Il Giovane Karl Marx: trailer italiano del biopic di Raoul Peck

Il Giovane Karl Marx: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film biografico di Raoul Peck nei cinema italiani dfal 5 aprile 2018.

 

Il 5 aprile arriva nei cinema Il Giovane Karl Marx, biopic diretto da Raoul Peck, regista candidato all’Oscar, Premio BAFTA e Premio César per il documentario I Am Not Your Negro.

Distribuito da Wanted in collaborazione con Valmyn, il film affresca un personaggio affascinante e controverso, illuminato dal suo pensiero, ardore, passione politica.

 

Siamo negli anni Quaranta del XIX Secolo. Il giovane Marx e l’amico Friedrich Engels danno vita a un movimento capace di emancipare, anche oltre i confini europei, i lavoratori oppressi di tutto il mondo. Sono anni di fermento: in Germania viene fortemente repressa un’opposizione intellettuale molto attiva, in Francia gli operai del Faubourg Saint-Antoine si sono messi in marcia. Anche in Inghilterra il popolo è sceso in strada. A 26 anni Karl Marx porta la sua donna sulla strada dell’esilio. A Parigi incontra Friedrich Engels, figlio di un grande industriale, che ha studiato le condizioni di lavoro del proletariato inglese. Questi due giovani dalla diversa estrazione sociale, ma entrambi brillanti, appassionati, provocatori e divertenti riusciranno a creare un movimento rivoluzionario unitario.

 

A dare il volto a Marx è August Diehl apparso in Bastardi senza gloria, Salt, Il falsario – Operazione Bernhard (Oscar Miglior Film Straniero 2008) e Treno di notte per Lisbona. Friedrich Engels è interpretato da Stefan Konarske, mentre i panni di Jenny Marx sono vestiti da Vicky Krieps appardsa di recente nel dramma Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, dove ha interpretato la musa del couturier inglese interpretato da Daniel Day Lewis.

 

 

NOTE DEL REGISTA RAOUL PECK

 

Mentre nel mondo si susseguono anomale crisi economiche, si è risvegliato un interesse inatteso per Karl Marx, seguito da una ravvivata popolarità. In questi ultimi anni le riviste più famose al mondo hanno messo Marx in copertina: Time, Newsweek, Forbes, Financial Times, e persino Der Spiegel. Nel 1999 in un sondaggio condotto dalla BBC, Marx era al primo posto dei più grandi pensatori del secolo, secondo posto per Albert Einstein. Nel 2014 l’economista francese Thomas Piketty ha venduto 450.000 copie, solo negli Stati Uniti, del suo libro “Il capitalismo nel XXI secolo”, un’analisi che getta luce sulle teorie di Marx. Questi giornalisti ed economisti non si sbagliano. Dato che poco tempo fa si sono festeggiati i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino, ora è possibile ritornare alle origini, all’essenza dell’opera scientifica marxiana. E senza doversi sobbarcare la responsabilità o la colpa di quello che le dottrine scaturite dalla sua opera hanno provocato in tutto il mondo: la frantumazione dell’ordine mondiale nel XX secolo.

Dal mio personale punto di vista, Karl Marx entrò a far parte del mio lavoro e della mia vita molto presto. Ho sempre diffidato di ogni forma di dogma, e quindi degli stessi marxisti. Ma sono stato comunque abbastanza fortunato da entrare in contatto con la sua opera per la prima volta all’interno di un contesto accademico e durante un periodo meno polemico rispetto a quello odierno. In quel periodo, si discuteva di eurocomunismo e nuove vie. In Italia, per esempio, si provava a innovare unendo sindacati e partiti politici, propendendo per una strategia più aperta e democratica. Al contrario, nello steso periodo, il Partito Comunista francese spiegava in che misura un’adesione rigorosa ai diktat dell’Unione Sovietica avrebbe condotto al fallimento.

Per questo lavoro durato oltre sei anni, abbiamo setacciato le biografie e le ricerche più rilevanti, ma anche le più critiche. Alla fine ci siamo concentrati sia sulle lettere che si scambiarono i tre personaggi principali dal 1843 al 1850 (compreso il voluminoso carteggio tra Marx ed Engels), che sulle lezioni tenute da Raymond Aron al College de France. Tutto questo lavoro ha avuto come risultato una sceneggiatura ancorata nel cinema, lontana da qualsiasi forma didascalica. Così si è deciso di abbandonare il vecchio uomo barbuto legato al suo dogma, in favore delle avventure intellettuali e fisiche di questo esuberante trio (Karl e Jenny Marx, Friedrich Engels), in un’Europa piena di tensioni, vulnerabile alla censura, all’apice di rivoluzioni popolari (e proletarie) senza precedenti, culminanti – in quanto al film – nella stesura de “Il manifesto comunista” – quella lista radicale e analiticamente ragionata dei meccanismi e degli effetti negativi del capitalismo.

Oggi, la lunga barba grigia di Marx non nasconde soltanto il suo viso, oscura la possibilità di una riflessione serena, lontana dalle polemiche, e impedisce un’esplorazione dei veri contributi scientifici e politici del pensatore, delle sue straordinarie capacità di analisi, delle sue aspirazioni umanitarie, delle sue giustificate preoccupazioni, come, ad esempio, per la distribuzione della ricchezza, verso il lavoro minorile, per l’uguaglianza tra uomini e donne, etc., tutte problematiche di primaria importanza e molto rilevanti nel mondo contemporaneo, sia in Europa che altrove. Dipende da ognuno di noi, poi, riflettere sulla Storia che scaturì da questo evento.Prima ancor di aver raggiunto i trent’anni, Karl Marx e Friedrich Engels avevano già indubbiamente iniziato a cambiare il mondo, nel bene o nel male. Tutto quello che questo film intende far vedere si trova proprio lì, nella gioventù e nella rivoluzione delle idee.

 

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