In Guerra: trailer italiano del film con Vincent Lindon

In Guerra: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico copn Vincent Lindon nei cinema italiani dal 15 novembre 2018.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Il 15 novembre Academy Two porta nei cinema italiani In Guerra, il nuovo film di Stéphane Brizé che, dopo il successo de La legge del mercato, torna a dirigere l’attore Vincent Lindon in un potente spaccato sul mondo del lavoro.

 

 

Nonostante i sacrifici finanziari dei dipendenti e l’aumento dei profitti dell’ultimo anno, i dirigenti della Perrin Industries decidono improvvisamente di chiudere una fabbrica. I 1100 dipendenti, rappresentati dal loro portavoce Laurent Amédéo, decidono di opporsi a questa drastica decisione, pronti a qualsiasi cosa pur di non perdere il posto di lavoro.

 


Il cast di "In Guerra" è completato da Mélanie Rover, Jacques Borderie, David Rey, Olivier Lemaire, Isabelle Rufin, Bruno Bourthol e Sébastien Vamelle.

 

Il regista Stéphane Brizé racconta il perché di questo film.

Per capire cosa c'è dietro le immagini dei media che vengono regolarmente proposte a testimonianza della violenza che può scatenarsi durante la contrattazione di un accordo per un licenziamento collettivo. Anzi, dovrei dire "prima" invece di "dietro". Cosa accade prima dell'improvvisa esplosione di violenza? Quale percorso ha portato a quel punto? Una rabbia alimentata da un senso di umiliazione e disperazione, accumulato in lunghe settimane di lotta, che rivela, come scopriremo, una sproporzione colossale tra le forze in campo.

 

 

Brizé spiega quali sono le premesse della sceneggiatura scritta con Olivier Gorce.

Il co-sceneggiatore del film Olivier Gorce e io siamo partiti da due premesse: immaginare il film come un'epopea, costruita però senza mascherare la realtà con la finzione. Dunque, il racconto si sviluppa attorno alla descrizione di un meccanismo economico che ignora i fattori umani e in parallelo all’osservazione della rabbia crescente dei lavoratori sottoposti alla pressione della negoziazione di un accordo per un licenziamento collettivo. Una rabbia incarnata in particolare da un delegato sindacale che mette in campo, senza alcuna retorica politica, proprio la necessità di farsi portavoce del dolore e dell'indignazione che sono tanto suoi quanto degli altri lavoratori. La sua ragione per lottare: rifiutarsi di essere privato del lavoro solo per permettere alla società di aumentare ulteriormente i propri profitti, quando questa stessa azienda si era impegnata a tutelare i posti di lavoro dei dipendenti in cambio della loro disponibilità a ridurre il proprio salario.

 

Brizé parla della scelta per questo nuovo film di collaborare per la quarta volta con Vincent Lindon.

Il nostro rapporto cresce film dopo film, anno dopo anno, ed è veramente straordinario. Non tanto per la fiducia reciproca che permette questo percorso, quanto per la mancanza assoluta di piaggeria e falsità. Dopo tre film nei quali avevo affidato a Vincent ruoli di uomini taciturni, era necessario che facessi evolvere il nostro lavoro, cambiando radicalmente la natura del progetto e del personaggio, pur perseguendo la nostra necessità di osservare il mondo. In questo film, Vincent interpreta un uomo che parla, si difende, resiste, contrattacca verbalmente. Ne avevamo entrambi bisogno perché rispecchia un lato condiviso del nostro temperamento: siamo tutti e due pervasi di rabbia. Un bisogno dettato dal tema e dall'evoluzione del nostro modo di lavorare: questo ruolo di leader e questa storia sono una risposta alla nostra duplice esigenza.

 

 

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