Nelle tue mani: trailer italiano del film di Ludovic Bernard

Nelle tue mani: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sulla commedia di Ludovic Bernard nei cinema italiani dal 27 dicembre 2018.

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Dopo la tappa alla Festa del Cinema di Roma (Alice Nella Città), dal 27 dicembre arriva nelle sale italiane Nelle tue Mani, la commedia di Ludovic Bernard, con Lambert Wilson, Jules Benchetrit e Kristin Scott Thomas.

 

Un famoso pezzo di Bach suonato al pianoforte nel frastuono della stazione di Parigi. È il ventenne Mathieu che dà vita al brano. La musica è il suo segreto, un argomento di cui non osa parlare ai suoi amici Kevin e Driss con cui organizza furti in appartamento. Dopo un colpo andato storto, Mathieu viene arrestato e la sua pena viene tramutata in servizio sociale presso il Conservatorio parigino diretto da Pierre che riconosce il grande talento del ragazzo e farà di tutto per trasformarlo in uno dei maggiori pianisti della nazione.

 

Il cast è completato da Karidja Touré, Elsa Lepoivre, André Marcon, Michel Jonasz, Xavier Guelfi, Télésphore Teunou, Vanessa David, Milo Mazé, Louise Labeque, Gaspard Meier-Chaurand e Alexandre Brik.

 

 

Il regista Ludovic Bernard racconta la genesi del film.

L'idea mi è venuta in modo molto semplice: mentre mi trovavo alla stazione di Bercy e mi accingevo a prendere un treno, ho sentito un giovane suonare il pianoforte. Era un ragazzo che, a prima vista, non possedeva assolutamente i codici della musica classica, ma che interpretava divinamente bene un valzer di Chopin. È stato un momento magico: attorno a me c'erano poche persone. Sono salito sul treno e mi sono messo a immaginare e a scrivere il passato e il futuro di quel giovane, chiedendomi come avesse potuto imparare a suonare così bene. E questo è stato il punto di partenza della mia storia che in seguito ho ambientato nella stazione ferroviaria parigina Gare du Nord.

 

Ludovic Bernard parla della sua passione per la musica classica.

Ascolto spesso a ripetizione le opere liriche, in particolare "La Tosca". Amo anche immensamente le sinfonie di Mozart e ascolto frequentemente esecuzioni al pianoforte perché adoro Chopin. Quando lavoro a casa, mi piace mettere in sottofondo della musica classica: mi colma, mi pervade e mi procura delle emozioni che non provo in nessun altro modo e luogo. Se ho bisogno di scrivere delle sceneggiature, cerco i brani musicali giusti e spesso sono strumentali perché ricerco l'emozione più pura, più integra, più intensa. La musica classica mi trascina: del resto può essere definita l’altra protagonista del film, tanto è centrale e presente. Tuttavia, durante il montaggio, è stato necessario trovare la giusta dose tra la colonna sonora e le esecuzioni al pianoforte. Non è stato un lavoro facile. Nelle prime versioni, era troppo presente e schiacciava il film, poi abbiamo trovato la giusta misura.

 

Lambert Wilson racconta cosa lo ha spinto ad accettare il ruolo di Pierre Geithne.

In un primo momento, visto che conosco molto bene il mondo della musica classica, devo ammettere che avevo qualche reticenza riguardo al modo in cui quell'universo potesse essere trattato nel cinema. Quindi ho esitato ad accettare la sceneggiatura, ma lo charme e la passione di Ludovic Bernard hanno avuto la meglio: è talmente affettuoso, simpatico e persuasivo che mi sono lasciato convincere. E poi quando Kristin Scott Thomas ha dato il suo consenso mi sono entusiasmato all'idea di lavorare di nuovo con lei. Parallelamente, ho avuto la piacevole sorpresa di scoprire in Jules Benchetrit, un attore giovane e bello.

 

Kristin Scott Thomas parla del regista e di cosa l'ha colpita nella sceneggiatura.

Avevo visto "L’Ascension" di Ludovic Bernard ed ero rimasta colpita dalla messa in scena, senza riuscire a mettere un volto sul suo nome. Eppure avevo spesso lavorato con lui negli anni in cui è stato primo aiuto regista. Di conseguenza, quando l'ho incontrato in un bar e l'ho riconosciuto mi sono detta che era un buon segno. Per quanto riguarda la sceneggiatura l'ho trovata al tempo stesso toccante e palpitante, con tutte le qualità per diventare un buon film. Ho amato il percorso del ragazzo, che ha un talento straordinario, ma non ha accesso a un'educazione musicale. È un racconto, una storia fantastica, come quelle dei film americani dell'epoca d'oro in cui un giovane riesce ad affrancarsi dal suo ghetto e ad avere successo nella vita. Ho trovato che facesse eco con alcuni dei sogni che ciascuno di noi nutre in sé

 

Jules Benchetrit, nipote di Jean-Louis Trintignant, parla del suo personaggio, il giovane pianista di talento Mathieu Malinski.

Il personaggio di Mathieu mi ha affascinato e commosso. È un ragazzo che si è costruito un'identità in assenza del padre, di cui ha dovuto prendere il posto come uomo della casa. Mathieu vuole perdersi in quello che ama, porta un carapace che nasconde un bambino che ha bisogno di lasciarsi andare penetrando la musica. Con la morte del suo professore di musica, il Signor Jacques, ha perso tutti i suoi riferimenti. Quell'insegnante era per lui una sorta di padre surrogato che gli ha dato tantissimo, in particolare il gusto per la musica. Non è detto in modo esplicito nel film, ma Mathieu è di origine polacca. È un teppistello di periferia, che ne combina di cotte e di crude, è molto influenzabile e si lascia convincere dagli amici a fare una grande sciocchezza: un furto con scasso in una casa signorile dove si trova un bellissimo pianoforte. Senza suonarlo, si siede al piano e si lascia invadere dalla musica che vibra nella sua testa fino all'arrivo della polizia. Mi ha molto toccato il ruolo salvifico della musica nella sua vita.

 

 

 

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