonica, Willcocks ha calcolato la lunghezza d'onda spettrale di ciascun colore primario e secondario e l'effetto che avrebbe avuto sulla potenza il cambiare la lunghezza d'onda per produrre un colore specifico. Willcocks ha concluso che le lunghezze d'onda più corte avrebbero prodotto una lama di fotoni più potente e che le spade laser viola sarebbero state le più potenti di tutte. I calcoli di Willcocks suggeriscono che la spada laser viola del Maestro Jedi Mace Windu (interpretato da Samuel L. Jackson) sarebbe quasi due volte più potente di quella di un Signore dei Sith come Darth Vader e capace di penetrare la porta blindata di un'astronave in 8,2 secondi.

Vale la pena notare che lo studio di Willcocks è stato condotto con un approccio piuttosto singolare. L'Università di Liecester ha un dipartimento scientifico che incoraggia gli aspiranti scienziati a tentare di spiegare i fenomeni scientifici nella cultura popolare attraverso i loro scritti. L'obiettivo è quello di insegnare agli studenti come scrivere, criticare e pubblicare seri articoli scientifici, dando loro anche esperienza nella scrittura in modo tale da essere compresi dai non professionisti. Ricordiamo che nonostante lo studio di Willcocks risulti affascinante, non è considerato parte del canone ufficiale stabilito da Lucasfilm.

Nonostante ciò, la teoria di Willcocks riguardo alla debolezza intrinseca e all'instabilità delle spade laser dei Sith è nata da alcune recenti storie di Star Wars. Il romanzo "Ahsoka" ha rivelato che i Jedi devono legarsi ad uno speciale cristallo kyber, che costituisce la base della loro spada laser. I Jedi Oscuri non sono in grado di forgiare questo legame e devono rubare la spada laser di un altro Jedi o sottrarla dal loro corpo senza vita, prima di forzare la loro volontà sul cristallo e piegarlo per servirli. Questo processo indebolisce il cristallo, causandone il "sanguinamento", con conseguente colorazione rossa. È stato anche stabilito che la spada laser di Kylo Ren usa un cristallo kyber incrinato e la croce che genera la sua spada laser è necessaria per scaricare l'energia in eccesso e impedire che l'elsa esploda.

 

 

Fonte: Screenrant / University of Leicester

 

 

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