Roma 2018, Sigourney Weaver icona a sorpresa: 'non pensavo alla fantascienza, io volevo fare Shakespeare'

Da Alien ad Avatar, 40 anni da icona per la mitologica Sigourney Weaver.

Meravigliosa 69enne, Sigourney Weaver è sbarcata alla 13esima Festa del Cinema di Roma per un incontro pubblico in cui ripercorrere la sua straordinaria carriera d'attrice, esplosa 40 anni or sono grazie al ruolo di Ellen Ripley in Alien di Ridley Scott.

Figlia di un dirigente NBC, Sylvester "Pat" Weaver, e dell'attrice britannica Elizabeth Inglis, Sigourney Weaver ha scritto ricche pagine di Hollywood dando vita a figure femminili energiche, mai 'sottomesse' all'uomo, semplicemente iconiche. Eppure la Weaver pensava a tutt'altro, quando decise di fare l'attrice.

"La fantascienza è un genere molto sofisticato, è lì che ci si pone domande esistenziali. In America la letteratura sci-fi è molto importante. Da giovane volevo fare teatro ma al tempo stesso anche spaziare, quindi mi sono fatta strada all’interno dell’industria. Non immaginavo che un giorno avrei fatto fantascienza, volevo fare Shakespeare. Ridley Scott aveva fatto I Duellanti, prima di Alien, quello fu il suo secondo lavoro. Non amava fare molte prove, c’era molta molta improvvisazione sul set ed io ero spaventata, venendo dal teatro, ma la cosa funzionò. Però mi mancava il teatro, tant’è che tornai a fare film solo due anni dopo. Ma Alien è stata un’innovazione ad Hollywood". "Dopo tanti anni, poi, è stato James Cameron a riportarmi nel genere grazie ad Avatar. Quando leggo tante critiche sui blockbuster sci-fi mi arrabbio, perché questi film parlano spesso di molto altro. Non sono solo effetti speciali, sono molto più profondi".

Grazie ad "Aliens - Scontro finale", tra le altre cose, Sigourney strappò la sua prima nomination agli Oscar, bissata nel 1989 grazie a "Gorilla nella nebbia".

"Quella fu una grandissima esperienza, l’esperienza di lavorare in Africa con una troupe internazionale, e a stretto contatto con i gorilla. Incoraggio chiunque voglia andarci, ad andarci. La maggior parte dei gorilla vuole stare con le persone, sono animali dolcissimi".

40 anni di carriera e decine e decine di registi, per la Weaver, contattata persino da Luca Guadagnino per due pellicole. Una mai girata dal regista e una, taciuta dall'attrice, da lei rifiutata per impegni precedentemente presi.

"Ho lavorato con registi meravigliosi, tutti molto diversi e con ognuno ho avuto un rapporto diverso. Cameron ha intuito come potessi lavorare in modo molto sottile, era molto vicino al mio modo di lavorare, mentre Ang Lee fu sorprendente. In Tempesta di Ghiaccio non ci siamo mai parlati ma bastava uno sguardo per capirci".

Alta 182 centimetri, Sigourney non ha praticamente mai potuto affidarsi alla propria fisicità per agguantare ruoli da 'commedia romantica'. Soprattutto a inizio carriera, per lei fu alquanto complicato farsi spazio nella stereotipata Hollywood, in cui tutte le giovani attrici dovevano essere possibilmente bionde e formose.

"Ogni volta che entro in una stanza con dei produttori solitamente si siedono, perché sono molto alta, e neanche nella loro più sfrenata immaginazione mi hanno mai vista come la ‘fidanzatina’ di turno. Mi piacciono le love story, ma non ho mai avuto il fisico giusto per interpretarne una. Una donna della mia altezza non poteva suscitare interessi amorosi. Mi hanno sempre ingaggiato registi molto fantasiosi. Non tanto gli studios, che non mi volevano, ma i registi. Sono stati loro a volermi, sposando spesso l'illogicità".

Esordiente in sala nel 1977 com Io e Annie di Woody Allen, Sigourney ha conquistato la 3° e ultima nomination agli Oscar esattamente 30 anni fa, con Una donna in carriera di Mike Nichols. Anno, il 1989, in cui diventò la prima attrice di sempre a vincere due Golden Globe in un'unica edizione, come migliore attrice in un film drammatico e migliore attrice non protagonista per Gorilla nella nebbia e Una donna in carriera.

10 anni dopo Avatar, Sigourney tornerà presto ad indossare gli abiti della Dr.ssa Grace Augustine negli annunciati sequel, attualmente in lavorazione.

  • shares
  • Mail